Jenny Sorrenti ed i Saint Just, un sodalizio che a dispetto del tempo resiste, esiste e, sopratutto, si rinnova. E’ davvero molto interessante l’operazione messa in campo dalla cantante e musicista partenopea. Prog Explosion And Other Stories è infatti un album che raccoglie brani del passato, catalogo dei Saint Just, di e con il fratello Alan ed un inedito, forse un’anticipazione del prossimo disco con la nuova band che dovrebbe vedere prossimamente la luce.

Un viaggio attraverso il tempo, guidati dalla soavità della voce di Jenny e dalle sue importanti doti di interpretazione, un viaggio musicale nel quale sensazioni ed emozioni sgorgano libere, scorrevoli. Un gruppo completamente rinnovato, giovane, carico di quella dose di entusiasmo utile a fare progredire un progetto, un’idea.

Due lavori in uno: da una parte la riproposizione del Prog Explosion del 2011 che vedeva tra gli altri protagonisti Marcello VentoErnesto Vitolo e Francesco Di Giacomodall’altra, in sinergia con la rinnovata formazione, la riproposizione di un pezzo dall’album di esordio della band, due classici di Alan Sorrenti cantati con lui, ed appunto un inedito.

E su questo in particolare voglio soffermarmi, prima di raccontare i brani in scaletta, perché credo sia l’aspetto più rilevante: un’artista storica, a pieno titolo nell’epopea del progressive rock, che possiede ancora la curiosità, la vivacità e la voglia di evolvere, di non fermarsi sugli allori ma di misurarsi con sonorità attuali, di rivisitare alcuni passaggi attraverso una nuova e moderna lettura, senza per questo smarrire i propri fondamenti e le proprie peculiarità, le origini.

Tutto questo viene codificato e certificato dall’ascolto di E Poi d’Inverno, un brano nuovo di zecca nel quale si possono cogliere distintamente e non senza sorpresa, queste caratteristiche.

Le note cariche di pathos del piano di Peppe Mazzillo aprono per l’ingresso della voce che racconta di un testo malinconico e delicato, struggente, sino all’entrata della band intera. Insisto sui suoni perché si ravvisa una ricerca, uno slancio verso approdi futuri che si preannunciano decisamente stimolanti. Il testo quindi vira sulla lingua inglese e con esso l’incalzare del ritmo, sino ad uno strappo deciso della chitarra (Giuseppe Spinelli), ad inaugurare un robusto e tirato segmento strumentale, davvero molto coinvolgente (Dario Spinelli al basso e Davide Ferrante alla batteria). Raramente mi spingo a simili livelli ma devo dire che si tratta di sei minuti di pura magia.

Davvero intrigante ed avvolgente la rilettura di Sienteme, con Alan Jenny ad alternarsi nel ruolo di voce solista; l’atmosfera è più profonda, inquieta, rispetto alla versione originale, quasi una deriva trip hop ed in qualche tratto, anche più graffiante.

Allo stesso modo, la versione di Vorrei Incontrarti rimanda ad un glorioso passato intriso di una sferzata di novità, come osservando attentamente un dettaglio attraverso una lente colorata. Funziona a dovere l’interplay tra le due voci e l’arrangiamento è fresco, vivace, grazie al lavoro di un gruppo spigliato e con efficaci soluzioni a disposizione.

Il Fiume Inondò riporta Jenny Sorrenti alle radici, al LP di debutto con i Saint Just e, di nuovo, sono le emozioni a farla da padrone, cominciando dalla intro piano/tastiere di Peppe Mazzillo. Le atmosfere logicamente si collocano molto indietro nel tempo ma il brano rivive e si impregna di nuova linfa grazie ad una revisione intelligente, ondeggiante tra la musicalità di un tempo ed afflati moderni.

Questo è Other Stories.

Poi…vi è contenuto per intero l’album Prog Explosion con i Saint Just Again, del 2011 ed edito soltanto in vinile. Si ritrovano dunque i vocalizzi, il ritmo pulsante ed i laceranti solos di chitarra (Il Cercatore); atmosfere eteree, alte, contrappuntate da improvvisi voli radenti e psichedelici (Depressione Cosciente).

Il breve bozzetto ricco di intensità vocale e sognante (Ad occhi aperti (dopo Morfeo); un passaggio ritmicamente molto variato, articolato e con accenni fusion importanti, in cui la virtuosa cantante traccia una linea melodica piuttosto complessa ma fluida al tempo stesso (Ai Bordi). Un altro piccolo quadretto, un gioiellino all’ascolto tra piano, tastiere e voce (Giganti), ed il gran finale, per l’appunto…esplosivo ed etnico di Fuga da Ogni Gabbia/Prog Explosion, dove tra l’altro si incontrano e si accavallano le voci di JS e Francesco di Giacomo.

L’album è pubblicato per Ma.Ra.Cash Records.

 

Max

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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