Neil Peart (12.09.1952/07.01.2020)

Pubblicato: gennaio 13, 2020 in Uncategorized
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Quando scompare un musicista ne celebriamo il ricordo immergendoci ancora di più nei suoi brani, quasi ad esorcizzarne la morte e mantenere vivo un filo ideale che a lui continua a collegarci. La dipartita di Neil Peart però porta con sé qualcos’altro che non è solo legato alle sue qualità immense di batterista e di paroliere.

Se il suo contributo ai testi dei Rush è stato determinante e di assoluto rilievo, l’approccio allo strumento ne ha fatto un capofila, dettando le coordinate di un drumming moderno e tremendamente efficace, possente, veloce e continuo.

Il gruppo canadese in fin dei conti ha dato il la, con spirito pionieristico, ad un genere sdoganato e classificato poi da band americane e, pur formato da solo tre elementi, ha sempre espresso una potenza di fuoco impressionante, per non parlare della qualità altissima delle partiture.

Ecco, questo per dire che, “tralasciando” per un attimo l’aspetto umano, con Neil Peart se ne è andata una stella polare nel firmamento musicale.

Grazie di tutto, Neil.

 

Max

commenti
  1. The Butcher ha detto:

    Una perdita molto pesante. Mi dispiace molto.

  2. gianni ha detto:

    Sapevo che si era ritirato per problemi, ma pensavo artrite o boh, non qualcosa di così grave.

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