Iluvatar From the Silence 2014

Pubblicato: giugno 9, 2014 in Recensioni Uscite 2014
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folderDati per scomparsi, tornano a sorpresa gli americani Iluvatar con From the Silence, quarto album della scarna discografia, pubblicato da 10TRecords a ben quindici anni (!) di distanza dal precedente, A Story Two Days Wide.

Il quintetto di Baltimora ha mantenuto stabile il proprio assetto e, devo dire con piacere, fresco il proprio sound a dispetto del lungo lasso di tempo trascorso nel silenzio assoluto.

Pur nel rispetto della tradizione americana che vuole parti ritmiche e armoniche molto dinamiche, il neo prog proposto dagli Iluvatar si distingueva per un rapporto molto saldo con le origini di genere inglesi; dunque tanta sensibilità per le melodie e cura maniacale di ogni singolo dettaglio.

Band a stelle e strisce ma non così vicina a sonorità quali quelle di Echolyn o Spock’s Beard; meno spazio per l’improvvisazione o per passaggi in cui mettere in mostra i muscoli.

Questo a grandi linee il tracciato percorso nei primi anni di carriera; poi con questa nuova uscita pare di assistere invece ad una sorta di fusione, di rimescolamento delle carte, Se è naturalmente percepibile l’indirizzo canonico della formazione, al tempo stesso non può sfuggire una maggiore e variegata partecipazione della ritmica, sopratutto in alcune tracce che si identificano meglio con una matrice statunitense. Un riuscito compendio quindi, una compenetrazione tra le due anime prog, va detto, molto ben realizzata e questo tra l’altro si traduce in una maggiore varietà di soluzioni.

Glenn McLaughlin (voce),  Dean Morekas (basso), Chris Mack (batteria), Dennis Mullin (chitarre) e Jim Rezek (tastiere) celebrano questo ritorno inaspettato nel modo migliore possibile.

From the Silence, si apre con una breve introduzione ad hoc, segnali da una vecchia radio del passato lasciano brevemente il posto a Open the Door, primo vero brano del disco. Partenza abbastanza sorprendente, tempi serrati, cambi di ritmo, un passaggio che definirei quasi heavy prog, collocabile in area Rush.

Con Resolution la durata si dilata, il timbro alto e secco di Glenn McLaughlin guida sicuro la band ma è ancora il duo basso/batteria a brillare, in particolare nella prima fase. Organo e tastiere, poi una prima fiammata della chitarra aprono la sezione centrale sino ad un finale in crescendo.

Breve ma di peso e sostanza, Le Ungaire Moo-Moo è un ottimo passaggio strumentale che sottolinea il bel dialogo tra la ritmica da una parte e chitarra e tastiere dall’altra. Complessità al giusto grado, senza eccessi ma con molto costrutto.

Ricami di chitarra aprono Across The Coals; percussioni e tastiere in sottofondo accompagnano la voce del cantante in una traccia dal mood piuttosto dolce. Il basso disegna un repentino mutamento di paesaggio sonoro, un cambio importante fatto di un ritmo serratissimo, melodici inserimenti di tastiere ed un solo travolgente della chitarra.

Orientata su di un andamento easy ed un pò scontato, The Storm è una traccia ben suonata ma che non riesce ad entusiasmarmi più di tanto, nonostante il gran ritmo ed il prodigarsi delle tastiere.

Un episodio semi acustico, Favorite Son, evolve poi con un bell’arrangiamento affidato alle keyboards, sempre presenti.

Di nuovo una chitarra acustica e un synth, così prende il via Between. Un primo segmento quieto e rotondo lascia spazio ad improvvise accelerazioni nelle quali è la batteria di Chris Mack  a mettersi in evidenza; finale pirotecnico grazie all’ingresso della chitarra.

Il momento più alto a mio avviso è rappresentato da The Silence! Gli Iluvatar riescono a creare un’ottima e crescente atmosfera andando a lavorare in profondità su linee di basso grosse, presenti ed un drumming molto preciso e netto al tempo stesso. Chitarra e tastiere, la voce di Glenn McLaughlin totalmente calata in un pezzo oscuro, inquieto, drammatico, vorticoso.

Un malinconico passaggio di sapore IQ, quasi immancabile (Older Now) precede la chiusa affidata ad Until; una ballad up tempo in grado di prendere quota grazie ad un ficcante inciso di chitarra; una pausa silenziosa precede una sorta di reprise strumentale.

Rientrare in gioco dopo tanto tempo non è mai facile ma gli Iluvatar ci sono riusciti bene, ampliando il proprio orizzonte sonoro e, sicuramente, ammodernandolo; a tale proposito, ribadisco, basta ascoltare The Silence! per rendersene conto.

From the Silence è un disco molto interessante che non mancherà di rendere felice gli appassionati della prima ora e, mi auguro, di coinvolgerne di nuovi.

Max

 

 

Recorded as missing, they come back to surprise U.S. Iluvatar with From the Silence, the fourth album of sparse discography, published by 10TRecords to fifteen years (!) away from the previous, A Story Two Days Wide.

The quintet from Baltimore has maintained its stable trim and, I must say with pleasure, their sound fresh despite the long time that has elapsed in absolute silence.

While respecting American tradition that takes harmonic and rhythmic parts very dynamic, neo prog proposed by Iluvatar was distinguished by a very firm relationship with the origins of the English genre; so, much feeling for melodies and maniacal care of every single detail.

“Stars and Stripes” band but not so close to sounds such as those of Echolyn or Spock’s Beard; less place for improvisation or passages in which to show off muscles.

This broadly track the path in the early years of his career; then with this new release seems to attend instead to a kind of fusion, of shuffling the cards. If it is naturally perceived the address of canon formation, at the same time can not escape greater and varied participation of rhythm, especially in some of the tracks that identify better with a matrix U.S. A successful summary then, a connection between the two prog souls, it must be said, very well made and this among other things results in a greater variety of solutions.

Glenn McLaughlin (vocals), Dean Morekas (bass), Chris Mack (drums), Dennis Mullin (guitar) and Jim Rezek (keyboards) celebrate this unexpected return in the best way possible.

From the Silence, opens with a brief introduction, signals from an old radio from the past briefly leave the place in the Open the Door, the first real song on the disc. A start pretty amazing, tight timing, rhythm changes, a step that would call almost heavy prog, placed in “area Rush”.

Resolution expands the duration, timbre high and dry by Glenn McLaughlin safe driving the band but is still the duo bass / drums to shine, especially in the first phase. Organ and keyboards, then a blaze of guitar opening the center section up to a final crescendo.

Short but weight and substance, Ungaire The Moo-Moo is a great instrumental passage that highlights the beautiful dialogue between the rhythm on the one hand and on the other guitar and keyboards. Complexity to the right degree, without excesses, but with a lot of construct.

Embroidery by guitar opening Across The Coals; percussion and keyboards in the background accompanying the singer’s voice in a track from the mood pretty sweet. Bass draws a sudden change of soundscape, a major change made to a tight rhythm, melodic insertions of keyboards and one overwhelming guitar.

Oriented on a weak trend and a little obvious, The Storm is a track well played but who can not get excited much, despite the great rhythm and profusely keyboards.

A semi acoustic episode, Favorite Son, evolves later with a beautiful arrangement entrusted to the keyboards, always present.

Again an acoustic guitar and a synthesizer, so kicks off Between. A first segment quiet and round leaves for sudden acceleration in which the drums by Chris Mack putting in evidence; final fireworks display thanks to the entry of the guitar.

The high point in my opinion is represented by The Silence! Iluvatar succeed in creating and growing a great atmosphere going to work in depth on big and present basslines, drumming very precise and clean at the same time. Guitar and keyboards, the voice of Glenn McLaughlin totally fell in one piece dark, restless, dramatic, swirling.

A melancholy passage of IQ flavor almost inevitable (Older Now) precedes the closed entrusted to Until; an up tempo ballad that can take share thanks to an insightful engraved guitar; a silent pause preceding a sort of reprise instrumental.

Back into the game after a long time is never easy but Iluvatar they did well, expanding its sound horizon, and certainly updating; in this regard, I reiterate, just listen to The Silence! to realize this.

From the Silence is a very interesting album that will make happy the oldest fans and I hope to captivating new ones.

Max

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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