Marillion: Unconventional Port Zelande Weekend 2015 Blu-Ray & DVD Dicembre 2015

Pubblicato: dicembre 15, 2015 in Uncategorized
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maxresdefaultSi può ancora dire qualcosa per immagini sui Marillion? Qualcosa che non sia stato detto già dalla infinita produzione di video, di concerti, di making of che appartiene alla storia di questo straordinario gruppo? Ebbene, credo proprio di sì, dopo essermi ascoltato e visto per intero questo bellissimo film-documentario sulla Convention 2015 a Port Zelande. Lo confesso, il mio giudizio è condizionato dal sentimento, una sorta di attrazione sotterranea (anche se non immediata, per la naturale diffidenza verso chi mi era stato presentato come un clone degli amati Genesis), ma che ha finito per travolgermi quasi inspiegabilmente (ai tempi si parlava di comarillion) con l’ascolto del primo/secondo album, fino ad esplodere con il fantastico terzo.Dicevo, il sentimento non mi rende obiettivo, forse, ma questo documentario credo debba essere un must per chiunque li ami, per chi solo li apprezzi, anche per chi si sia fermato all’era Fish e, oserei dire, per chi ama il prog e la musica ben suonata in generale.

E’ un documento sulla potenza della musica, ma anche su come si possa interpretare il lavoro di musicista ai tempi di internet, con l’obiettivo di mantenersi fedeli alla propria natura e vocazione, senza però cedere al mercato, sia pure cercando di trarne il giusto sostentamento. I Marillion possono essere criticati per la sovrabbondanza di quello che sta dietro e oltre la musica, e per certi aspetti vagamente auto celebrativi. Ma quello che fanno lo fanno con assoluta onestà. La ricerca di risorse tramite la rete (i Marillion hanno sostanzialmente inventato il crowdfunding), la capacità di sfruttare il mezzo (basta dare uno sguardo al loro sito, uno dei più completi, ricchi e accessibili che mi sia capitato di trovare), confrontandosi anche con la possibilità di fruizione della loro musica senza eccessive barriere, questi sono i maggiori pregi su cui la band ha saputo fare leva per sopravvivere e per assicurarsi un futuro.

E’ stata una scommessa ed è stata vinta, perché i Marillion avranno sempre una quota di pubblico disposta a spendere per ascoltarli e per sostenerli, anche prima dell’uscita di un loro nuovo album e addirittura fin dalle prime fasi del suo concepimento, per così dire. Certo, alla base di tutto sta la capacità di emozionare ancora con la loro musica, con quella strana magia che riescono a costruire, qualche volta più altra meno, album dopo album. Sono bellissime le sequenze del DVD che mostrano “i segreti dello spogliatoio”, per dirla in termini calcistici, ossia il gruppo in fase di composizione – preparazione, quando li troviamo a discutere su una chiave musicale da attribuire ad un brano che avranno suonato migliaia di volte, in modo che H ci possa arrivare con maggiore facilità, oppure quando PT e IM discutono della base ritmica di alcuni pezzi, naturalmente confondendoli tra loro….oppure ancora quando Mark Kelly racconta di come si sia trovato a svolgere il ruolo, tramite la sua amatissima tecnologia, di collettore/catalizzatore delle “marmellate” musicali che nascono quando si rinchiudono per ore in una stanza con i loro strumenti…

Il film ruota intorno all’evento della “convention”, ma non è solo questo. Le ore di musica suonate di seguito sul palco, la difficoltà di ricordarsi ogni singolo pezzo, le manifestazioni che ruotano attorno all’evento (il quiz con la band, la possibilità per un fan molto fortunato di suonare con i Marillion, al posto di SR (!), dal vivo, un vero pezzo di fronte ad un vero pubblico, gli aspetti economici e folkloristici…): tutto il racconto rende bene lo spirito di questo evento così coinvolgente, soprattutto per come è visto dall’interno del gruppo, e per come è filtrato dalla sensibilità dei singoli. Ma dopo tutto il documentario lascia intravedere, prima con tinte tenui e poi sempre più marcatamente, anche un ritratto del diverso carattere dei nostri, le diverse attenzioni che mostrano per le cose, fin dall’inizio, in quelle immagini in b/n davvero coinvolgenti che mostrano le abitudini quasi scaramantiche di ognuno di loro prima dell’ingresso sul palco (compresi gli attimi prima dell’ingresso di H con perfetta scelta di tempo sulle note del primo brano in scaletta…).

Accanto a tutto questo, che già basterebbe per acquistarlo immediatamente, il DVD ha anche delle parti che riguardano la musica vera e propria, soprattutto nella dimensione dal vivo. Ci sono immagini bellissime e tecnicamente ineccepibili di alcuni pezzi suonati alla ultima Convention, così come il racconto di quanto circonda il palco, sotto l’aspetto delle luci, del suono e delle immagini che lo circondano (ricordo le note di una particolarissima The Invisible Man, giocata tra sfondo e primi piani di SH che aspetta il momento di entrare dal vivo nel pezzo subentrando all’immagine di se stesso proiettata sullo sfondo…). Non è possibile dire tutto quello che contiene questo film, e peccato che la mancanza dei sottotitoli in italiano imponga qualche difficoltà in più (anche se soccorrono eventualmente quelli in spagnolo). Ma vedendolo mi è sembrato di capire per un attimo (e anche di più) per quale motivo la musica dei Marillion sia da sempre stata così vicino alla mia vita e l’abbia spesso sottolineata anche senza rendermene conto.

Si tratta di qualcosa che non riguarda non tanto e non solo la loro capacità, che è indiscussa, di produrre musica del tutto coinvolgente, quanto una sincera devozione che traspare dalle parole di questi musicisti per coloro che li seguono e che hanno dimostrato in tutti questi anni di amare il loro lavoro, senza troppe implicazioni. Sta tutto nelle parole di PT quasi strategicamente poste alla fine, quando si commuove semplicemente pensando al fatto che la musica dei Marillion sia stata in grado, almeno una volta, di aiutare le persone ad andare avanti anche nei momenti peggiori….c’è qualcuno a cui non è successo?

 

Silvano Imbriaci, dicembre 2015      

 

 

 

 

 

 

 

 

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