Mastodon (+ The Raven Age) Estragon Club Bologna 10 Giugno 2015

Pubblicato: giugno 11, 2015 in Recensione Live Shows
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Nella collaudata cornice dell’ Estragon Club a Bologna ho potuto rivedere ieri sera in azione i Mastodon, supportati da The Raven Age, un quintetto londinese interprete di un metal melodico e dinamico allo stesso tempo, dei quali purtroppo però posso dire poco e niente, al solito sono arrivato quasi all’ultimo tuffo.

Pubblico abbastanza numeroso ma forse non quanto nelle aspettative del quartetto di Atlanta, reduce da alcuni sold out negli Stati Uniti; a dispetto di ciò vanno comunque sottolineati il calore, la passione e la partecipazione con cui i 300/350 accorsi all’appuntamento bolognese hanno sostenuto la band americana, senza sosta sino alla fine.

E senza sosta, sino al termine, è stato lo show dei quattro; breve nella sua durata  (un’ora e venti circa) ma tirato spasmodicamente, all’inverosimile. Una scaletta compatta, massiva, che ha volutamente escluso alcuni passaggi più “blandi” (è una metafora, ovviamente) per lasciare spazio ad una serie di colpi diretti e potenti. Pause minime tra un brano e l’altro, solo alcuni accompagnati da una scarna presentazione (giusto il titolo) e giù a picchiare duro con impeto e generosità, mantenendo fede a quello che è un vero marchio di fabbrica.

Il concerto ha compreso, in una sequenza mozzafiato, ben sei brani contenuti in Once More ‘Round the Sun, l’ultimo album pubblicato giusto un anno fa; l’esibizione si è avviata proprio con due di questi, Tread Lightly e la title track, che hanno subito messo in evidenza uno scatenato Troy Sanders, posizionato con il suo basso al centro del palco. A seguire, per completare una sorta di trittico introduttivo, è giunta l’eccellente Blasteroid (tratta da The Hunter), divenuta oramai un cavallo di battaglia.

Non sono mancati alcuni dei classici come Oblivion, Aqua Dementia e voglio assolutamente ricordare, tra gli altri, una versione scintillante e travolgente di Halloween, ancora dall’ultimo disco.

In ultimo una triade micidiale, la mazzata conclusiva: Megalodon, Crystal Skull e, a chiudere, The Czar.

Non ci sono stati encore, Troy SandersBrent Hinds (a mio avviso meno efficace del solito al canto ma fulminante alla chitarra) Bill Kelliher hanno lasciato il palco ricevendo un’ovazione entusiasta e prolungata; sulla scena è rimasto il solo Brann Dailor che con la sua Tama ha fatto tremare l’Estragon, una prova impeccabile la sua con un drumming strutturato, potente ed inarrestabile. Ha distribuito ringraziamenti ed un buon numero di bacchette, gratificato da una massiccia dose di applausi.

Due brani in meno rispetto alle recenti performance americane e, come sempre, qualche inevitabile rimpianto per la mancanza di questo o quel brano; detto questo, una serata ottimamente riuscita e coinvolgente, grazie ad una band che non si è mai risparmiata.

Max

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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