Delusion Squared The Final Delusion 2014

Pubblicato: aprile 20, 2014 in Recensioni Uscite 2014
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frontFormatisi solo nel 2009, i francesi Delusion Squared hanno debuttato in modo particolare e ambizioso, programmando e pubblicando una vera trilogia; dopo il primo episodio eponimo, uscito nel 2010 ed il successivo Chapter II che ha visto la luce due anni più tardi, adesso chiudono il cerchio con il terzo capitolo dal titolo The Final Delusion.

Classiche reminiscenze di un progressive ormai lontano si fondono con intuizioni, paesaggi e sonorità molto più attuali e vive, aderenti al new prog del nostro tempo, senza dimenticare alcune incursioni trasversali utili a darne anche un indirizzo crossover.

Se i primi due episodi si erano rivelati interessanti ma ancora in divenire, The Final Delusion registra a mio avviso un ulteriore e significativo progresso che ritengo possa regalare loro le prime vere soddisfazioni.La bella e calda voce di Lorraine Young (anche seconda chitarra) guida le scorribande musicali di due multi-strumentisti: Steven Francis (chitarra, tastiere e batteria) ed Emmanuel de Saint Meen (basso e tastiere).

Sono molti i riferimenti attuali cui attinge il giovane trio francese: sicuramente Karnataka, Magenta, Mostly Autumn dal lato melodico, per quello che può riguardare il timbro e l’uso della voce di Lorraine Young. Al tempo stesso Porcupine TreeAnathema sono riverberi possibili sul fronte strettamente strumentale.

Un mix piuttosto curioso ma efficace dunque, che unisce atmosfere morbide, evocative e sognanti a passaggi strumentali più arditi e complessi. Ecco che in questo modo, attingendo da varie fonti ma riuscendo abilmente a farne una sintesi, i Delusion Squared provano a proporre un disco bilanciato, compatto, con al proprio attivo qualche momento davvero da sottolineare e che, in ogni caso, non vive mai momenti di vera noia.

Siamo all’epilogo di una trilogia come detto; il lungo capitolo conclusivo si divide in quattro sezioni che titolano le fasi salienti del racconto. Esse sono: ordeal, awareness, deliverance e surrender.

ORDEAL

Un abbrivio deciso e ritmato ( The Same River Thrice) per un breve ma corposo strumentale cui fa seguito un altro passaggio abbastanza tirato (Diaspora), nel quale fa la sua comparsa la cantante. Patient Zero evidenzia un cambio di passo, l’atmosfera si fa molto più soft tra arpeggi di chitarra acustica, classica ed un tappeto di tastiere, per poi crescere gradualmente nella seconda parte. Reason of State mette a segno il primo centro sul versante strettamente melodico, prog di scuola prettamente inglese. Un bel solo di chitarra contraddistingue un tema molto soft, nostalgico.

AWARENESS

Una disperata richiesta di aiuto, quasi una preghiera; Devil Inside vive di un lento prologo per poi acquistare ritmo e spessore, trascinata nuovamente dalla chitarra. Last Day Of Sun rappresenta un nodo cruciale della storia e musicalmente si segnala come uno dei migliori episodi; atmosfera suggestiva, belle sonorità ed una prova convincente della YoungFinally Free completa questa sezione; brano più debole a mio parere, riscattato però da una seconda fase strumentale molto tesa ed inquieta.

DELIVERANCE

Apre Prisoner’s Dilemma con suoni e voci space per lasciare poi posto ad un arpeggio dell’acustica; un mood quasi trip rock (penso a The Gathering) pervade il brano, sino ad un finale in deciso crescendo.  Black Waters trova echi in alcuni momenti di marca Porcupine TreeBy The Lake (Dying) plana dolcemente su sonorità morbide e calde come quelle dei Karnataka; passaggio emozionante e malinconico, punteggiato da un bell’arrangiamento ad accompagnare il timbro soave della singer.

SURRENDER

Oblivion for My Sin assume contorni più aggressivi e graffianti, ponendo l’accento sul contrasto tra la voce (leggiadra) e la durezza del sound. Persistence Of Vision è un ottimo pezzo strumentale che, partendo dal tema principale, si concede numerosi variazioni grazie sopratutto alle tastiere; viene poi il turno della chitarra con un lungo inciso solista, prima della chiusa affidata a piano e coro (muto) di Lorraine YoungDeus In Machina racconta la conclusione della storia, musica rassicurante e solenne ma leggera ed eterea allo stesso momento.

“Everything must come to an end..” dichiarano i Delusion Squared in sede di presentazione; The Final Delusion scrive la parola conclusiva di questa trilogia ma credo che contemporaneamente segni l’inizio di una nuova fase per la band francese, in netta crescita. Il nuovo lavoro non è un capolavoro di innovazione ma contiene tante intuizioni pregevoli ed una maggiore consapevolezza. Teniamoli d’occhio.

Max

 

 

 

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