Alex Carpani – L’Orizzonte degli Eventi 2020

Pubblicato: agosto 19, 2020 in Recensioni Uscite 2020
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Ciò che più mi piace del profilo artistico di Alex Carpani è la sua trasversalità, la ricerca di un suono personale che, andando a sfiorare più territori, finisce per non appartenere a nessuno di essi. Questa missione, cominciata con 4 Destinies e proseguita poi con So Close, So Far, trova un ulteriore sviluppo in L’orizzonte degli eventi, il nuovo album da poco uscito.

Accompagnato soltanto da Bruno Farinelli (batteria) e Giambattista Giorgi (basso), il musicista emiliano amplia il raggio di azione spingendo il suo new prog a confrontarsi e mescolarsi con passaggi hard-rock, ricorrendo a spunti di marca electronic e non rifuggendo da segmenti più immediati, non lontani da una intenzione pop.

I testi in italiano nell’alveo progressive sono spesso stati oggetto di infinite discussioni, quanto per una metrica più severa rispetto all’inglese, quanto perché non di rado si sono impantanati in un linguaggio sin troppo altisonante. Qui, a mio vedere, c’è da tributare un altro elogio a Carpani che è riuscito nell’impresa non facile di scrivere delle liriche di buon peso specifico senza diventare pesante o, peggio, quasi pretenzioso; è un linguaggio, il suo, di concetto ma diretto e questo concorre a snellire le tessiture.

L’idea che anima L’orizzonte degli eventi è quella di un viaggio metaforico lungo l’ ipotetica linea di orizzonte che separa le diverse circostanze che possono verificarsi quando siamo nelle condizioni di dovere effettuare una scelta; dunque, si parla di spazio, di tempo, di conseguenze e pure di quanto tutto ciò possa divenire relativo. A spiegare più compiutamente questi contenuti provvede così la title track, posta in apertura, per mezzo della voce narrante di Efisio Santi.

Esaurito il prologo, l’osservazione prende inizio da Lava bollente, un brano dal ritmo serrato sul quale si inerpica sicura la voce di Alex Carpani; c’è grande equilibrio, un soundscape incalzante intorno ad un testo ficcante, così come per la successiva Fiore d’acqua, basata su un ottimo lavoro della ritmica ed in bilico tra sezioni più romantiche, rotonde ed altre più aggressive.

Un titolo suggestivo per un pezzo suggestivo: Il perimetro dell’anima è una delle tracce più pregnanti dell’album. Su di un avvio electronic si dipana lento il canto, un tappeto di archi prende a salire e su di esso la batteria offre una svolta ritmica importante. Il pezzo vola alto tra ripide discese ed improvvise impennate in un vortice sonoro inarrestabile.

Su di una linea del basso invece si apre Tempo relativo, un altro strappo ritmico di buona fattura, dal testo significativo.

Un arpeggio dal riverbero floydiano introduce Sette giorni, una costruzione in progressivo crescendo, nobilitata nella seconda parte da una cascata di keyboards.

La fine è là si muove tra sonorità oscure, incombenti, quasi claustrofobiche e le parole non sono da meno; il lavoro dei tamburi è incessante, il senso della catastrofe è reso con crudo realismo.

Nel ventre del buio prosegue su di una scansione ritmica molto intensa sino ad un epilogo travolgente mentre l’aura sognante e sinfonica di Le porte conclude il disco con una scelta dei suoni davvero da rimarcare.

Con L’orizzonte degli eventiAlex Carpani mette a segno un bel colpo. Album da ascoltare !

 

Max

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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