Karfagen – Birds of Passage 2020

Pubblicato: gennaio 6, 2020 in Recensioni Uscite 2020
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Dopo qualche prova che definirei “neutra” Karfagen, il progetto principale del musicista ucraino Antony Kalugin, torna a riprendere quota. Birds of Passage, appena pubblicato, si proietta di nuovo ad un livello più che gradevole, ritrovando il focus e l’entusiasmo di qualche anno fa.

In effetti le uscite precedenti avevano segnato a mio avviso una sorta di punto morto, nel quale la ripetitività di alcune tematiche, l’insistere su talune strutture ed una certa ridondanza di fondo, facevano presagire che la vena creativa fosse andata esaurendosi. Non è così per fortuna anche se, come vedremo, pur tra un esito confortante il nuovo lavoro non è del tutto libero da qualche scoria.

Come già accaduto in precedenza, quanto alla formazione in studio Kalugin mescola un poco le carte con sostituzioni e nuovi ingressi; ancora al suo fianco, tra gli altri, la compagna Olha Rostovska e Tim Sobolev (voce), Maria Baranovska (violino), Viktor Syrotin (batteria) ed Elena Kushniy (flauto).

Birds of Passage si compone di una lunga suite per 44 minuti di musica, divisa in due parti; inoltre, tre bonus track di breve durata.

La prima parte, Birds of Passage (Part 1), si suddivide a sua volta in cinque frammenti ed è il passaggio che include riverberi del passato più recente. Dunque, il lungo brano (oltre 23 minuti) promette ma non mantiene completamente, nel senso che fa nuovamente affidamento su di una molteplicità di trame che stentano (a mio vedere) a legarsi tra loro in modo organico. Le sonorità però sono di buona fattura, il gusto compositivo non fa difetto al tastierista di Kharkiv, ma come spesso accade certe suite debordanti corrono il rischio di smarrire il filo lungo il percorso, annodandosi un poco su sé stesse. La prima sezione è forse la migliore, costruita su una valida interazione tra atmosfera e parti vocali; il prosieguo, decisamente più mosso, fa percepire evidenti richiami a Spock’s Beard mentre l’epilogo è di matrice più sinfonica, in un trionfo di tastiere e synth che con la chitarra vanno a riallacciarsi all’introduzione.

Birds of Passage (part 2), di un’incollatura più breve, si apre su un morbido arpeggio di chitarra classica (Aleksandr Pavlov) cui si aggiungono piano, violino e synth. L’ingresso della batteria schiude uno scenario diverso che fluisce, strumentale, per qualche minuto. Sale man mano l’intensità e sono piano e keyboards a guidare un crescendo sonoro che si alterna a momenti più raccolti; buone linee vocali e arrangiamenti ad hoc curati dallo stesso Kalugin preparano lo spazio a penetranti innesti della chitarra (Mathieu Spaeter) e ad una ritmica composita e rilevante.

Poi, un denso interludio strumentale cattura le emozioni per un finale pirotecnico.

Comincia il 2020 in musica e, viene da dire, buona la prima! Karfagen ed il loro Birds of Passage regalano un ascolto piacevole per mezzo di una ritrovata ispirazione. Da ascoltare pure le bonus track.

 

Max

 

 

 

 

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