frontIn tre anni possono cambiare molte cose ma probabilmente i texani Oceans Of Slumber hanno deciso di andare oltre ogni ragionevole previsione; dopo un esordio promettente e fortemente indirizzato verso un sentire progressive death metal (Aetherial), tornano alla carica con una formazione allargata ed inedita, forti del contratto con Century Media Records.

Poco o niente rimane di ciò che musicalmente aveva raccontato il loro debutto, solo qualche frammento di prog death metal è rimasto presente; l’innesto del tastierista Uaeb Yelsaeb e, più ancora, il cambio della guardia al microfono con l’ingresso di Cammie Gilbert, una matrice vocale tra soul e R & B, hanno modificato radicalmente il sound della band di Houston.Diventa così realmente complicato inquadrare la tipologia di proposta contenuta in Winter, il nuovo album. Come schegge impazzite infatti esplodono brani molto serrati (eredità del precedente disco), passaggi delicatissimi e di atmosfera, piccoli bozzetti acustici, addirittura una cover d’autore datata 1967. Volendo fornire ad ogni costo un’ etichetta oggi probabilmente possiamo collocarli in ambito alt prog metal.

La voce di Cammie Gilbert, nera nell’anima, segna così un passaggio di consegne importante andando ad incidere pesantemente nel tessuto sonoro del gruppo americano, corroborata in questa operazione dall’opera fattiva di piano e keyboards. Una svolta profonda e sorprendente da parte di un gruppo emergente che ha abbandonato buona parte della propria forza d’urto a vantaggio di una notevole poliedricità, a volte quasi incontenibile.

Dunque, volendo procedere per “gruppi” si possono indicare: la title track in apertura, in bilico tra un’ampia parte melodica ed una successiva molto più spigolosa e scura in cui troneggia la voce harsh del secondo chitarrista Sean Gary.

La successiva Devout in cui si sente pesantemente il lavoro delle due chitarre sette corde (Anthony Contreras e lo stesso Gary), in parte mitigato dalla calda voce della cantante.

Il buon impatto di Suffer the Last Bridge che di nuovo, dopo una partenza piuttosto tranquilla comincia ad acquistare ritmo ed aggressività, alternando frequentemente i due mood grazie al sapiente gioco del batterista (Dobber Beverly).

Con Apologue il ritmo accelera notevolmente, un ambientazione dark nella quale si muove sicura la voce di Cammie Gilbert, doppiata e contrastata da quella harsh di Sean Gary. La sezione centrale è imperniata su di un solo vertiginoso di Anthony Contreras, un brano ora durissimo.

Queste sono le tracce che, pur con molti distinguo e differenze, possono in qualche modo creare un ponte con il passato. Dopo di che si passa, sempre in ordine sparso naturalmente, ad un altro gruppo di pezzi dove sono le atmosfere ed i suoni a recitare da protagonisti, pur se al servizio dell’ugola della singer.

Così ecco tracce come Sunlight, evocativa e potente al tempo stesso, forte di importanti squarci melodici. Turpentine, una ottima ballad dai colori malinconici punteggiata da sonorità venate di rock-blues.

…This Road, un abbrivio tra voce ed un arpeggio di piano (Dobber Beverly) e quindi il sound che si increspa, entrano in gioco più variabili sonore ma la cantante mostra di sapersi destreggiare in ogni situazione.

Una breve ninna nanna cantata a cappella e poi con una chitarra acustica ad accompagnare (Lullaby). Brevissimi strumentali come Laid to Rest (chitarre acustiche e synth), guidati da piano e synth (Good Life) o da piano elettrico, chitarra e tastiere (How Tall the Trees), esercizi di solo pianoforte (Grace).

Nota a margine per la cover che segnalavo più sopra. Si tratta infatti di una versione di Night In White Satin dei Moody Blues, utile ad evidenziare le doti di interprete di Cammie Gilbert e con un arrangiamento rivisto ed irrobustito nella fase centrale.

Se al primo ascolto di Winter confesso di essere rimasto sorpreso ed un pò disorientato, con i successivi ho potuto apprezzare meglio il lavoro svolto dai Oceans Of Slumber. Certo, la virata è di quelle totali, senza step intermedi ma complessivamente la qualità mi pare interessante. Resta da vedere se il prosieguo riserverà un distillare ancor più capillare eliminando qualche filler in eccesso, un orientamento sempre più preciso o meno ma le sensazioni sono sicuramente positive.

Max

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...