Richard Barbieri – Planets + Persona 2017

Pubblicato: marzo 15, 2017 in Recensioni Uscite 2017
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Pubblicato da Kscope è da poco uscito Planets + Persona, terzo album in proprio di Richard Barbieri, tastierista ex Japan Porcupine Tree.

Un viaggio intergalattico, un itinerario strumentale proteso a vagare nello spazio e nel tempo tra comete, pianeti sconosciuti, asteroidi e mondi immaginari; un percorso fondamentalmente electronic dove emergono prepotentemente sfumature jazzy e dove, al massivo utilizzo di synth e suoni programmati, vengono abbinate sonorità acustiche per un mélange paesaggistico assolutamente singolare.

Lo schivo musicista londinese mancava sulla scena solista dal 2008, anno di pubblicazione dell’interessante Stranger Inside ma va detto subito che con questo lavoro propone qualcosa di alternativo.

Parlavo di tinte jazz ma non solo queste sono presenti; ci sono ampi refoli new age, un occhio distante e garbato verso sequenze ritmate ed ipnotiche in stile Ozric Tentacles, il ricordo di qualche sonorità appartenente ai corrieri cosmici. Tutto è sapientemente assemblato per un ascolto fluido e mai macchinoso anche se, sezionando i sette brani, la qualità e la tensione non si mantengono costantemente al medesimo livello.

Ricordavo sopra il ritmo a spirale degli Ozric Tentacles, ovviamente rivisto e reinterpretato in chiave moderna e futuribile da Barbieri..ne è un perfetto esempio l’introduttiva Solar Sea. Un brano che ti prende e non ti lascia più, una galleria di fotogrammi, di immagini che si vanno sistematicamente a sovrapporre ed alternare, creando più livelli sonori poggiati su una solida base ritmica, tra voci eteree di sottofondo e gli innesti di una tromba (Luca Calabrese) prima di un epilogo assolutamente lieve ed onirico.

Ed è proprio la stessa tromba ad aprire New Found Land. Grazie al pulsare del basso ed a un tappeto policromo di tastiere, si atterra su di un pianeta ignoto, circondati da un landscape incredibilmente suggestivo. Il battere crescente delle percussioni sfuma in una cascata di suoni molto evocativi, per poi riprendere ad accompagnare sin quasi al termine.

Il passaggio più lungo, Night Of The Hunter. Pezzo piuttosto stratificato con un abbrivio lieve e poi acustico, un melting pot sonoro gradevole e di sicura presa con una tensione graduale e crescente per la quale RB è da sempre maestro. Gli ultimi tre minuti, dapprima oscuri e solenni, sfociano poi in un segmento ritmato in cui “urlano” in sottofondo sax e tromba.

Suoni ancestrali, movenze lente..così parte Interstellar Medium, una trama fitta, costruita con precisione dal musicista inglese, solcando suadenti mondi new age.

Questo percorso sperimentale prosegue con un altro robusto episodio, Unholy. Monolitico e minimal nella prima frazione, il brano si snoda lento ed un poco ripetitivo; un provvidenziale intervento del sax avvia una seconda parte più mossa ma la sensazione è quella di uno sviluppo eccessivo.

Shafts Of Light riporta al centro della scena il dualismo tra suoni acustici (chitarra e tromba) ed elettronici, un dualismo che si stempera e si traduce in una indovinata fusione di sonorità, una onda lunga e placida di emozioni cui abbandonarsi.

Si conclude con Solar Storm, una tempesta elettronica rinforzata dalle note del basso di Percy Jones, vecchia conoscenza ed ex Brand X. Il ritmo prende vigore, il sax si lancia in un solo, per riallacciarsi in qualche modo alla track di apertura.

Indubbiamente ci troviamo davanti ad un album molto particolare ma posso dire che con Planets + Persona Richard Barbieri conferma la sua fama di coraggioso e silenzioso sperimentatore. Un lavoro comunque trasversale, che colpisce per l’originalità.

Max

 

 

 

 

 

 

 

 

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