Richard Barbieri – Under a Spell 2021

Pubblicato: febbraio 27, 2021 in Recensioni Uscite 2021
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Le atmosfere dilatate, liquide o aeree, le sospensioni sul bordo di abissi profondi, soundscapes suggestivi ed evocativi dove perdersi con la mente. Queste da sempre sono le frecce acuminate nella faretra musicale di Richard Barbieri, algido e talvolta imperscrutabile tastierista/compositore ex Porcupine Tree e prima ancora Japan, il quale dopo un silenzio durato quattro anni (Planets + Persona) torna a pubblicare via Kscope un nuovo album, dal titolo Under a Spell.

Proseguendo il suo itinerario esplorativo, Barbieri sfodera un lavoro diverso dal precedente, meno variato e “malleabile” ma dove, per contro, sceglie di estremizzare alcune ambientazioni diluendole in una fase electronic quasi totalizzante.

Va pure sottolineato, ad onor del vero, che ad un attento ascolto si capta qualche sporadica impronta, qualche “indizio” appena abbozzato con nonchalance che può rimandare ai porcospini e questi brevissimi sussulti risaltano senza dubbio come la firma dell’artista.

In pratica interamente strumentale, Under a Spell risente chiaramente della personalità del musicista inglese ma anche del nefasto periodo che stiamo vivendo e questo, con ogni probabilità, ha conferito alle nove tracce in scaletta un ulteriore alone intrinsecamente cupo, a tratti asettico e permeato di isolamento. E dunque per godere e apprezzare l’ascolto di questo CD è necessario del tempo dedicato e la disponibilità ad estraniarsi dal proprio contesto, immergendosi in un alveo sonoro che può portare a dovere uscire dalla propria comfort zone.

Non è difficile così smarrire la concezione del tempo e dello spazio, come si percepisce sin dalle prime battute della inaugurale title track, ipnotica e per certi versi destabilizzante nel suo incedere in lento crescendo.

Un episodio breve, quasi surreale e dai toni space (Clockwork) precede uno degli episodi a mio vedere più intriganti, Flare 2. Qui strati sonori si depositano via via uno sull’altro formando una sorta di barriera proteiforme, in continua mutazione grazie al perfetto assemblaggio di suoni quali basso (Percy Jones), piano, tromba, batteria ad interfacciarsi con loop rigorosi, implacabili.

Dal sapore onirico, sognante, A Star Light (scritta da Lisen Rylander) evoca l’infinità del cosmo e segna quasi il giro di boa, raggiunto pienamente con Serpentine la quale, fedele al titolo, si muove con una certa sinuosità, con un approccio molto “vigile”, ben sottolineato dalle profonde e ripetute note del basso fretless.

La quiete, la stasi ed il distacco emotivo colorano la concisa Sleep Will Find You mentre Sketch 6 offre delle linee ritmiche ad incorniciare la fitta tessitura electronic delle tastiere, inframezzata dal piano. 

Infine, due episodi di vaglia. Darkness Will Find You completa in modo impeccabile ed esaustivo la sopra menzionata Sleep Will Find YouLucid conclude la rassegna con una inflorescenza sonora nella quale si distinguono chitarra acustica, piano elettrico, basso e le voci filtrate di Lisen Rylander Steve Hogarth.   

Richard Barbieri rimane un musicista atipico ed il nuovo Under a Spell ne conferma le qualità.

 

Max

 

 

 

 

 

 

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