Moonparticle – Hurricane Esmeralda 2018

Pubblicato: febbraio 13, 2018 in Recensioni Uscite 2018
Tag:, , , , , , , , , ,

Il talento virtuoso dei musicisti messi in campo, l’incontro tra sonorità progressive e rock jazz, qualche lontanissimo riverbero zappiano appena sfiorato, una voce femminile morbida e suadente, alcuni segmenti alternative. Questi gli elementi che caratterizzano Hurricane Esmeralda, l’album di debutto dei Moonpartcle, progetto che fa a capo al chitarrista e produttore bulgaro Niko Tsonev, un passato live (tra l’altro) con Steven Wilson.

Radunato intorno a sé un parterre dì eccellenza, Adam HolzmanCraig BlundellTheo Travis (tutti in orbita SW), con l’aggiunta della cantante Grog LiseeTsonev propone come detto un’interessante e variato connubio che credo meriti un ascolto.Intendiamoci, non è che tra i solchi di questo album rilevi qualcosa di sconvolgente ma la musica espressa è molto ben suonata, spunti interessanti non mancano ed in alcuni passaggi emerge prepotentemente la qualità degli interpreti. Nel complesso il disco scorre fluido, senza grossi tentennamenti e propone un ascolto gradevole.

Scorrendola da vicino, la scaletta si apre con la title track, un conciso spaccato di quello che è l’arsenale sonoro del quintetto, in questa occasione forse assemblato ed esposto con un eccesso di entusiasmo; gli input sono molteplici, di origine diversa e forse solo nel prosieguo dello svolgimento, il brano si compatta, planando in territorio fusion.

Piuttosto interessante la seguente Helium, suddivisa in due brevissime fasi strumentali, la prima appannaggio essenzialmente della chitarra di Tsonev (si disimpegna anche al basso) mentre la seconda regala una prestazione dolcissima del flauto di Theo Travis, accompagnato da un soffice arpeggio dell’acustica e di un violino.

Molto accurato il panorama sonoro descritto in Winter Mountain dove un’atmosfera dapprima soffusa acquista poi ritmo, affiancando la voce sognante di Grog Lisee. Il drumming si fa più serrato, cresce la tensione ed ecco svettare uno strappo della chitarra a precedere una coda che riprende il tema iniziale.

Su di un versante molto più aggressivo si annuncia White Light, brano che mette in luce i drappeggi di Adam Holzman alle tastiere e la varietà di colpi in possesso di Craig Blundell, un batterista a mio modo vedere in costante crescita. Un break della sei corde modifica lo scenario, dando il via ad una seconda parte più concitata.

Ed arriviamo quindi al pezzo migliore del lotto, quello più carico di atmosfera e musicalmente più strutturato, Michelangelo Don’t Stop. Avvio dolce, poi tempi dispari a volontà, notevole groove ed il prezioso lavoro di keyboards e fiati nelle retrovie, per uno strumentale davvero ben congegnato.

Un momento carico di pathos e venature alternative e/o rock-blues (The Strength of a Thousand Year Rose), una track giocata nuovamente sullo sviluppo di un’atmosfera (Reverend Mum) ed un’altra, l’ultima, dove questa ricerca si affina senza risparmiare però qualche frustata (Leon’s Experiment).

Questo, riassumendo, il dettaglio di Hurricane Esmeralda, esordio per i Moonparticle.

 

Max

 

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.