David Bowie – Blackstar 2016

Pubblicato: gennaio 3, 2016 in Recensioni Uscite 2016
Tag:, , , , , ,

frontContinuare a cercare un nuovo aggettivo per descrivere il talento di David Bowie è ormai esercizio del tutto inutile, nessuno come lui è camaleontico ed in grado di attraversare quasi ogni genere musicale in poco meno di 50 anni di attività.

In occasione del suo 69simo compleanno e sotto la produzione e super visione del fido Tony Visconti, Iso-RCA pubblica Blackstar, ventisettesimo lavoro in studio del “duca bianco“. Dopo l’ottimo e sorprendente ritorno di circa tre anni fa (The Next Day) che ha rotto un silenzio assoluto durato 10 anni, Bowie riscopre così in età matura una nuova giovinezza artistica perché, lo dichiaro subito, Blackstar possiede ancora tutte le stimmate della genialità propria di un musicista davvero unico, specie se comparato ai lavori spenti di molti suoi coetanei.

Il nuovo album è un ulteriore step rispetto al precedente, incredibile come le sonorità messe in campo da Bowie ed una band di prim’ordine (chapeau per il sassofonista Donny McCaslin, ex Steps Ahead) riescano ad essere così fresche ed attuali. Ma ancora più incredibile è come questo risulti ancora prodigioso a dispetto del tempo, la facoltà di intuire sempre soluzioni alternative sembra non venire mai meno.

C’è un’aria electro fusion che permea tendenzialmente i sette brani che compongono Blackstar, un album breve per gli standard odierni (una quarantina di minuti) da bersi tutto d’un fiato ma di cui si colgono le molteplici sfaccettature solo dopo qualche ascolto; sì, perché ci sono pure riferimenti ad un pop molto raffinato, incastri sperimentali tra tendenze diverse, matrici differenti che si sovrappongono uno strato sopra l’altro.

Benché la band che qui accompagna DB sia composta per la totalità da jazzisti, non è esattamente questo il focus del suono, anzi. Oltre al già citato McCaslin infatti trovano posto Mark Guiliana (batteria), Ben Monder (chitarra), Jason Lindner (piano, organo, tastiere) ed il poliedrico Tim Lefebvre (basso), tutti musicisti americani avvezzi da sempre ad un certo tipo di sound ma, questa volta, alle prese con altre misure.

Una scelta precisa dunque, un orientamento voluto ed indirizzato che non manca però di riservare sorprese grazie alla somma dei talenti messi in campo, sotto la conduzione dello stesso Bowie e di quella vecchia volpe di Tony Visconti.

Uno dei brani più stranianti e laceranti, in alcuni momenti ipnotico è senza dubbio proprio la title track, posta in apertura del disco; un brano insolitamente lungo (10 minuti, bisogna tornare indietro di 40 anni a Station to Station, per trovarne un altro della medesima durata) accompagnato da un video incredibile, pubblicato come anteprima lo scorso novembre. Un pezzo che credo resterà legato indissolubilmente al clip, un completamento essenziale che raccomando vivamente a chi ancora non lo avesse visto. La musica proposta qui dal Duca rasenta per certi versi la “follia”, contiene anzi quel pizzico di sana follia che lo ha posto sempre avanti, una vera avanguardia che si esprime in questo caso in uno scenario apocalittico tra loop elettronici, ritmi sincopati, improvvise aperture, segmenti lancinanti del sax. E poi, la sua voce, quella tensione continua…

Un titolo che è tutto un programma, Tis a Pity She Was a Whore a presentare un’amalgama di pop, dance, fusion. Ardita sperimentazione, non nuova per Bowie ma sicuramente capace ancora di cogliere nel segno; drumming compulsivo e fiati alla ribalta per un serrato delirio ritmico di rara intensità e coinvolgimento.

Secondo singolo, rilasciato solo in digitale, Lazarus vive un breve avvio…a la Cure per mano della chitarra di Ben Monder; l’atmosfera si fa densa, corposa, tra i fiati ed il pulsare possente del basso di Lefebvre. Sonorità acide e distorte fanno da contrappunto alla voce di DB che lentamente tende a salire di tono. Tocca al sax segnare pesantemente gli stacchi principali mentre la ritmica prende le redini di un segmento strumentale che vola alto.

Contenuta come inedito in una raccolta uscita giusto un anno fa, viene riproposta in una versione ridotta Sue (Or in A Season Of Crime)Ritmo spumeggiante sin dalle prime battute, illuminato da quell’autentico faro che è tuttora la voce del cantante inglese. Squarci sonori improvvisi come veri colpi di ascia, la consueta tensione punteggiata da elettronica e suoni in contrasto tra loro su di una base ritmica incessante; tutto questo conduce ad una conclusione fuori controllo.

Proseguendo con questo mood è il turno di Girl Loves Me, ripartita tra voce, un possente arrangiamento di archi, un tempo martellante e sonorità electronic. Il brano possiede un’aura quasi mistica, pur non raggiungendo forse la profondità dei precedenti.

Uno scenario notturno, in movimento, un sospiro decadente ed amaro permea la bellissima Dollar Days dove ancora una volta il sax di Donny McCaslin, in parallelo a Bowie, recita la parte del mattatore. Qui si vanno a sollecitare antiche e magiche inquietudini dalla imponente discografia dell’artista di Brixton, riviste ed attualizzate con un taglio moderno.

Una chiusura assolutamente brillante, tra ritmo e nostalgia. I Can’t Give Everything Away smuove e rimescola le emozioni, le centrifuga letteralmente, trapassandole grazie al carisma ed al fascino (inalterato) di un musicista che non smette di sorprendere.

Questo, a grandi linee, è Blackstar ma le parole non credo siano in grado di restituire lo spessore e la profondità della musica; solo un ascolto libero da impegni ed in assoluto relax è capace di rendergli giustizia.

I take my hat off to Mr.Bowie.

Max

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...