Pattern-Seeking Animals – Pattern-Seeking Animals 2019

Pubblicato: luglio 10, 2019 in Recensioni Uscite 2019
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Un progetto nato da una costola dei Spock’s Beard.

Pattern-Seeking Animals, questo il nome della band e dell’album eponimo di esordio, vede infatti partecipare Ted LeonardDave Meros, voce e basso dei SB, l’ex batterista Jimmy Keegan ed il producer, autore e tastierista John Boegehold, collaboratore esterno di lungo corso della band.

E proprio a lui si deve questa iniziativa con la pubblicazione via Inside Out; gioco forza, non sono pochi i rimandi alla band di riferimento e dunque ci troviamo davanti ad un prog di netta matrice a stelle e strisce, arioso, con non rade inclinazioni verso un pop melodico. Le sonorità sono di gusto, d’altronde il nome dei protagonisti è una garanzia, però, come molto spesso succede in casi simili…

…mancando una qualche idea alternativa, diversa se non proprio originale, l’ascolto a mio avviso si “sgonfia” rapidamente, denotando frequenti momenti di calo proprio in riferimento alla struttura dei brani che debordano su rivoli catchy in eccesso o, comunque, su percorsi oramai sin troppo noti agli appassionati.

Su questo tema dibatto da anni, personalmente la ritengo un’occasione sprecata e magari il responso di pubblico mi darà torto ma il materiale che Boegehold ha affidato a mani esperte e collaudate, in concreto non trova una vera identità, cullandosi in una sorta di comfort zone che solo sporadicamente viene oltrepassata con esito efficace.

Il meglio resta racchiuso tra il possente arrangiamento e le partiture strutturate della introduttiva e dilatata No Burden Left to Carry, nella quale funziona l’insieme (e questa non è una novità) così come gli spazi individuali che si ritagliano con successo il basso, la batteria e Ted Leonard nel doppio ruolo di voce e chitarra solista. John Boegehold sovrintende il lavoro con le sue numerose keyboards, quando in sottofondo e quando invece con un ruolo pregnante, da primattore.

Di altro stampo ma comunque degna di nota la più melodica The Same Mistakes Again. Il piano, i cori, gli archi, per un’atmosfera suggestiva ed una ballad di evidente matrice Spock’s Beard.

Proseguendo in ordine sparso, è da segnalare la forza evocativa e sognante di un’altra ballad in forma canzone, Fall Away che, pur non spostandosi da territori sicuri, regala una sua piacevolezza. Così come si può citare la conclusiva Stars Along the Way, 10 minuti probabilmente meno spumeggianti del brano d’avvio ma in cui comunque la band si esprime su buoni livelli, raggiungendo un equilibrio tra morbidi segmenti melodici e calibrati crescendo ritmici.

Detto questo, i pezzi rimanenti risultano piuttosto piatti, quasi anonimi. Ben venga un heavy prog contaminato da influenze pop/rock oppure A.O.R. ma con passaggi quali No One Ever Died and Made Me King, These Are My Things, We Write the Ghost Stories o No Land’s Man l’effetto deja vu è dietro l’angolo.

Sicuramente le cose vanno meglio con Orphans of the Universe che conta su di uno sviluppo di oltre 10 minuti; la trama impostata si annuncia promettente, in grande evidenza la chitarra di Leonard e le tastiere di John Boegehold, mentre Jimmy Keegan batte il ritmo da par suo.

Giunto al termine, Pattern-Seeking Animals mi lascia con un interrogativo aperto: ha senso un side-project che in massima parte ricalca le orme della band di origine?

 

Max

 

 

 

 

 

 

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