frontPer chi se lo fosse perso Elinoire, uscito tre anni fa, è stato l’album di debutto dei Flaming Row, project band tedesca il cui mastermind è il poli strumentista Martin Schnella. Si trattava di un’ ambiziosa prog metal opera con un cast dnutritissimo ad accompagnare il quartetto di Gottingen e da subito ho percepito il giovane e riccioluto musicista come una sorta di novello replicante del celebre Arjen Anthony Lucassen.

Questo sia per la maestosità del progetto che per la propensione a suonare diversi strumenti e sia infine per la capacità di coagulare intorno al proprio gruppo un numero spropositato di affermati artisti.

Mirage – A Portrayal Of Figures è il nuovo capitolo, una seconda avventura nel mondo sci-fi poggiante su di un solido concept e vuol essere il primo step di una trilogia.

Il plot, brevemente, narra di un attacco alieno al pianeta Terra; in verità si tratta di un attacco preventivo, a scopo di difesa, poiché l’Uomo sta per distruggere la “mighty equation”  che regola il cosmo. I Minders (gli alieni), guidati da The Magistrate, decidono così di cancellare l’umanità e inviano tempeste solari sul nostro pianeta; il risultato è la devastazione totale con i pochi superstiti rimasti in vita a cercare di organizzare una resistenza e pianificare un futuro diverso.

Album lunghissimo,un’ora e venti, come nella migliore tradizione che Lucassen (qui presente) a suo tempo ha inaugurato con il suo progetto Ayreon. Oltre al citato e validissimo Schnella Flaming Row sono formati dalla brava cantante Kiri GeileNiklas Kahl alla batteria Marek Arnold alle tastiere e sassofono.

Come e più che nell’episodio precedente il cast di musicisti e cantanti ospiti è una vera e propria parata e vale la pena  quindi citare almeno i principali:

Jimmy Keegan (Spock’s Beard): batteria
Leo Margarit (Pain Of Salvation): batteria
Lars Lehmann (U.F.O.): basso
Kristoffer Gildenlöw (Ex-Pain Of Salvation): basso
Dave Meros (Spock’s Beard): basso
Arjen Anthony Lucassen (Ayreon): additional guitar solo
Diego Tejeida (Haken): keyboard solo
Eric Brenton (Neal Morse): violino, viola
Nathan Brenton (Neal Morse): violoncello

Gary Wehrkamp (Shadow Gallery): voce, chitarra e synth solo
Brendt Allman (Shadow Gallery): voce, additional guitar solo
Ted Leonard (Spock’s Beard / Transatlantic/Enchant): voce
Magali Luyten (Ayreon): voce
Johan Hallgren (Ex-Pain Of Salvation): voce

Gli otto segmenti che compongono Mirage – A Portrayal Of Figures illustrano momenti e situazioni diverse e hanno durata molto varia, arrivando a toccare 16 e 18 minuti nel caso rispettivamente del brano introduttivo e conclusivo. Queste sono proprio le due parti che compongono la suite eponima; la prima ovviamente vive di un lento e graduale avvio, di un prologo musicale necessario ad introdurre il racconto. Ben presto il ritmo prende quota, di pari passo agli eventi narrati, con riff granitici di chitarre e cambi di ritmo a ripetizione, solo di chitarra al fulmicotone.

La seconda parte, quella che conclude il disco, risulta forse ancora più varia e maestosa, a sottolineare una fase topica della storia.

Prog metal scintillante, inframezzato al lato teatrale-narrativo, producono una miscela esplosiva, a tratti entusiasmante.

Tra gli altri brani voglio segnalare Pictures, passaggio di grandissima atmosfera. Memento Mori, aggressiva e tirata; un episodio symphonic power metal potente ma un pò prevedibile (Burning Sky).

Tante stelle dunque hanno contribuito all’esecuzione di questa nuova rock opera composta da Martin Schnella, con risultati senza dubbio piacevoli; sulla qualità degli interpreti non si può certo discutere e pure il song writing è assolutamente di buon livello, gli arrangiamenti molto curati.

Il limite, se mai ci può essere per questo tipo di realizzazioni, sta nell’ascoltare e …non vedere. Musica immaginifica, cinematografica, magniloquente, brani legati tra loro da una trama. A ben vedere però questa nicchia è già ampiamente occupata dal citato Lucassen e con lui da altri musicisti quali Timo Tolkki, Tuomas Holopainen, Tobias Sammet con Avantasia…c’è dunque il rischio concreto di ripetersi.

Max

 

 

 

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