Iamthemorning – The Bell 2019

Pubblicato: agosto 5, 2019 in Recensioni Uscite 2019
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Il mese tradizionalmente più asfittico dal punto di vista delle uscite musicali, agosto, si apre questa volta con una pubblicazione interessante, il nuovo lavoro del duo russo Iamthemorning intitolato The Bell ed edito via Kscope.

Come per il precedente Lighthouse (2016) la chiave di ascolto resta saldamente nella grossa intesa, empatia e magnifico incastro tra la voce celestiale di Marjana Semkina ed il notevole talento pianistico e compositivo di Gleb Kolyadin; nella capacità di sciogliere con semplicità partiture quasi classiche e comunque di rilevante atmosfera con arrangiamenti importanti ma fluidi e scorrevoli al tempo stesso.

Per completare questo processo i due si avvalgono della collaborazione di alcuni musicisti russi e di una intera sezione di archi dell’Orchestra  di San Pietroburgo.

Dunque linee melodiche di pregio e mai ordinarie grazie alle qualità di interpretazione della cantante, il suono del pianoforte a coda che come un faro illumina il cammino, detta i tempi e le pause. Un mood sognante, lieve ma colmo di profonda emotività, capace di descrivere passaggi di rara dolcezza o malinconia come di crescere vertiginosamente ed in modo inatteso. C’è molto della storia e della tradizione classica nel tocco e nelle composizioni di Kolyadin ed è incredibile come tutto ciò si sposi alla perfezione con il timbro soave e carismatico di Marjana Semkina.

Così, in breve tempo, Iamthemorning è divenuta una formazione dotata di personalità, capace di proporre uno stile che emerge dalla particolare dimensione musicale, minimale e liquida per un verso ma significativa e raffinata per un altro.

The Bell conta dieci tracce, la maggior parte delle quali in forma canzone, tese a narrare un viaggio nella crudeltà dell’uomo in tutte le sue forme e nelle angosce che da essa ne derivano; un tema oscuro quindi, seppure trattato con colori tenui e soundscapes delicati, quasi per contrappasso.

Questo si traduce in un viaggio, musicalmente parlando, attraverso sonorità assolutamente espressive che conducono la mente a perdersi dietro gli accordi del piano ed il canto; diviene spontaneo infatti abbandonarsi all’intimità di brani come Sleeping Beauty (di qualità il breve inserto della chitarra), oppure come Blue Sea, breve ma di notevole intensità, o, ancora, come Black and Blue, densa e crescente.

Six Feet trova di nuovo un felice interplay tra i protagonisti ed una drammaticità irrefrenabile. Song of Psyche cattura con la sua melodia ed un arrangiamento bilanciato, mentre la title track posta in chiusura vede gli arpeggi di Gleb Kolyadin guidare il brano con mano ferma.

Un filo meno intriganti a mio vedere risultano Ghost of a Story Lilies che evidenzia comunque l’incredibile virtuosismo del pianista.

Stimolanti e più elaborate l’introduttiva Freak Show, molto più movimentata grazie all’apporto di basso, batteria e sax e ad una conseguente e sorprendente accelerazione sfumata poi dal suono di un’arpa e Salute, brano che si dipana inizialmente quasi come uno studio pianistico e voce per poi assumere sfumature e colori larghi e fantasiosi.

Credo si possa affermare che The Bell rappresenti per Iamthemorning l’album della completa maturazione, evidenziando pure la capacità del duo di comporre brani più dilatati e quindi complessi così come quella di sapere condensare eccellenti sonorità in pezzi di pochi minuti. Ottimo lavoro, avanti così, in futuro magari implementando un poco la costruzione dei brani.

 

Max

 

 

 

 

 

 

 

 

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