Archivio per la categoria ‘Recensioni Uscite 2016’

frontCon un imponente e monumentale doppio album della durata di ben 106 minuti scende in campo nuovamente Neal Morse con la Neal Morse Band in formazione invariata rispetto alla precedente uscita (The Grand Experiment).

The Similitude Of A Dream, un concept pubblicato per Radiant Records, si ispira alle vicende descritte da John Bunyan (prete battista e scrittore inglese del ‘600) nell’opera di letteratura a sfondo religioso intitolata The Pilgrim’s Progress.

Per quanto concerne il musicista americano permane forte dunque il legame con tematiche di fede e sacre, divenute nel tempo forse uno dei principali volani compositivi. (altro…)

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frontQuattro anni dopo il gradevole See Right Through You si riaffacciano i Jadis del chitarrista e cantante Gary Chandler mentre, nella costante mutevolezza di questa formazione, si registra l’importante ritorno dell’ottimo Martin Orford.

No Fear Of Looking Down è il titolo del nuovo lavoro del quartetto inglese, completato ancora da Andy Marlow (basso) e  Steve Christey (batteria): otto brani nuovi di zecca che in larga parte però, lo anticipo subito, poco aggiungono dal lato creativo al catalogo della band. (altro…)

frontMusicista e produttore tra i più prolifici e di qualità sulla scena prog nazionale, Cristiano Roversi possiede una dote a mio avviso rara, e cioè la capacità di racchiudere in ogni frangente, in ogni progetto, l’amore per le sonorità delle origini unito al gusto ed alla sfida verso un sound più fresco ed attuale. Prerogativa di pochi, appannaggio di una ristretta elite di artisti che seguendo questo “credo” sono in grado di infondere continuamente nuova linfa ad un genere ormai in perenne rischio di avvitamento su sé stesso.

Journey Through Mine è il titolo del terzo album a nome Submarine Silence, recentemente pubblicato per Ma.Ra.Cash Records e tiene fede a queste premesse, ponendosi come step evolutivo dell’ottimo  There’s Something Very Strange In Her Little Room (2013). (altro…)

frontSuccessivamente alla pubblicazione di White Light Generator (2014) i Crippled Black Phoenix hanno vissuto un vero e proprio scisma, culminato con il brusco allontanamento del chitarrista Karl Demata e la seguente pesante disputa tra lui ed il band leader Justin Greaves. Non era certo questa la pausa di decompressione che auspicavo chiosando in merito alla precedente uscita; all’interno di una band si possono modificare o rompere alcuni equilibri con conseguenze spesso imprevedibili.

Il primo segnale di rinnovamento è giunto quindi l’anno scorso con New Dark Age, una sorta di lungo EP comprendente due inediti (validi) ed una particolare rilettura di Echoes dei Pink Floyd; con la nuova line up esce ora Bronze, ultima fatica della nutrita formazione inglese. (altro…)

frontUn art work poco entusiasmante e davvero minimale è delegato a presentare Ampersand, Volume 2, ottava fatica per gli americani IZZ. Reduce da una uscita a mio parere piatta e con poco mordente (Everlasting Instant), la band newyorchese riallaccia qui un discorso intrapreso ben undici anni fa con la pubblicazione del Volume 1, mantenendo in questo caso inalterata la cospicua formazione composta da ben sette elementi.

Con i ruoli di batterista e voce solista equamente divisi tra i vari membri, il combo a guida dei fratelli John Tom Galgano si ripresenta così, piuttosto rapidamente, ai nastri di partenza. In questo frangente, come suggerisce il titolo, con una veloce raccolta di brevi songs non solo e propriamente progressive, bensì con una sorta di side-project. (altro…)

frontRoine Stolt ritorna con i Kaipa riunendo parte della formazione originale, quella degli anni ’70, e con essa riprende a suonare i brani dei primi album, ormai lontani nel tempo e cantati in svedese. Un moto di nostalgia, forse il desiderio di rinverdire una stagione passata; sta di fatto che un progetto nato essenzialmente live nel giro di un paio di anni si è tradotto nella realizzazione di un album intitolato Dårskapens Monotoni sotto l’esplicativo moniker Kaipa DaCapo.

Personalmente sono rimasto un poco sorpreso in merito a questa iniziativa, anche perché ancora non ho messo a fuoco come si inserisca e cosa possa determinare in futuro all’interno della galassia della band scandinava; d’altra parte però la curiosità di ascoltare è piuttosto vivace. (altro…)

frontCon i King Crimson rientrati in gioco e a breve attesi in tour in Italia, Tony Levin e Pat Mastelotto insieme al fido Markus Reuter rilanciano sul versante Stick Men con Prog Noir, quinta fatica in studio per il power trio.

Quattro anni ci separavano da Deep, l’ultima uscita della band e devo dire che, a parte alcuni inserti vocali (mancanti dall’esordio), da un punto strettamente musicale e di composizione poche novità si segnalano tra i solchi dell’ultimo disco. I nuovi brani al solito si articolano poggiando sulle immense qualità dei tre musicisti, ognuno esponente di vertice nel proprio ambito; per lo più strumentali, mettono ancora una volta in luce la grande intesa e l’energia che essi sono in grado di esprimere. (altro…)