Con una formazione totalmente rinnovata, tornano in gioco i vecchi Kayak capitanati dall’infaticabile tastierista Ton Scherpenzeel.

Seventeen lo scarno titolo in testa al nuovo lavoro della band di lungo corso olandese, pubblicato per InsideOut; un’ora piena di progressive rock di annata tra evidenti richiami di scuola e qualche sparuto accenno classic rock. Non una rock-opera stavolta ma un amalgama di dodici brani dei quali tre piuttosto dilatati e gli altri in forma canzone.

Bart Schwertmann (voce), Marcel Singor (chitarra), Kristoffer Gildenlöw (basso, ex Pain Of Salvation) e Collin Leijenaar (batteria), i volti della nuova line up.Per forza di cose Seventeen è un album che ben poco aggiunge a quanto conosciuto intorno alla band dei Paesi Bassi. Le partiture ruotano per lo più intorno alle tessiture di piano e tastiere, corroborate da felici interventi della chitarra ed una solida base ritmica; il sound in definitiva è quello tracciato ormai da molto tempo.

La delicatezza ed il romanticismo, impreziositi dal tocco bruciante della chitarra di Andy Latimer (qui ospite di lusso), sono le linee guida della traccia a mio parere più pregnante, Ripples on the Water, un breve affresco di rara potenza evocativa. A seguire, da segnalare la lunga e composita La Peregrina, probabilmente il pezzo più articolato ed ambizioso in scaletta.

Quindi voglio citare i buoni squarci melodici di Falling, il valido movimento che anima i quasi nove minuti di Cracks (da non perdere gli inserti della sei corde) e la dolcezza di X Marks the Spot, una mini-ballad arricchita dal suono di un flauto.

Per il resto, in tutta franchezza, non ritengo di dovere indicare altro in particolare. Qualche passaggio onesto ed un pugno di episodi piuttosto deboli (SomebodyFeathers and TarGod on Our Side Love, Sail Away).

Nel concludere, mi trovo a ripetere quello che spesso ho dovuto scrivere in casi analoghi: nel suo complesso Seventeen si guadagna la sufficienza ma oltre questo non rimane molto da aggiungere. Non si può certo chiedere ad un gruppo come i Kayak, con decenni di carriera sulle spalle, la forza e l’entusiasmo per stupire; se ne può apprezzare l’integrità ma si deve constatare pure il trascorrere del tempo.

 

Max

 

 

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