frontUsuali frequentatori delle “montagne russe”, i tedeschi Crystal Palace si ripresentano con Dawn Of Eternity, settima e nuova fatica che viene pubblicata da Gentle Art of Music con la collaborazione di Yogi Lang (mixing e mastering), front man dei RPWL.

Dopo il convincente The System Of Events (2013) che a mio parere ha segnato il momento più alto della band di Berlino, ecco gli ennesimi cambi di formazione ed un album che, a mio avviso, fa compiere loro di nuovo un sensibile passo indietro.

Ma andiamo con ordine; Tom Ronney (batteria), Dominic Gröger (voce), più la chitarra di Markus Reuter (Stick Men) in soli tre brani, sono le new entry proposte in questa occasione.

Dawn Of Eternity vive di due volti, due facce quasi contrapposte del consueto neo prog composto e suonato dal gruppo guidato dal bassista e cantante Yenz Strurz; ad una prima fase forse prevedibile ma colorata delle tinte giuste e forte di una buona spinta evocativa, segue una seconda in cui il sound (tranne qualche sprazzo) finisce per appiattirsi, scivolando verso soluzioni melodiche scontate e prive di pathos, mantenendo solo un calzante approccio ritmico. Non voglio dire che alcuni brani siano da cestinare ma indubbiamente concorrono ad abbassare la media, a fronte invece di una buona partenza.

Dopo una breve intro strumentale ed elettronica l’album ingrana la marcia con Confess Your Crime, un passaggio ritmicamente molto tirato, guidato inizialmente da sonorità cupe e serrate utili a mettere in luce le doti del nuovo batterista. La parte conclusiva vede un consistente e decisivo intervento della chitarra che lascia la sua firma sul brano.

Con un approccio simile si avvia Eternal Step, tra ritmo e punteggiature delle tastiere. Un piccolo break e l’andamento riprende il suo corso mentre la sei corde comincia a ritagliarsi uno spazio solista sino ad una vera e propria esplosione sonora, vibrante e travolgente dove emergono richiami a Gilmour e a Steve Rothery.

Siamo nel momento migliore del disco e Any Colour You Need lo conferma, tra note di piano o di chitarra sospese ed accelerazioni brucianti, un passaggio che rimanda a qualcosa dei Riverside culminante in un finale in crescendo.

Acustica ed elettrica insieme, un bel tappeto di tastiere in sottofondo, la voce del cantante: questi gli elementi principali a caratterizzare una buona ballad, Daylight After the Rain, arricchita da gradevoli impasti vocali per una linea melodica semplice ma efficace.

Di qui si percepisce abbastanza chiaramente il calo marcato di cui parlavo sopra, come se la vena creativa della band subisse un brusco ridimensionamento. Fields of Consciousness parte con buone premesse, salvo poi virare verso un mood in odore prog metal che non sembra appartenere per elezione al gruppo, col risultato di rimanere..tra coloro che son sospesi.

Hearts on Sale tesse una trama piuttosto logora, sia dal punto di vista melodico che ritmico, priva di una zampata determinante che soltanto la chitarra cerca in parte di regalare con un lungo solo.

Poco più di un filler strumentale, Eternity chiude la sezione meno appassionante del disco.

Aperta da sonorità elettroniche All Of This riprende un cammino più spedita grazie ad un drumming robusto, al giusto tiro di un pezzo che se non brilla per originalità, offre per lo meno qualche momento degno di nota tra cui l’epilogo chitarristico.

Un’altra piacevole ballad (Sky Without Stars) che sa acquisire ampiezza e respiro nel cuore dello svolgimento prima dell’abituale strappo della sei corde che prelude al termine.

La chiusura infine è affidata a The Day That Doesn’t End, episodio di stampo floydiano dove è percepibile la mano di Yogi Lang; il risultato è discreto come sonorità, meno esaltante dal punto di vista del songwriting.

Di nuovo i Crystal Palace hanno mantenuto fede alla tradizione che accompagna il loro percorso musicale sin dagli esordi, questa volta purtroppo ripiegando. Non sono molti i momenti che catalizzano l’attenzione, la tensione scema vistosamente nella seconda parte. Confesso che da Dawn Of Eternity mi aspettavo di più.

Max

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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