frontE’ curioso notare come ormai ogni Paese sia in grado di sfornare nuove band; anche quelle nazioni tradizionalmente fuori dal giro oggi propongono gruppi con una certa frequenza. E’ il caso stavolta della Grecia da cui provengono i Psycrence, quintetto esordiente dedito anima e corpo al prog metal.

Si inseriscono nel filone potente ma più melodico del genere e dunque ricadono in quell’area specifica composta ad esempio da Threshold, Symphony X Queensrÿche; grande spiegamento di grinta ed energia dunque senza però perdere mai di vista l’aspetto più musicale.

A Frail Deception, titolo dell’album, viene pubblicato da Steel Gallery Records e a conferma della validità del progetto ha visto effettuare il mastering da parte di Jens Bogren, un nume tutelare che non si scomoda a caso.

Molto bella ed efficace anche la copertina (ottimo biglietto da visita) realizzata da Colin Marks, già autore di lavori per Exodus e Nevermore.La line up attuale è in forma di quintetto e prevede l’interessante cantante Takis Nikolakakis, i due chitarristi Michael Aggelos Kouropoulos Kimon Zeliotis, il bassista Thomas Kouris ed il batterista Timoleon Valsamakis.

Dopo la pubblicazione di un primo EP nel 2010 sono giunti finalmente a cimentarsi con un vero e proprio full lenght e devo dire che da parte mia la sorpresa non è stata poca; certo, i cinque di Atene non inventano cose mirabolanti dal nulla, non propongono soluzioni particolarmente ardite o innovative ma quel che sanno fare…lo fanno dannatamente bene.

Ad ogni modo riuscire a coniugare così agevolmente il suono delle chitarre a 7 corde con delle melodie accattivanti, al primo tentativo, non è proprio cosa di tutti i giorni. Non conosco il primo EP e dunque non ho reali termini di riferimento ma è probabile che la presenza (e qualche “dritta”) di Jens Bogren abbia influito e pesato nella riuscita del disco, effettivamente molto ben calibrato per essere un’opera prima.

Tutti gli ingredienti per fare felici gli appassionati di prog metal sono contenuti in questo A Frail Deception: una voce potente ed intensa, a tratti sullo stile di Geoff Tate, due chitarre che macinano riff granitici e soli interessanti, mai dilatati all’eccesso; una sezione ritmica efficace, presente ed in grado di mutare repentinamente lo scenario. Tutto ovviamente viene arricchito da un grande entusiasmo e pure, inevitabilmente, da qualche lieve ingenuità ma l’impianto sonoro è assolutamente solido e di livello.

Nove brani vanno a comporre questo album: 55 minuti nei quali la tensione rimane sempre al giusto grado, senza pause o cali evidenti. Va da sé che non tutti i pezzi possano essere sul medesimo piano ma anche quando l’ispirazione scende leggermente e/o comunque i Psycrence tendono ad appoggiarsi maggiormente ai pilastri del genere, il risultato è sempre soddisfacente.

A Losing Game : note di piano ed un tappeto di tastiere introducono brevemente un brano ben presto arrembante, segnato dal suono inconfondibile delle 7 corde. Drumming possente ed incalzante mentre il timbro di Nikolakakis ha il pregio di divenire subito familiare. Migliore inizio era difficile ipotizzare.

Altri passaggi da non perdere sono la massiccia Forced EvolutionMoral Decay (tirata e dai riff scuri), Subconscious Eyes (potente e di ampio respiro), Reflection (una splendida sciabolata), Hold Close The Flame (una chiusura epica e carica di enfasi).

Se esiste una via convincente per esordire, beh..i Psycrence l’hanno assolutamente imboccata ! A Frail Deception è un Cd che risulta appassionante e riesce a coinvolgere sin dalle prime battute, speriamo di riuscire a vederli in Italia prima o poi. Da non perdere.

Max

 

 

 

 

 

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