Jan Akkerman – Close Beauty 2019

Pubblicato: ottobre 25, 2019 in Recensioni Uscite 2019
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Alla rispettabile età di quasi 73 anni, lo storico chitarrista olandese Jan Akkerman prosegue la sua intensa carriera solista presentando, via Mascot Label Group, il suo nuovo lavoro intitolato Close Beauty.

Un album interamente strumentale in cui il virtuoso musicista ex-Focus (ricordo per i più giovani che nel lontano 1973 l’autorevole rivista inglese Melody Maker lo indicò come migliore chitarrista dell’anno) viene accompagnato da David De Marez Oyens (basso), Marijn van den Berg (batteria) e Coen Molenaar (tastiere e produzione).

Il catalogo di Jan Akkerman è ovviamente vasto e molto variegato, con un repertorio che ha attraversato varie fasi: orchestrali, folk, ovviamente progressive, rivisitazioni classiche e conta inoltre numerose collaborazioni di prestigio.

Close Beauty è un disco piacevole all’ascolto, diviso in 12 tracce tra le quali non è difficile scorgere lampi di vera classe, grazie pure all’ottimo lavoro della band. Akkerman è ancora in grado di sprigionare il suo talento anche a velocità sostenute ma, sopratutto, esprime le sue idee, le sue intuizioni, attraversando mood differenti tra loro, intersecando matrici diverse con mestiere, abilità ed una buona dose di naturalezza.

Ecco che così ci troviamo davanti a brani di ottima levatura quali Spiritual Privacy (Sunset Tango), un affresco surrealista e latineggiante traslato in chiave fusion con più di qualche riferimento (per parte mia) ai Return To Forever. Oppure, torridi e jazzati come Tommy’s Anniversary dove il dialogo tra chitarra, piano e organo è di grande intensità mentre la ritmica, rotonda e calibrata, completa a meraviglia il quadro.

Molto coinvolgenti pure i toni sinuosi ed avvolgenti che punteggiano Don Giovanni, la sensuale spensieratezza, quasi latino-americana, di Meanwhile in St. Tropez o il ritmo crescente, sul quale Hammond e chitarra svariano a piacimento, di French Pride.

Ed ancora, su coordinate “bollenti” si snoda la carltoniana Good Body Every Evening in cui il chitarrista sciorina per intero le sue doti di musicista e compositore.

Passaggi interessanti sono pure Beyond the Horizon che manifesta tonalità più sospese, spiraliche. Un sentimento di inquietudine crescente permea invece Reunion dove il ritmo imprime improvvise accelerazioni. L’intimismo chitarristico espresso dalla breve Passagaglia risulta denso e di buon livello.

Meno pregnanti ma non per questo da cestinare la romantica title track, la camaleontica Retrospection e la ritmata Fromage.

Jan Akkerman ci racconta ancora qualcosa, con il suo stile variegato e magari vintage ma sempre piacevole all’ascolto. Non male questo Close Beauty.

 

Max

 

 

 

 

 

 

 

 

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