frontL’ennesimo avvicendamento dietro al microfono (Dianne van Giersbergen è la nuova voce), un nuovo bassista (Steven Wussow è il quarto della serie); poche band al mondo vivono in una perenne instabilità come i tedeschi Xandria e questo, sotto certi aspetti, credo abbia sin qui pesato.

L’addio di Manuela Kraller devo dire che mi aveva fatto temere il peggio per un gruppo che sino ad ora, a mio parere, ha funzionato a corrente alternata, rigidamente inserito nel proprio genere (symphonic power metal) con tutte le conseguenze del caso, già ampiamente trattate in altre occasioni.

In perfetta sincronia con i più celebrati Epica il quintetto di Bielefeld presenta il nuovo lavoro, sesto della serie, intitolato Sacrificium: edito da Napalm Records, esce come accennavo con un tempismo “pericoloso” in quanto coincide con la nuova pubblicazione della band olandese e questo non potrà che scatenare paragoni ad oltranza.

Ad ogni modo va rilevato che lo spiegamento di forze messo in campo questa volta non è mai stato così massiccio: l’album è stato mixato da Sascha Paeth e co-prodotto proprio da Joost van den Broek, regista” di The Quantum Enigma. Un massivo coro olandese e la voce narrante di Amanda Somerville completano un cast faraonico per quello che come vedremo, probabilmente, può essere considerato il migliore disco dei Xandria.

Dianne van Giersbergen (solo omonimia la sua, nessuna parentela con Anneke) rivela doti e qualità assolutamente di rilievo, riuscendo a non fare rimpiangere la Kraller e forse alzando ancora il livello qualitativo. L’inserimento di Wussow al basso pare efficace, le due chitarre (Marco HeubaumPhilip Restemeier la solista) macinano riff in sequenza, il drumming di Gerit Lamm spinge all’impazzata; tutto come da copione, salvo un uso ancora più ampolloso e magniloquente delle orchestrazioni e delle parti riservate al coro.

E’ evidente che il combo tedesco abbia cercato di alzare l’asticella, grazie anche alla collaborazione di veri e propri “stregoni” del settore e la differenza si percepisce subito, molto sensibile; a fronte dell’intera produzione precedente Sacrificium pare di un’altra stoffa, più determinato, compiuto e aggiungerei completo.

Infatti, passando al setaccio le dodici tracce che compongono il Cd, non ne trovo molte per le quali spendere parole negative, eccettuato Little Red Relish, piuttosto piatta e Temple of Hate un pò prevedibile. La voce della nuova cantante è molto convincente, dotata di buon talento e capace di interpretare e trasmettere il significato dei testi con estrema facilità. Le ambientazioni gothic rimangono una costante del sound ma sono state esaltate e amplificate le componenti di contorno, creando in alcune circostanze un vero e proprio muro di suoni.

Esempi tipici di tutto questo sono il singolo NightfallDreamkeeper,Betrayer, Until The EndStardust e potrei continuare. Voglio invece ricordare due bellissime ballad e cioè la potente The Undiscovered Land e la malinconica e conclusiva Sweet Atonement, guidata da piano, violino e una splendida performance di Dianne van Giersbergen.

Altri episodi da sottolineare sono Come With Me, carico di enfasi e la lunga title track, manifesto esplicativo e vero specchio di tutto il lavoro.

Riassumendo : una sensazione generale positiva, con ogni probabilità i Xandria con Sacrificium scrivono la loro pagina migliore per i motivi che già ho descritto. Al tempo stesso però, rinnovando le mie perplessità per un genere che sembra potersi replicare all’infinito, la contemporaneità di uscita ed il producer in comune con gli Epica, non so se e quanto potranno loro giovare; molte analogie, per me rappresenta un azzardo.

Max

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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