frontSei album consecutivi nella prima metà degli anni ’70, partecipazioni a festival storici, importanti musicisti transitati tra le loro fila (su tutti Eddie Jobson Stewart Copeland). Poi una girandola di scioglimenti e reunion, in formazione spesso modificata, per un lunghissimo lasso di tempo. Questa, in breve e a beneficio degli appassionati più giovani, la storia dei Curved Air guidati dalla presenza dell’ inossidabile cantante Sonja Kristina.

Qualche anno fa è avvenuta l’ennesima (ma determinata) ricomposizione della band che lentamente ha ripreso il cammino e che oggi, a distanza di ben 38 anni (!), si ripresenta sorprendentemente sulle scene con North Star.

Il disco viene pubblicato da Cherry Red Records e comprende sette brani inediti, tre ri-arrangiamenti tratti dal repertorio del primo periodo, un pezzo apparso sul primo lavoro solista della singer e tre cover, rispettivamente di PoliceSnow Patrol Beatles.

La line up attuale del gruppo prevede, oltre alla inamovibile cantante, la presenza del batterista originario, decano del gruppo Florian Pilkington-MiksaChris Harris al basso, Paul Sax al violino, Robert Norton alle tastiere e il redivivo Kirby Gregory alla chitarra.

Nonostante l’enormità del tempo trascorso (quasi quattro decadi) i Curved Air sfidando la sorte e forse anche il buon senso, trovano la forza ed il coraggio per un ritorno che non è solo una triste mascherata, o un mero amarcord, privo di qualsiasi contenuto. Certamente, non ci può essere più la carica generosa e trascinante di Phantasmagoria ma riuscire ad avere ancora qualcosa da dire, da proporre, credo fosse il traguardo massimo cui la band potesse aspirare; in buona parte, l’obiettivo è stato centrato.

Proprio i nuovi brani si rivelano ancora pregnanti, poggiando al solito sulla presenza vocale (e scenica) della Kristina ma denotando ancora un valido song writing, magari a tratti lievemente retro’; rimane comunque progressive rock che punta alle emozioni, al cuore, che non lesina certo sull’aspetto melodico ma che non tralascia comunque armonie e ritmo. La scelta dei suoni resta sempre curata, bilanciata, mai alla ricerca ad effetto.

Il suono è rimasto coerentemente quello di appartenenza, non mancano spunti folk o acidi ma viene giustamente rivisitato e rivitalizzato. Il violino, oggi di Paul Sax, continua ad impazzare a piacimento, le tastiere coprono al solito un largo spettro, la ritmica si è fatta più presente, la chitarra e la voce calda e suadente di SK sono ancora in grado di affascinare.

Molto particolare l’interpretazione delle tre cover: si passa da una versione jazzy-reggae di Spirits in the Material World dei Police in cui, pur richiamando l’intuizione originaria, i Curved Air colorano a loro modo il brano (in particolare con il timbro della cantante ed una parte coinvolgente di piano elettrico) ad una Across The Universe dei Beatles dove la voce della cantante è accompagnata da grande riverbero e da un avvolgente mantello di tastiere per un arrangiamento davvero minimale.

Chasing Cars dei Snow Patrol vede nuovamente un uso degli strumenti molto ridotto: contrabbasso, piano ed il canto quasi sommesso di Sonja Kristina per una ballad lenta ed intensa.

Colder Than A Rose In Snow, presente sul primo Cd solo della cantante, viene trattata in modo impeccabile,regalando belle emozioni grazie a piano ed a un testo particolarmente ispirato. Violino e chitarra, nella seconda parte, conferiscono un ulteriore abbellimento.

Puppets e Young Mother (tratti da Second Album), Situations (ripresa da Air Conditioning); sono tuffi nel lontano passato, rivisti e corretti con buoni risultati, per cercare di rimpinguare un nuovo repertorio non ancora sufficiente come quantità.

Dai brani inediti arrivano invece le cose migliori. Partenza forte e decisa con Stay Human, ritmica molto rotonda ed il violino di Paul Sax come una variabile incontrollabile. Time Games inaugura una striscia vincente; ottimo ritmo con un gran lavoro di basso e batteria, piano elettrico in sottofondo e poi tanta chitarra su di un tema (psichedelico) guidato dalla cantante.

Tinte drammatiche per Images And Signs inaugurata dalla chitarra e da un drumming quasi marziale; si rende palpabile la sensazione di venire catapultati indietro nel tempo senza che questo però si riveli solo con nostalgia. I suoni sono vivi, mostrano la loro anima ed ancora una volta a piano e chitarra toccano le luci della ribalta.

Interplay si adagia su ritmi più morbidi ma non per questo risulta meno interessante; a tratti ricorda qualcosa della Joni Mitchell anni ’80 e riserva comunque un finale incandescente di chitarra. Tanto tiro e paesaggi sonori a colori brillanti per Spider, un ottimo strumentale. Ritmo impeccabile per l’atipica e conturbante Magnetism, un titolo che si adatta perfettamente alla prestazione di Sonja KristinaOld Town News completa degnamente la rassegna, pur se in tono lievemente minore.

Da una band fuori dal giro per tutto questo tempo, francamente temevo un ritorno fiacco e sconclusionato; così non è stato invece, North Star anche se fa ricorso a delle cover e a qualche auto citazione del passato per completarsi, è un album per molti versi gustoso e sorprendente. Proprio i nuovi brani sono l’aspetto migliore, carichi e propositivi, non un semplice riciclaggio. Ben tornati Curved Air !

Max

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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