Audioplastik In the Head Of a Maniac 2015

Pubblicato: febbraio 10, 2015 in Recensioni Uscite 2015
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frontHo spesso un misto di curiosità ed aspettative nel vedere come un musicista, da sempre anima di una band, si approccia ad un side-project; quali intendimenti, quanto entusiasmo, se si tratta di un episodio fine a sé stesso o se invece può aspirare ad un’ evoluzione, uno sviluppo.

Il caso mi viene fornito senza colpo ferire da Richard West (tastierista e membro fondatore dei Threshold) che in compagnia di Declan Burke (ex voce dei Frost*) e Simon Andersson (già al basso on stage con i Pain Of Salvation), ha dato vita ad AudioPlastik, un trio votato ad un prog metal graffiante e melodico che in alcune occasioni non può non ricordare la lunga militanza di West.

In the Head Of a Maniac è il titolo dell’album con cui si presentano al pubblico e per certi versi, come accennavo, si colgono distintamente dei collegamenti e delle affinità con il sound dei Threshold grazie proprio alla tessitura, alla regia del tastierista inglese ed anzi, se mai qui le keys svolgono un ruolo ancora più accentuato e stratificato.

I riff taglienti delle chitarre sono opera del duo Burke – Andersson e si esemplificano qui come marchio di fabbrica di un genere, la ritmica è a dir poco rutilante ma non viene mai smarrito il filo melodico. Tra le 13 tracce contenute non sono presenti suite né comunque brani troppo dilatati, come durata scelgono di rimanere sulla forma “canzone” e, a conti fatti, l’opzione si rivela indovinata.

La produzione ed il missaggio a cura dello stesso Andersson sono curati e perfettamente adeguati alla necessità, frizzanti senza diventare troppo invadenti o pesanti e se in certi passaggi si rischia di sfiorare una deriva vagamente pop…il rischio pare calcolato.

World of Wonder, possente ma morbida, eterea ed in rapido crescendo con un breve solo di chitarra ad opera di Burke. 

The Sound Of Isolation, un andamento entusiasmante ed una melodia che cattura al primo colpo.

It Matters So Much, dall’avvio epico e possente, in grado poi di mostrare più sfaccettature grazie ad un Richard West effervescente.

Distant Skies (traccia conclusiva) vive di un movimento “largo” e crescente, molto catchy ma senza dubbio efficace.

Questi in assoluto, a mio parere, i momenti imperdibili del disco ma, ovviamente, non finisce qui. C’è un blocco di pezzi di buona qualità che vanno a consolidare lo zoccolo duro dell’album.

Tracce cariche di atmosfera come Tonight (prog metal ballad), Leave Me Here (davvero intensa); composizioni che invece raggiungono un compromesso tra i due versanti come John Doe.

Segmenti decisamente più aggressivi quali l’ottima BulletproofOver Now (in odore A.O.R.), Star (curiosa l’omonimia con il brano di Pete Morten su The Interpreter), ed il singolo Now.

Audioplastik è un progetto, una band che nascono con un cammino tracciato ben identificato ma non per questo privo di spunti d’interesse. Richard West trova maggiori spazi, Burke al microfono è all’altezza del compito; In the Head Of a Maniac si svela come un lavoro ben fatto, curato, dove le linee guida prog metal non mancano mai l’aggancio con la melodia. Consigliato vivamente a chi tuttora non si avvicina al genere per timori spesso pre-concetti; non vi deluderà.

Max
.

 

 

 

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