Perigeo (MusArt Festival – Firenze, P.zza Santissima Annunziata – 23 Luglio 2019)

Pubblicato: luglio 24, 2019 in Recensione Live Shows
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Una torrida serata fiorentina di luglio ha ospitato, all’interno della rassegna MusArt Festival, il ritorno di una band assolutamente seminale in ambito rock/jazz. Quarantadue anni dopo l’ultima esibizione sono tornati per un ultimo saluto denominato “One Shot Reunion” quei Perigeo che negli anni ’70 avevano fatto sognare moltissimi appassionati con le loro trame articolate.

Grande colpo d’occhio su Piazza Santissima Annunziata anche dal palco, dal quale si godeva la vista della cupola del Brunelleschi; pubblico di aficionados che denotava come prevedibile un’età media abbastanza avanzata per un evento che, come vedremo, non ha avuto solo il sapore della nostalgia per un’epoca ormai remota.

Con la sola defezione, peraltro preannunciata, di Franco D’Andrea, il gruppo è salito sul palco alle 21,30, capitanato al solito da un emozionato Giovanni Tommaso; vibrazioni palpabili tra il pubblico, dapprima attento e silenzioso, e tra i musicisti, al ritorno sulla scena insieme dopo decenni.

Bruno BiriacoClaudio FasoliTony Sidney, con Claudio Filippini al piano e tastiere e l’aggiunta del percussionista/batterista Alex “Pacho” Rossi, hanno dato vita ad un set di straordinaria levatura tecnica ed emozionale, coinvolgendo con la loro classe cristallina e, perché no, suscitando ondate di ricordi nei presenti (me compreso).

Partenza affidata all’immaginifica La Valle dei Templi, brano carico di atmosfera che di per sé ha dimostrato quanto ancora il repertorio della band sia vitale e che spessore tecnico accompagni tuttora ogni singolo membro.

Un saluto al pubblico, poche ma sentite e sincere parole e poi si è scatenato un fusion-tornado. Azimut, Sidney’s Call, Polaris, passando poi per Abbiamo tutti un Blues da piangereGenealogia, la quasi dimenticata Il Quartiere tratta da AliceTerra Rossa ed altri brani che, se da un lato rimandavano indietro nel tempo, dall’altro si confermavano freschi, attuali e coinvolgenti.

Ogni singolo protagonista ha avuto il suo momento personale, chi più intenso, chi più rock oriented (Tony Sidney), chi ancora con modalità più esuberanti e travolgenti (Alex “Pacho” Rossi) ma il dato principale resta che il motore gira ancora alla perfezione. A differenza di altre band coeve le quali, più o meno, sono rimaste in attività, i Perigeo trasmettevano “fame”, avevano il desiderio, la necessità, direi l’esigenza di tornare a suonare i loro brani e di riabbracciare i loro fans.

E lo hanno fatto nel migliore dei modi, prova ne sia l’arrembante versione di Rituale, encore che ha visto coinvolti pure Danilo Rea al piano, Fabio Morgera alla tromba e Jasmine Tommaso, figlia di Giovanni, al canto, preceduta da una versione alternativa di Abbiamo tutti un Blues da piangere.

Al termine grande commozione da parte di tutti e nelle orecchie le parole di Giovanni Tommaso che confermava il tenore assolutamente unico della serata che, a meno di improbabili accadimenti, è stata il saluto definitivo del gruppo. Ovviamente, dopo avere assistito a questo spettacolo, sale il rammarico e la voglia di vedere ancora in azione questi formidabili musicisti, va sottolineato infatti come sia stato difficile rimettere insieme partiture così delicate. Ma gli impegni personali, il tempo che passa ed un’età non più verde probabilmente avranno la meglio.

Musica di altissima qualità, una serata indimenticabile.

Grazie, Perigeo !

 

Max

 

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