Edison’s Children – The Disturbance Fields 2019

Pubblicato: agosto 20, 2019 in Recensioni Uscite 2019
Tag:, , , , , , , , ,

Tornano a farsi sentire Pete Trewavas ed il chitarrista e multi strumentista americano Eric Blackwood con il quarto capitolo del progetto Edison’s Children dal titolo The Disturbance Fields.

Quello che in origine sembrava uno dei disparati lavori a latere per il bassista dei Marillion si è pian piano trasformato in una solida entità, tanto da azzardare la replica dello schema che prevede una unica e mastodontica suite (Washed Away), suddivisa in 14 tracce.

Fanno parte del cast come musicisti aggiunti Rick Armstrong (chitarre), Lisa Wetton (moglie del compianto John) ed Henry Rogers (Touchstone) alla batteria.

Poco utile e forse pure noioso andare a scandagliare ogni singolo brano; meglio allora considerare l’album nella sua interezza, evidenziando magari i passaggi più a fuoco. The Disturbance Fields infatti si sviluppa per una durata davvero considerevole, circa 68 minuti e devo sottolineare preliminarmente come la prima parte zoppichi un poco, procedendo a singhiozzi tra episodi meglio riusciti ed altri dove il songwriting scende di qualità impantanandosi tra soluzioni ovvie, comparti vocali non propriamente felici e qualche momento sin troppo aderente agli stilemi di genere.

Meglio sicuramente la seconda parte dove, pur in mancanza di colpi di genio o comunque soluzioni alternative, la musicalità trova un migliore equilibrio ed omogeneità, i canoni di riferimento restano quelli prevedibili ma se non altro conservano il pregio di scorrere in modo fluido.

Di una tale alternanza ne sono prova l’introduttiva Captain’s Ledger, morbida e acustica e la successiva A Random Occurrence, crescente ed incisiva grazie al drumming regolare di Henry Rogers. Un passaggio poco convincente guidato da ritmica e voce (Asphyxiation), quindi una brevissima reprise (Captain’s Refrain) ed una migliore messa a fuoco per The Approaching Front, mentre con Indigenous si percepisce un nuovo calo di tensione, sopratutto vocale.

Di qui prende l’avvio la sezione più compatta e soddisfacente di The Disturbance Fields.

The Source disegna una formazione con Lisa Wetton dietro le pelli, Trewavas si concede intense parti soliste alla chitarra, Rick Armstrong si disimpegna al basso ed il sound si allarga, sino a sconfinare in una pop-prog/ballad rotonda e ritmata (A Cold Gray Morning).

E poi un drappello di brani malinconici (Into The Dead Calm), solidi (The Tempest), arrembanti (A Random Disturbance), Ed ancora, strutturati e più articolati (The Confluence), dove la chitarra si fa struggente (Resurgence) ed un epilogo onirico (Epitaph).

Non è semplice esprimere una valutazione mirata su The Disturbance Fields, la formula della suite imponente difficilmente riesce sempre a cogliere nel segno  ed in questa occasione per gli Edison’s Children non tutto è andato per il verso giusto. Sicuramente si fanno apprezzare la buona volontà ed il trasporto, un pò meno i contenuti e la loro elaborazione.

 

Max

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.