frontArruolato un nuovo bassista, Ollivier Long, in luogo del militante di lungo corso Lionel-B Guichard, i francesi Nemo tornano in gioco presentando Coma, ultimo e frizzante album (il nono) della loro carriera. Superato lo “straripamento” avvenuto giusto due anni fa con il doppio Le Ver dans le Fruit, la band capitanata dal chitarrista e cantante Pierre Louveton torna al formato di CD singolo, pur riservando una limited edition comprendente un secondo disco bonus nel quale sono contenute tra l’altro due cover importanti ( Rat Bat Blue dei Deep Purple e Ten Years Gone dei Led Zeppelin).

Raramente tenere un ritmo così serrato di pubblicazioni è sinonimo di fine qualità compositiva, inevitabilmente l’ispirazione si inaridisce…ed invece i Nemo mi smentiscono, scrivendo una pagina di musica ottima.Coma è un’ opera di grana fina, va ben oltre l’esito del lavoro precedente, a tal punto che riesce a vincere pure la mia idiosincrasia per la lingua francese nel rock; l’eclettismo presente nel sound del quartetto in questa occasione si sublima, attraversando e unendo forse come mai prima sonorità del passato e più attuali, riuscendo a non fare risultare stantii passaggi symphonic prog e a rendere molto vivaci e coese sezioni più energiche.

La caratteristica principale dei sei brani compresi in Coma è proprio la contiguità, la compattezza, singoli capitoli sonori di una stessa vicenda e dunque la piacevolezza all’ascolto viene amplificata da questo senso di continuità. Poche pause ed una felice impressione di pienezza, di rotondità musicale fanno da battistrada sin dalle prime note di Le Coma des Mortels, uno dei brani più dilatati con i suoi dodici minuti di durata.

Introdotta da inquietanti suoni iniziali prende il via una lunga e tirata digressione strumentale nella quale le tastiere ed il piano ( Guillaume Fontaine) e la chitarra di Louveton lasciano graffi profondi; bene la ritmica, costante e pulsante nel duo Ollivier Long (basso) e Jean Baptiste Itier (batteria). Con l’ingresso della voce l’atmosfera è già carica di tensione ed aumenta ancora il pathos, la base musicale è molto serrata e apre varchi a brucianti accelerazioni, sino ad un segmento finale (anch’esso strumentale) di ottima fattura, più duro ed incisivo,

Il livello qualitativo rimane il medesimo proseguendo con Train Fantôme dove è ancora il piano ad indicare la via. Suoni che poi si increspano, ritmo circolare che prende ad incalzare per un segmento che prepara l’ingresso della voce di Louveton, su corpose note del basso. Raffiche crescenti di accordi provengono dall’Hammond, su di un tessuto musicale composito e più spigoloso; è un terreno fertile questo per i Nemo che sciorinano buone idee.

Echi acustici lontani svelano progressivamente Comaïne, ballad dal sapore vagamente prog-folk grazie al suono del flauto e percussioni. Uno svolgimento maggiormente sostenuto, dopo l’entrata della batteria, sfocia addirittura in un sorprendente ed irregolare crescendo, nel quale i toni si innalzano vertiginosamente. Brano eccellente dal punto di vista ritmico.

St Guy è uno dei passaggi più evocativi nella sua fase introduttiva, punteggiati da veri squarci sonori. Un cambio totale di scenario, di ritmo, di tensione ed il brano parte per una tangente tra fusion e psichedelia ricordando in qualche frammento episodi in stile Ozric Tentacles, con il basso in ottima evidenza; groove assoluta protagonista per uno strumentale imperdibile.

E’ il turno del piano elettrico ad aprire per Tu n’es pas Seul, momento carico di sensualità e tentazioni fusion grazie, nuovamente, al puntuale lavoro della ritmica (da sottolineare l’operato e la “presenza” del nuovo bassista). Suoni avvolgenti, tensione crescente e l’inevitabile esplosione guidata da un solo fulminante della chitarra. Ottimo !

La possente title track completa i giochi, spaziando tra tutte le possibilità offerte dal repertorio della band. Qualità di esecuzione ineccepibile, spessore della trama di buon livello e grande varietà di soluzioni ne fanno un altro brano molto interessante, valida chiusura del disco.

E’ con piacere che posso dire di essere stato piacevolmente sorpreso dai Nemo che hanno confezionato un lavoro, a mio parere, ben oltre le aspettative, molto concreto. Coma è un album che cattura al primo ascolto e ha il merito di appassionare passo dopo passo, senza iperboli, con un dosaggio calibrato di ogni singolo elemento per un notevole risultato d’insieme.

Max

 

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