Damian Wilson & Adam Wakeman – Weir Keeper’s Tale 2016

Pubblicato: gennaio 12, 2016 in Recensioni Uscite 2016
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frontDamian Wilson è sempre stato molto dinamico, sempre fluttuante tra un’infinità di collaborazioni, band e progetti solisti. Proprio su quest’ultimo versante il cantante inglese ha riservato nel tempo alcune sorprese, prendendosi una pausa dai Threshold (o comunque dalle varie band in cui ha militato) per dedicarsi a sonorità più intime e meno debordanti.

Non fa eccezione la pubblicazione di Weir Keeper’s Tale, un album acustico suonato e realizzato in collaborazione con Adam Wakeman; rimasto indietro nel tempo (una quindicina di anni fa) il lavoro a fianco del grande Rick, oggi è di nuovo il turno del più giovane erede al trono. Va ricordato infatti che i due hanno dato vita qualche anno fa alla band Headspace, gruppo capace di ottime sciabolate prog metal e a breve di nuovo in pista con il secondo disco.La voce di Damian Wilson, accompagnato dalla chitarra acustica e dal piano di Adam Wakeman, attivo anche come seconda voce; qui sta il fulcro del progetto, una raccolta di ballad e canzoni composte d’insieme e che si posizionano molto lontano dal sound delle rispettive (o comuni) band di appartenenza.

Un disco da ascoltare ed assorbire in assoluto relax, da intendere come una parentesi del tutto a sé stante, tesa a svelare un lato meno abituale dei due musicisti o, comunque, meno approfondito sin qui; brani impregnati di un alone intimista, romantico, musicalmente ridotti all’essenziale con arrangiamenti scarni ma capaci al tempo stesso di infondere grande calore.

Questo è il tratto saliente del lavoro intero, breve e, ribadisco, molto indirizzato; sin dalla opener Seek For Adventure la strada viene tracciata con un Wilson ispirato ed in versione quasi cantautorale ed un Adam Wakeman preso ad occuparsi della ragnatela sonora, per intero acustica. La melodia dunque sotto i riflettori, nella sua forma più basic ma non per questo meno efficace.

Nove i pezzi contenuti, piacevoli, ben cantati ed eseguiti; tra questi voglio riservare una citazione particolare a Catch You When You Fall, arricchita da un ottimo lavoro di AW alla chitarra acustica (palpabili le reminiscenze Yes) e con il singer perfettamente calato nella giusta dimensione.

Altra menzione per Murder In A Small Town, un quadretto di notevole intensità giocato tra buoni intrecci vocali; un passaggio quasi radio-friendly ma di buon spessore (Freedom Is Everything) ed infine la conclusiva Cold, imperniata su di un arpeggio della chitarra.

Difficilmente Weir Keeper’s Tale conquisterà grande visibilità, è un album che per come è stato concepito rimarrà probabilmente appannaggio solo di un pubblico ristretto, mosso essenzialmente dalla curiosità. Come ho premesso si tratta di un lavoro piuttosto orientato e per nulla incline a variazioni nel mood; ha comunque una sua gradevolezza.

Max

 

 

 

 

 

 

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