frontUn tempismo forse mai indovinato ha segnato a mio parere il cammino dei HammerFall; gli esordi heavy metal di fine anni ’90 (e dunque già fuori tempo massimo), una successiva conversione su sonorità power metal (quando il treno era già ampiamente lanciato) ed infine un perenne dondolare tra i due imprinting ha fatto sì di potere indicare la band svedese come una di quelle che tanto promettevano e molto meno hanno mantenuto.

Ancora una volta pubblicato da Nuclear Blast esce il loro nuovo disco, nono della serie, intitolato (r)Evolution; a dispetto del titolo comunque ambivalente non molto è mutato rispetto alla precedente release (Infected). In cabina di regia siede nuovamente James Michael insieme a Fredrik Nordström, gran parte del materiale è stato scritto dal chitarrista fondatore del gruppo Oscar Dronjak.

L’impatto e la forza ci sono, velate e oscurate però dal tempo; un sound potente ma troppo scolastico e scontato, cori che quasi fanno sorridere per la loro prevedibilità. Validi esecutori in un’epoca probabilmente sbagliata, artefici di un song writing talvolta imbarazzante per la mancanza di fantasia. Queste, purtroppo, le sensazioni (del tutto personali) che scaturiscono dagli ascolti di (r)Evolution. In sé e per sé non sarebbe neanche un brutto lavoro, il quintetto sa fare il proprio mestiere ma rimane la fastidiosa sensazione di un qualcosa ormai passato, come se le lancette dell’orologio per la band svedese si fossero irrimediabilmente fermate.

Gli undici brani contenuti non svelano particolari momenti da cancellare, da indurre a passare oltre; è proprio tutto l’impianto che a mio avviso non funziona, non riuscendo a elevarsi dal grigiore e dalla monotonia. Mancano degli acuti, degli sprazzi di vitalità e forse di innovazione che, se sono necessari spesso ad ogni band, divengono indispensabili a chi continua a muoversi in un ambito ormai piuttosto superato.

Insisto su questo aspetto perché voglio sottolineare che i rilievi non sono tanto e solo riferiti a questo album, quanto invece ad una concezione di genere. (r)Evolution non è né meglio né peggio dei predecessori, preso a piccole dosi porta con sé anche qualche momento interessante ma è nel complesso che non decolla.

Il prodigarsi della voce di Joacim Cans , i consueti duelli tra le chitarre di Dronjak e di Pontus Norgren, la compatta e grintosa sezione ritmica formata da Fredrik Larsson e Anders Johansson regalano qualche spunto accattivante ma non si va oltre questo.

Hector’s Hymn, BushidoEx InferisWinter Is Coming (immancabile ballad con un Cans ispirato), Origins (chitarre protagoniste), Tainted Metal ; questi a mio avviso i passaggi salienti.

Nove album, molti dei quali della stessa identica pasta e collocati in uno spazio temporale probabilmente errato: questo il problema più grosso inerente i HammerFall(r)Evolution non modifica la situazione.

Max

 

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...