frontUn’autentica mazzata, un boato di una potenza incredibile, unica; senza un attimo di tregua e, al tempo stesso, evitando di dilungarsi inutilmente perdendo di efficacia. Queste le impressioni a caldo dopo vari ascolti di VII: Sturm und Drang, ottavo e nuovo album dei micidiali Lamb Of God !

Il quintetto della Virginia torna alle cronache tre anni e mezzo dopo il buon Resolution compiendo un notevole balzo in avanti, quanto a inventiva, compattezza e…cuore.

Pubblicato per Nuclear Blast e prodotto nuovamente da Josh Wilbur, il nuovo lavoro di Chris Adler e compagni si compone di dieci brani e si esaurisce in poco meno di cinquanta minuti, assolutamente sufficienti per terminare spossati ma entusiasti.Contrariamente a quanto credevo c’era ancora spazio nel quale inoltrarsi dopo Resolution ed è probabile che le pesanti vicende giudiziarie e processuali a carico di Randy Blythe abbiano involontariamente contribuito ad innalzare il tasso di rabbia e di emozionalità. Sta di fatto che il groove metal della band di Richmond si è fatto ancora più intenso, granitico e personale; rimangono le stimmate del genere incise da band come i Pantera ma oramai i LOG hanno un loro riconoscibile perimetro sonoro, una vera polveriera in procinto di saltare per aria.

Ho citato non a caso per primo il batterista americano perché in questo lavoro si conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, una vera e propria macchina da guerra, implacabile; cresce quindi la curiosità di ascoltarlo in azione sul prossimo album dei Megadeth, una formazione storica che ha fortemente necessità di essere rivitalizzata.

Monolitiche e veloci, un muro del suono impressionante, le chitarre di Mark Morton Willie Adler si pongono all’attenzione come una delle coppie più dinamiche in circolazione, così come l’energia, la presenza e la groove garantita dal basso di John Campbell.

Ma l’altra protagonista indiscussa è certamente la voce di Randy Blythe il quale, come dicevo, ha trasferito in parole la dura esperienza derivata dal suo arresto a Praga più di tre anni fa. La vicenda ormai è nota ma la riepilogo rapidamente: un giovane fan si catapultò sul palco, il cantante lo spinse energicamente di sotto ed il ragazzo, picchiando la testa in seguito all’urto, poi morì.

Accusato di omicidio colposo, Blythe fu arrestato e detenuto in Repubblica Ceca; in seguito processato e rilasciato per essere stato riconosciuto penalmente non responsabile. Ecco che tutta questa vicenda ha influenzato in profondità i testi, scritti ovviamente per la maggior parte dal front man.

Brani come l’introduttiva Still Echoes o la fulminante 512 (il numero della cella dove era agli arresti) infatti risentono pesantemente del clima della prigione. VII: Sturm und Drang è comunque un lavoro molto cupo quanto ad argomenti trattati ma estremamente coeso ed esplosivo dal punto di vista musicale, va assorbito tutto di un fiato e questo viene reso possibile anche dalla durata calibrata.

Non sono sicuro se sia proficua in questa occasione un’approfondita indagine track-by-track ma voglio comunque passarle velocemente in rassegna.

La partenza metalcore affidata a Still Echoes, trascinante e tiratissima in cui il ritmo imposto dalla batteria è infernale. E così sarà per il prosieguo; un altro proiettile fumante (Erase This) e giunge 512, uno dei migliori brani proposti in questa scaletta selvaggia. Qui sale molto anche la tensione emotiva, il timbro di Blythe cupo e drammatico, il drumming letteralmente bestiale, il basso pulsante ed inesorabile: un pezzo imperdibile.

Groove bollente e ritmo impazzito per Embers che vede ospite pure la voce di Chino Moreno dei Deftones. Un colpo diretto, un vero macigno (Footprints); una ballad molto profonda e cadenzata nella quale Mark Morton mette a segno un bel solo si trasforma poi in una vera allucinazione (Overlord).

L’incubo senza fine di Anthropoid, la spigolosa ed ipnotica Engage The Fear Machine, la velocità ossessiva e il delirio ritmico di Delusion Pandemic, la conclusione affidata a Torches, un ricordo della Primavera di Praga e di Jan Palach; qui è ospite Greg Puciato, voce dei Dillinger Escape Plan.

Questa, in pillole, la presentazione dei brani. VII: Sturm und Drang è un album che segna il ritorno dei Lamb Of God ad alti livelli compositivi e che, personalmente, non smetto di ascoltare.

Max

 

 

 

 

 

 

 

 

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