Siamo in piena estate, il 30 di luglio la città di solito prende lentamente a svuotarsi di persone che cominciano a partire per le agognate ferie. In più la giornata, meteorologicamente parlando, non prometteva niente di buono e sino al tardo pomeriggio incombevano nuvole minacciose con un rischio di pioggia non indifferente. Aggiungiamo poi che il symphonic metal è un genere che conta sicuramente molti appassionati in Italia ma forse non quanti nei paesi del nord Europa…sta di fatto che la bella e suggestiva cornice dell’Anfiteatro delle Cascine Firenze ieri sera risultava desolatamente semi vuota.

Ci lamentiamo spesso nell’ambiente della scarsezza di date sul nostro territorio, fatta salva l’egemonica presenza di Milano e Roma; se poi quando se ne presenta l’occasione il pubblico latita, pur con le attenuanti di cui sopra, personalmente mi cadono le braccia.

Ad ogni modo…show must go on e la serata, a dispetto dei presagi nefasti, è andata come meglio non avrebbe potuto.

Ad aprire le danze i Wind Rose, una giovane prog/power metal band toscana di cui posso riferire ben poco avendo ascoltato solamente gli ultimi due pezzi in programma. Per quel che può contare penso valga la pena approfondirne la conoscenza, i due brani in questione erano davvero trascinanti.

Alle 21,35 finalmente è venuto il turno degli Epica. La band olandese è in tour da tempo (ed ancora lo sarà) per promuovere l’uscita di The Quantum Enigma (chi ne avesse voglia trova la recensione sul blog); su questo lavoro dunque ha poggiato gran parte della set list che non ha mancato comunque di riservare spazio a “classici” del passato.

L’impressione generale tratta dall’ascolto del disco si è felicemente confermata sul palco; brani briosi, carichi, intensi, dove spesso la bravissima Simone Simons è straripante. Una voce sopraffina che riesce però tenere a freno, senza gli stucchevoli eccessi lirici di alcune note colleghe; talento, grande presenza scenica, un atteggiamento simpatico e non divistico, un’aura di bellezza e armoniosità rare in una cantante, giova ricordarlo, appena ventinovenne !

Allo stesso modo questo senso di leggerezza, di divertimento ed interazione si estende a tutti gli altri membri della band, completato da siparietti simpatici che sono arrivati a coinvolgere pure uno dei roadie per festeggiarne il compleanno.

Epica è una band che sa fare sognare con testi e ambientazioni fantasy ma che, al tempo stesso, sa ruggire e tirare fuori gli artigli; non solo ricorrendo alle consuete orchestrazioni ma anche grazie ad un lavoro incessante delle chitarre di Mark Jansen e della solista di Isaac Delahaye.

Adesso infatti le sonorità si sono indurite, hanno acquisito maggiore vigore, confermando di fatto tutto quanto proposto con la realizzazione del nuovo CD. L’intesa tra il batterista Ariën van Weesenbeek ed il nuovo bassista Rob van der Loo si è mostrata già a buon punto, rodata; interessante come sempre il contrasto vocale tra il timbro altissimo e celestiale della Simons e alcune parti in harsh/growl di Jansen. Importante e sostanziale il lavoro alle tastiere di Coen Janssen.

I brani in scaletta hanno visto naturalmente una particolare attenzione sulla nuova uscita: partendo dalla intro (Originem) si sono succeduti infatti i primi tre brani del disco (The Second Stone – The Essence of Silence  e una sparata Victims of Contingency), sino al primo salto all’indietro con Unleashed .

Tra le altre poi una ottima Storm the Sorrow (da Requiem For the Indifferent), Kingdom of Heaven, una pregnante Cry For the Moon (tiratissima)

Ben tre gli encore tra i quali l’entusiasmante Unchain Utopia.

Una durata calibrata (un’ora e tre quarti) per un concerto godibilissimo, in cui la band non si è mai risparmiata, profondendo impegno, sudore e fatica e riuscendo a coinvolgere il pubblico ben presto accalcatosi sotto il palco. Forse al momento gli Epica rappresentano la migliore realtà di settore; una menzione particolare, dovuta e meritata al talento ed alla presenza di Simone Simons, realmente carismatica. A novembre di nuovo in Italia (Milano e Roma).

Max

 

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Foto di Fabio Morales.

 

commenti
  1. Marcello Dubla scrive:

    Anfiteatro semivuoto non direi proprio, ho visto di peggio, il fatto e’ che comunque in Italia si conoscono solo Maiden e pochi altri, analfabetismo musicale allo stato pure ! per il resto ottima rece … ma metterei Mark Jansen sullo stesso piano di Simone … Fondamentale per questo GRANDE gruppo !!!

  2. gianni scrive:

    Beh dai vista la piazza che non è proprio Metal, vista anzi “non visto” un cartello pubblicitario, non è andata male. L’anfiteatro non è così piccolo e per riempirlo ci volevano altre 500 / 600 persone, non poche viste le premesse e le altre due date di Roma e Milano.
    La serata è stata incredibile però, gli Epica l’hanno fatto molto bene a sfruttare la location, tutt’intorno alberi e buio!
    Rimane il rammarico che, un posto così evocativo, andrebbe sfruttato meglio anche per altri concerti.

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