Il peso del tempo, prima o poi, inficia ogni genere musicale, pertanto non ne è rimasto immune neppure il prog-metal. Quando però si (ri)mettono insieme due grossi calibri, due pezzi da novanta, l’incanto si può ricreare; quella magica intesa di un tempo può rifiorire. Ed è quello che è accaduto con Winter Ethereal, album che vede per la seconda volta insieme John Arch, voce originaria e per i primi tre album dei Fates Warning ed il loro mastermindJim Matheos.

Una pubblicazione sorprendente, questa per Metal Blade, che riporta alla mente la prima collaborazione tra i due (targata 2011) e sciorina una impressionante lista di ospiti: i compagni dei FW Joey VeraBobby Jarzombek e gli ex Frank Aresti, Mark Zonder e Joe DiBiase, oltre a Sean Malone (Cynic) e Steve Di Giorgio (Testament) al basso, Thomas Lang (innumerevoli collaborazioni), Baard Kolstad (Leprous) e Matt Lynch (Cynic) alla batteria.

Mixato da Jens Bogren e prodotto dallo stesso Jim MatheosWinter Ethereal è un disco che ovviamente profuma di Fates Warning, coniugando il migliore distillato del passato con un presente fresco e ancora zampillante di idee, in un panorama di settore che, come sottolineavo in precedenza, pare ultimamente fare un poco fatica a rigenerarsi. Va anche evidenziato come la simultanea presenza di ottimi interpreti, capaci di mettersi al servizio del progetto, implementi ulteriormente quelle che sono la portata e la spinta di questo disco sorprendente.

Il timbro altisonante di John Arch (autore dei testi) sembra essersi completato di sfumature, di pennellate di piena maturità e di una pienezza consapevole mentre il songwriting di Matheos è di classe; strutture articolate, mai banali ma in grado di scorrere via in modo fluido e rapido. I musicisti coinvolti, ognuno per la sua parte, contribuiscono con la loro qualità a costruire un vero e proprio otto volante sonoro, un wall of sound granitico ma a geometria variabile, a secondo dei protagonisti chiamati in causa.

Non ci sono pause né cedimenti tra i nove brani della track list, annunciati dalla arrembante Vermilion Moons dove Jim Matheos incide con riff micidiali, la ritmica (Steve Di Giorgio al basso) spinge tanto e John Arch spreme l’ugola disegnando traiettorie altissime sino ad un break intimo e suggestivo, prima di una outro travolgente.

Non c’è una tregua, si riparte con grande intensità per Wanderlust dove firmano il registro delle presenze altri due FW, Joey Vera e l’ex Mark Zonder. Il brano presenta un’ampia varietà di colorazioni e di ritmo, con cambi repentini e potenti scudisciate della chitarra di Matheos ed un cantante abilissimo nel raccordarsi tra sezioni differenti.

Solitary Man vede avvicendarsi al basso Joe DiBiase per J.Vera ma lo spartito non cambia; anzi, in questa occasione semmai sono le acrobazie melodiche di Arch a contrassegnarne uno sviluppo possente, esponenziale. Ci sono ancora molte cartucce nel cinturone e una di queste è Wrath of the Universe che vede il rientro di Di Giorgio e l’ingresso terrificante di Bobby Jarzombek alle pelli; tiro micidiale, riff assassini ed il singer che non molla un centimetro in un pezzo dove la propulsione è al massimo.

Tethered si schiude lentamente su arpeggi della chitarra ad affiancare il canto; una mid-tempo ballad cui il drumming del rientrante Zonder, di pari passo alle sei corde di Matheos, conferisce varietà di toni e gradazioni.

Sezione ritmica composta da Di GiorgioJarzombek per Straight and Narrow, velocissimo ed impetuoso tracciante in cui la chitarra di Matheos risponde da par suo mentre il basso “presente” di Sean Malone innerva la successiva Pitch Black Prism, un passaggio solido e roccioso che può contare su di un chorus poderoso.

Le ultime due tracce registrano la discesa in campo di Frank ArestiNever in Your Hands mantiene serrato il tiro con l’inedita accoppiata Joey VeraBaard Kolstad (Leprous) e, sulle alte parabole della voce di Arch, è proprio la chitarra di Aresti a scatenarsi in tutta la sua veemenza.

Kindred Spirits si snoda in modo più articolato con una voce molto ispirata su di un tessuto inizialmente morbido. Le due chitarre cominciano sinuosamente a chiamarsi, a cercarsi, a rispondersi, con la coppia Cynic Sean MaloneMatt Lynch pronta a fare decollare il pezzo.

Terminata questa estenuante cavalcata…che dire? John Arch Jim Matheos hanno fatto di nuovo centro! Winter Ethereal è un album ottimo, un esempio di come sia possibile ancora rivalutare al presente magnifiche pagine del passato; se vogliamo, il migliore album dei…Fates Warning da qualche anno a questa parte.

 

Max

 

 

 

 

 

 

 

 

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