Archivio per la categoria ‘Recensioni Uscite 2017’

Camaleontici, trasversali, poliedrici, versatili…negli anni gli Ulver ci hanno abituato a solcare mari musicali tra i più differenti, proponendo quasi costantemente un desiderio di innovazione e cambiamento; questa volta credo però che si siano superati, oltrepassando ogni aspettativa. The Assassination of Julius Caesar, titolo del nuovo album, stupisce infatti per il taglio profondamente elettronico e al tempo stesso immediato, una sorta di electronic pop-rock non così distante da alcune atmosfere care ai Depeche Mode.

Nel caso della band norvegese non credo si possa parlare di svolta perchè già troppe volte in passato hanno scelto traiettorie diverse e alternative; certo è che un sound di questo tipo sorprende e non poco. (altro…)

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Quando trascorre un lungo lasso di tempo tra la pubblicazione di un album e l’altro, esponenzialmente crescono le curiosità. E’ questo il caso relativo ai White Willow che dopo cinque anni e mezzo di silenzio, tornano sulla scena con Future Hopes, settimo album del loro catalogo presentato, tra l’altro, da un inconfondibile art work a firma di Roger Dean.

Pubblicato per Laser’s Edge, il nuovo lavoro della band norvegese propone l’ingresso della cantante Venke Knutson in sostituzione di Sylvia Skjellestad; per il resto la formazione resta invariata e saldamente nelle mani del chitarrista Jacob Holm-Lupo e del tastierista Lars Fredrik Frøislie. (altro…)

Quasi tre anni di silenzio discografico, quelli che separano la pubblicazione di Once More ‘Round the Sun dall’uscita attuale, Emperor Of Sand, sempre per Reprise Records. Si tratta del settimo album per i Mastodon e si tratta pure di una conferma, relativamente alla potenza e all’aggressività della band di Atlanta.

Quanto al nuovo lavoro anticipo che a mio avviso, a dispetto di alcune dichiarazioni rilasciate proprio in questo periodo dai quattro musicisti, le venature progressive annunciate in via preliminare…in realtà sono molto velate, o per lo meno, trovano riferimento solo in sporadici passaggi.

Emperor Of Sand infatti macina ritmo, riff infernali e tanta, tanta grinta. (altro…)

Come avevo avuto modo di accennare due anni fa, lo Steve Hackett di Wolflight non mi aveva entusiasmato come in altre occasioni; si trattava infatti di un album piacevole e poco più, non abbastanza incisivo.

Pubblicato da Inside Out, esce adesso The Night Siren, lavoro che sulla carta dovrebbe offrire qualche spunto di novità in quanto il chitarrista inglese ha radunato intorno a sè, oltre la consueta band, una moltitudine di musicisti e cantanti provenienti dal medio oriente, dall’Azerbaijan, dagli Stati Uniti e dal nord Europa, celebrando in qualche modo una sorta di melting pot sonoro, portato a compimento con l’utilizzo aggiunto di strumenti etnici. (altro…)

Grande attesa per l’uscita di Detachment, quinto e nuovo lavoro dei Barock Project, pubblicato a due anni di distanza da Skyline e che vede la band rimasta “orfana” della voce di Luca Pancaldi e, al tempo stesso, il debutto in sala d’incisione del bassista Francesco Caliendo.

Il pianista, polistrumentista e compositore Luca Zabbini, anima del gruppo emiliano, oggi ricopre anche il ruolo di cantante con risultati più che confortanti.

Esaurita la premessa, tengo a sottolineare come questo nuovo lavoro segni un ulteriore step nella discografia dei BP, un processo che mostra di essere ancora in positiva e propositiva evoluzione. (altro…)

Pubblicato da Kscope è da poco uscito Planets + Persona, terzo album in proprio di Richard Barbieri, tastierista ex Japan Porcupine Tree.

Un viaggio intergalattico, un itinerario strumentale proteso a vagare nello spazio e nel tempo tra comete, pianeti sconosciuti, asteroidi e mondi immaginari; un percorso fondamentalmente electronic dove emergono prepotentemente sfumature jazzy e dove, al massivo utilizzo di synth e suoni programmati, vengono abbinate sonorità acustiche per un mélange paesaggistico assolutamente singolare.

Lo schivo musicista londinese mancava sulla scena solista dal 2008, anno di pubblicazione dell’interessante Stranger Inside ma va detto subito che con questo lavoro propone qualcosa di alternativo. (altro…)

frontUn progetto che trova continuità; torna Nick Beggs con i suoi The Mute Gods. A poco più di un anno dall’esordio. il trio (completato da Marco Minnemann – batteria e chitarra – e Roger King – tastiere) è già in grado di sfornare la seconda fatica. Tardigrades Will Inherit the Earth, questo il titolo dell’album, diventa una sorta di cartina tornasole utile a verificare la solidità della band e la qualità compositiva, non sempre propriamente a fuoco al debutto.

Né si possono sottovalutare la forza e la spinta dei testi con i quali il biondo bassista inglese esprime in modo molto diretto, talvolta crudo, il dissenso, il disgusto e la preoccupazione verso gli eventi che funestano o condizionano il nostro tempo e la relativa passività con cui spesso tendiamo ad affrontarli nel quotidiano.

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