frontUna delle voci femminili più interessanti degli ultimi anni, Heather Findlay, unisce le forze con uno dei tastieristi ed arrangiatori più stimolanti dell’ultimo periodo, Dave Kerzner, per dare vita ad un nuovo progetto chiamato Mantra Vega. Sei anni fa la brava cantante inglese ha lasciato amichevolmente la grande famiglia Mostly Autumn per dedicarsi alla carriera solista e dopo alcuni EP promettenti è avvenuto l’incontro con Kerzner (temporaneamente libero dai Sound Of Contact con i quali, in seguito, si è riunito).

Questa, in breve, la genesi che ha portato alla pubblicazione di The Illusion’s Reckoning, album di esordio che avrà prossimamente anche un seguito sui palcoscenici.La band formatasi per l’esecuzione dell’album non differirà troppo da quella impegnata sul fronte live ma, restando sul versante studio, sono presenti : Dave Kilminster (chitarre), i due Mostly Autumn Alex Cromarty (batteria) e Chris Johnson (chitarre), Troy Donockley (voce, Nightwish), Stu Fletcher al basso e, a rinforzare le linee vocali, Irene Jansen Angela Gordon, anch’essa appartenente alla galassia di Bryan Josh.

The Illusion’s Reckoning non è un disco concepito per sorprendere o per inseguire qualche esperimento di avanguardia, mette in luce invece le qualità dei protagonisti, riuscendo ad offrire un buon gioco di squadra ed un risultato d’insieme davvero non trascurabile.

La direttrice sonora è quella che fa capo alla Findlay e dunque un orientamento crossover prog dove è possibile imbattersi in episodi pop prog, altri invece più tirati e velatamente rock, altri ancora dove lo spazio per gli strumenti e l’arrangiamento si dilata. Allo stesso momento non è difficile percepire come il lavoro di Dave Kerzner, solo apparentemente nelle retrovie, sia in realtà prezioso.

Una decina di brani di media durata tranne la title track conclusiva che “dilaga” sino a sfiorare i dieci minuti, per un ascolto gradevole e rilassato nel quale si evidenziano almeno un paio di passaggi degni di nota; i testi sono a cura di Heather Findlay mentre la musica è stata composta da Dave KerznerUn viaggio intimo ed interiore, spirituale, alla ricerca di sé stessi.

Tensione e mistero permeano la partenza (Every Corner), dopo di che è un fitto alternarsi di paesaggi sonori, tra momenti decisamente melodici ma non per questo meno curati nei particolari (Island); altri più oscuri e gravidi di sensazioni, ritmicamente più incisivi e cantati a voci alternate con un robusto supporto delle coriste (Veil Of Ghosts). Altri ancora densi di malinconia e finemente arrangiati, con impasti vocali di fine qualità (Lake Sunday).

Proseguendo l’ascolto incontriamo un brano imperniato su di un lento e costante crescendo (Mountain Spring), un altro momento dolce (In a Dream) segnato dal suono del flauto bansuri (Remko de Landmeter), un episodio suadente e ritmato in sottofondo con dei brevi ma pregnanti interventi della chitarra (Learning to Be Light).

Un nuovo spazio ammantato di grande atmosfera dove HF regala una splendida interpretazione (I’ve Seen Your Star) e quindi, sorvolando la reprise di Island, giungiamo alla conclusiva title track, autentico snodo dell’album. Brano di una decina di minuti ben costruito dove ogni dettaglio viene evidenziato a dovere dalla cura dell’arrangiamento. I cori a sostegno, la circolarità del ritmo, un coinvolgente solo della chitarra ed una robusta partitura delle keyboards chiudono al meglio il lavoro.

Una band ben assemblata ed affiatata, una corresponsione di intenti musicali riuscita dove la musica si mette al servizio della voce ma non solo, una generale sensazione di piacevolezza all’ascolto. Questi i principali pregi emersi da The Illusion’s Reckoning che segna il ritorno a tempo pieno di Heather Findlay, senza troppi squilli di fanfara ma ancora con tanta voglia di mettersi in gioco.

Max

 

English 

 

One of the most interesting female voices in recent years, Heather Findlay, joins forces with one of the most stimulating keyboardists and arrangers of the last period, Dave Kerzner, to give life to a new project called Mantra Vega. Six years ago, the talented singer has left in a friendly way the large Mostly Autumn’s family to pursue a solo career and, after some promising EP, it’s happened the meeting with Kerzner (temporarily free from the Sound Of Contact with whom, later, reunited) .

This, in short, the genesis that led to the release of The Illusion’s Reckoning, debut album that will soon also followed on live set. The band formed for the execution of the album will not differ too much from that committed to live but, remaining on the side studio, are: Dave Kilminster (guitars), the two Mostly Autumn’s members Alex Cromarty (drums) and Chris Johnson (guitars), Troy Donockley (voice and flute, Nightwish), Stu Fletcher on bass and, to reinforce the vocal lines, Irene Jansen and Angela Gordon, also belonging to the galaxy of Bryan Josh.

The Illusion’s Reckoning is not an album conceived to surprise or to pursue some experiments of avant-garde, highlighting instead the quality main musicians, being able to offer a good team game and an overall result really significant.

Guideline of sound is that which belongs to Findlay and therefore crossover prog oriented, where you can come across episodes prog pop, others more dark and covertly rock, and others again where the space for instruments and arrangement expands. At the same time it’s not complicated to perceive how the work of Dave Kerzner, apparently in the back, is really valuable.

Set of ten songs of average length except the final title track that takes over to ten minutes, to a pleasant and relaxing listening in which we highlight three deserving passages at least; lyrics are by Heather Findlay while the music was composed largely by Dave Kerzner. An intimate and inner journey, spiritual, in search of themselves.

Tension and mystery permeate the start (Every Corner); then a crammed succession of soundscapes, among very melodic moments but with no less attention to detail (Island); other by more obscure and pregnant feelings, more rhythmically incisive and sung in alternating voices with a solid support of the choristers (Veil Of Ghosts). Others, full of melancholy and beautifully arranged, with an excellent quality of vocal mix (Lake Sunday).

Continuing listening we meet a song centered on a slow and steady crescendo (Mountain Spring), another sweet and kind moment (In a Dream) marked by the sound of the bansuri flute (Remko de landmeter), a mellow and rhythmic in the background episode with shorts but meaningful breaks of the guitar (Learning to Be Light).

A new space cloaked by great atmosphere where HF gives a stunning interpretation (I’ve Seen Your Star) and then, flying over the reprise of Island, we come to the final title track, authentic turning point of the album. Song of ten minutes, well built, where every detail is properly highlighted by a well finished arrangement. Choirs in support, the circularity of rhythm, an involving guitar solo and a solid score by keyboards close the most the effort.

A band well assembled and well-matched, a successful mutual feelings of musical intent where music is at the service of the voice but not limited to, a general feeling of pleasant listening. These are the main qualities that emerged from The Illusion’s Reckoning that marks the full-time come back by Heather Findlay, without much fanfare of trumpets but still with a great desire to put herself on the line.

 

Max

 

 

 

 

 

 

 

 

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