frontNell’era della rete ci sono centinaia di nuove proposte da ascoltare, da scoprire; tra queste può accadere che ci si possa imbattere in gruppi in grado di esprimere un qualcosa di decisivo, un valore aggiunto, un quid che non necessariamente può fare parte del bagaglio di ognuno.

E’ questo il caso degli australiani Arcane, un dinamico e giovane quintetto di base a Brisbane autore di un prog metal molto effervescente, punteggiato di colori e sapori che spaziano verso un ambito progressive, heavy prog per essere più precisi.

Un’intensa attività live, confinata per lo più al continente australe, e due album sin qui all’ attivo: il debutto del 2007 (Ashes) ed il secondo e scoppiettante capitolo due anni più tardi (Chronicles Of The Waking Dream).
Da pochi giorni è disponibile il terzo e nuovo lavoro, un mastodontico Cd doppio per due ore di durata complessiva dal titolo Known/Learned, pubblicato per Sensory Records.

Esaurita la spinta fornita dai modelli originari (Dream Theater, Fates Warning, Queensrÿche), gli Arcane hanno scelto di ampliare il loro spettro visivo per cercare di caratterizzarsi maggiormente; ecco dunque che in un impianto ben collaudato si sono via via inserite tematiche di più largo respiro, certo tipo di orchestrazioni hanno assunto più rilevanza, i tempi e la ritmica in senso lato sono andate affinandosi, tendendo non solo alla velocità e a passaggi d’effetto ma pure verso la complessità di trame più stratificate.

Mellotron, mandolino…sono stati inseriti strumenti che denotano una fase in evoluzione.

C’è da dire che non manca certo il coraggio alla band guidata dal cantante e autore dei testi Jim Grey; già interpreti di brani dilatatissimi, in questo caso hanno scommesso davvero una posta molto alta presentando un progetto così debordante.

Giusto presentarli per chi non li conoscesse: Michael Gagen (chitarre), Matt Martin (tastiere), Blake Coulson (batteria), Adrian Goleby (basso, nato nel 1990…) e il già citato singer.

Known

Il primo dei due Cd regala ben settanta minuti di prog metal tecnico e melodico, piacevolmente variato, con alcune pennellate a sorpresa che non potranno lasciare indifferenti.

Energia, freschezza, la giusta dose di carica e di aggressività: questa è la partenza affidata a Promise (Part 2), in una sorta di viaggio che comincia a ritroso. Grande ritmo, riff massicci della chitarra supportati dalla presenza delle tastiere; si alternano sezioni più di atmosfera, quiete, dalle sonorità calde ed avvolgenti. Squarci improvvisi innalzano i toni, lampi melodici affidati alla voce e alla chitarra si sovrappongono in questo continuo gioco di specchi.

Chitarra al centro della scena per l’avvio di Unturning, un altro brano massiccio, solido e che mette in luce di nuovo le due anime del gruppo, apparentemente in contrasto ma in realtà necessarie e funzionali una per l’altra.

Instinct si cala in un mood profondo e sospeso; in bella evidenza la voce di Jim Grey sino ad una prima esplosione di suoni sottolineata dal gran lavoro della batteria. A mio modo di vedere in questo passaggio c’è qualcosa che rimanda ai Leprous.

Un epitaffio, una preghiera, un momento di raccoglimento, breve ma molto intenso: questo è Womb (In Memoriam).

Una voce eterea, suoni soffusi, così comincia Selfsame; un’apertura improvvisa, maestosa, trascina in alto con le sue vibrazioni, procurando momenti dai quali sgorgano emozioni. La seconda parte del brano viene connotata da suoni ed accenti più aggressivi sino ad un epilogo epico.

Holding Atropos, una ballad liquida e dolce, mostra un lato assolutamente in contro tendenza del gruppo australiano; bello l’arrangiamento, suoni puliti, atmosfera molto evocativa.

Altro passaggio robusto, Keeping Stone: Sound on Fire, mette in luce la particolarità del suono della band che riesce ad unire tra loro le tensioni più tipicamente prog metal, l’alternative nordico di band come i Leprous e riverberi lontani di Radiohead Porcupine Tree. Finale teso e serratissimo.

E se tutto questo non bastasse…ecco i 23 minuti di Learned dove a mio parere gli Arcane regalano un’ottima performance. Possente avvio strumentale in crescendo e poi l’ingresso del cantante; ritmo incalzante, chitarra in buona evidenza. Lo sviluppo del pezzo è morbido, costante, interrotto da repentine fiammate sino a poco prima della metà. Un break “spagnoleggiante” guida poi alla seconda parte del lungo pezzo, inaugurata da una sezione strumentale dura e articolata. Uno stop e una nuova ripartenza, bruciante, una cavalcata a perdifiato per arrivare ad un finale quieto e rassicurante.

Learned 

Il mood cambia totalmente, la musica e le ambientazioni si fanno eteree, placide. Scompaiono i riff duri e graffianti della chitarra, la ritmica diviene una quinta sulla quale poggiano la voce di Grey, il piano e le tastiere, arpeggi e svisate pulite della chitarra. Il prog metal di Known lascia il posto ad una sorta di crossover-post rock denso e melodico, dal tratto sofferto; Radiohead, Anathema, qualcosa di Mogwai ed Elbow. Questi i nomi principali che mi vengono d’istinto per cercare di raccontare su quali onde sonore sia diretto questo secondo Cd.

Hunter, Heart & Home Little Burden, due tracce in continuità, illustrano al meglio questo nuovo  paesaggio sonoro poco sopra descritto. In particolar modo la seconda rende l’ambientazione davvero minimale sino alla conclusione che va a salire.

Una perla di dolcezza, Impatience and Slow Poison si snoda morbida, lenta, crescendo di ritmo man mano; incredibile il contrasto con il primo Cd che qui esplode nella sua interezza.

Un breve quadretto acustico (Known) e arriva un altro passaggio emotivamente importante, Nightingale’s Weave. L’estremo ed ineludibile saluto al padre narrato con dolcezza infinita, tristezza ma anche con tanta tanta forza; la musica costruisce, intorno ad un testo importante, una mirabile cornice.

Ancora un paio di episodi intimistici, quasi notturni, Eyes for the Change Keeping Stone: Water Awake (più mossa) , prima della conclusione con Promise (Part 1) .

Molta carne al fuoco e dunque sono stato costretto a dilungarmi ma, credetemi, ne vale la pena. Anche se siamo solo all’inizio dell’anno mi sento già di segnalare Known/Learned come una delle uscite più interessanti tra le nuove proposte; il tempo dirà se potrà ambire a qualcosa di più ma sicuramente gli Arcane hanno colpito nel segno!

Max

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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