Abigail’s Ghost Black Plastic Sun 2015

Pubblicato: agosto 16, 2015 in Saranno famosi
Tag:, , , , , , , , , ,

frontNon possiedono la genialità dei Echolyn, né la maestosità dei Glass Hammer né, tanto meno, la tecnica o l’esplosività dei Rush ma Abigail’s Ghost, qui al terzo lavoro con Black Plastic Sun, si segnalano come una band interessante, in grado di pubblicare un album che ha attirato la mia attenzione.

Tutte le principali prerogative del progressive di matrice americana sono ben distribuite tra le fila di questo giovane quintetto della Louisiana; le proporzioni, i relativi “dosaggi” sono estremamente centellinati e dunque non fanno gridare al miracolo ma la miscela che ne risulta è senza dubbio di buona fattura, segnata sopratutto da un orientamento… particolare.Non ci sono picchi strabilianti, su alcun versante, ma le undici tracce contenute nel nuovo album offrono uno spaccato molto piacevole delle potenzialità di questo gruppo che, ricordo, ha esordito discograficamente nel 2007.

La forza della band a mio avviso risiede proprio in questo efficace equilibrio raggiunto, capace di raccordare tecnica, fantasia, impatto e fruibilità; si possono definire heavy prog per il “peso” di alcuni brani ma è altrettanto vero che sono in grado di produrre notevoli segmenti melodici ed emozionanti, sopratutto grazie al lavoro fondamentale della chitarra di Joshua Theriot, leader e pure voce solista della formazione di New Orleans.

L’idea di yin e yang si materializza con la presenza di Kenneth Wilson, bassista e vero alter ego di Theriot; con loro il tastierista Brett Guillory a completare l’ossatura della line up, rinsaldata adesso dalla chitarra ritmica di Randy LeBoeuf e la batteria di John Rodrigue.

Un tratto saliente del sound dei Abigail’s Ghost risiede in una palpabile influenza esercitata dai Porcupine Tree, già osservando l’art-work dei lavori precedenti se ne ha una percezione nitida; questi rimandi però vengono filtrati, se così posso dire, in “salsa americana”, lasciando così all’ascolto una sensazione identificabile ma con smussature e variazioni, frutto di un lavoro personale. Posso affermare dunque che non si tratta solo di una mera (e abusata) derivazione ma c’è il tentativo concreto di offrirne una reinterpretazione e questo, a mio avviso, è il percorso più positivo da intraprendere.

Un’ora di musica gradevole, una scaletta sapientemente costruita (alcuni brani erano stati anticipati nell’ EP pubblicato l’anno scorso), sonorità intriganti con un occhio sempre rivolto al lato melodico, senza perdersi in segmenti estremamente tecnici che alla lunga possono risultare pesanti. Tipico esempio può esserne l’opener intitolata Thereafter, in grado di declinare immediatamente le coordinate del gruppo: ritmica composita, aperture improvvise che sanno succedersi a frazioni più minimali, arrangiamenti curati senza diventare invasivi, solos razzenti della chitarra.

Passaggi che rimandano al Wilson solista più morbido (Sliver), prog-ballad dallo svolgimento melodico più catchy (For Damien), momenti più intensi da un punto di vista emozionale come per Bloodlust, carica di atmosfera e con un epilogo in crescendo.

Ancora, mood malinconico ed in possente divenire con Widowmakers, un passaggio a vuoto e forse fuori contesto (King of All). Una gradevole incursione tra elettronica e trip rock (Le Metteur), colori oscuri e un andamento in odore prog metal per un brano che richiama i Porcupine più aggressivi (Protist).

A completare: un episodio molto “largo”, sognante, quasi floydiano, nel quale un drumming rotondo e gli interventi della chitarra amplificano l’emotività (Sweet Serenity); una lunga digressione di nuovo in chiave heavy prog, caratterizzata da repentine accelerazioni e tanta energia (Smotherbox), una chiusa acustica affidata a piano, archi ed al timbro di Joshua Theriot, qui forse meglio centrato (Rather Unorthodox).

Termina qui il rapido viaggio intorno a Black Plastic Sun, un album che come ho premesso non regala prodigi o effetti speciali ma un’ora di buona musica, dai contenuti solidi e capace di entrare “in circolo” immediatamente; Abigail’s Ghost hanno fatto un buon lavoro.

Max

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...