Archivio per la categoria ‘Saranno famosi’

Quando si parla di neo-prog è quasi automatico richiamare con il pensiero l’Inghilterra. Ed è proprio da Londra che giunge The Far Meadow, una band formata da cinque elementi a guida vocale femminile che tra i numerosi input di riferimento, a mio vedere, si può accostare istintivamente ai Renaissance. Ovviamente questo è un parallelo che va interpretato traslandolo nel tempo, quindi attuato sulla base di sonorità più vicine al nostro tempo, filtrate ulteriormente attraverso il sound risalente agli ’80s prima e, per qualche riflesso, ai Magenta poi.

Foreign Land, pubblicato per Bad Elephant Music, è la terza e nuova fatica del gruppo che, accanto ai fondatori Eliot Minn (tastiere e piano) e Paul Bringloe (batteria), vede completarsi la formazione con Denis Warren (chitarre), Keith Buckman (basso) e la voce solista di Marguerita Alexandrou(altro…)

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Chi come il sottoscritto apprezza la contaminazione, l’incrocio di sonorità diverse, il sovrapporsi e lo scambiarsi di intuizioni differenti, non potrà rimanere indifferente al terzo e nuovo album degli eclettici e preparati Mad Fellaz, intitolato semplicemente III e prodotto dall’ex bassista de Le OrmeFabio Trentini.

King Crimson, Gentle Giant, certo sound di Canterbury, il Banco ma pure ÄnglagårdAnekdoten Porcupine Tree: questo il crogiuolo musicale che origina e compone la proposta dei Mad Fellaz.

La giovane band veneta si ripresenta dopo tre anni con una formazione in parte rinnovata ma con intatto entusiasmo ed approccio; Luca Brighi (voce) e Ruggero Burigo (chitarra e sitar) sono i nuovi entrati in luogo dei fuoriusciti Anna Farronato Jason Nealy. (altro…)

Echi di Katatonia, Opeth e dei Swallow The Sun più morbidi, accompagnati da rade incursioni electronic e da qualche timido accenno prog-folk, sulla direttrice del “grande nord”; questi, in linea generale, gli elementi principali a caratterizzare cinque anni fa la proposta dei debuttanti Oak (Lighthouse  2013).

Proprio in questi giorni la band norvegese torna sulle scene con il secondo lavoro, False Memory Archive pubblicato per l’etichetta Karisma Records e reputo che meriti una segnalazione.

Il gruppo è formato da Simen Valldal Johannessen (voce, piano e tastiere), Øystein Sootholtet (basso, chitarre e suoni programmati) e Sigbjørn Reiakvam (batteria). Alla chitarra solista si alternano Ole Michael BjørndalBjorn Riis dei Airbag Stephan Hvinden dei Pymlico. (altro…)

Esattamente a quattro anni di distanza torno con piacere a segnalare i Distorted Harmony ed il loro terzo e nuovo lavoro intitolato A Way Out. La frizzante band israeliana ha rimescolato le carte nella propria line up e presenta una proposta dal forte sapore djent metal; non che questo sia di per sé una novità ma è indubbio che il sound attuale abbia abbandonato quasi completamente le iniziali sponde prog metal per tuffarsi nel mare aperto del djent, conservando come punti di riferimento MeshuggahPeriphery e, sopratutto, TesseracT.

Nel periodo intercorso dalla precedente pubblicazione, il gruppo ha svolto un’intensa attività live a supporto di grossi nomi ed ha modificato la formazione con l’ingresso di un secondo chitarrista, Amit Plaschkes. (altro…)

Esattamente a quattro anni di distanza torno a parlare dei polacchi Disperse per il loro terzo e nuovo album intitolato Foreword. Una breve segnalazione, utile spero a tenere d’occhio una giovane band depositaria di un sound piuttosto composito, amalgama di molteplici influenze ma comunque alla fine interessante.

Con una coppia ritmica nuovamente mutata, il quartetto guidato da Jakub Zytecki (chitarre) propone così un prog metal piuttosto sui generis e abbastanza personale, una rilettura di genere ad ampio raggio che sconfina nella fusion quanto nel progressive rock, innalzando ora la tensione con frequenti incursioni in campo djent metal. Abbandonati dunque quei riferimenti ai Riverside che facevano parte del repertorio, Foreword mostra dunque un lato inedito della band.

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frontSe è vero che l’esordio dei polacchi Archangelica mi aveva lasciato piuttosto tiepido (Like A Drug), posso affermare con altrettanta certezza che questo secondo step risulta decisamente più convincente: le idee risultano più a fuoco, sono stati apportati sensibili accorgimenti e cambiamenti, in particolare con l’ingresso della interessante Patrycja Mizerska nel ruolo di voce solista.

L’aggancio con i Quidam, dapprima timido e confusamente accennato ora è molto più netto, molti input vanno in quella precisa direzione con un tocco di personalità che non guasta; un approccio derivativo quindi ma abbinato a gusto ed un certo carattere. (altro…)

frontPartiti con un esordio frizzante (Rubidium  2013), gli inglesi Maschine capitanati dal chitarrista e cantante Luke Machin ci riprovano adesso con Naturalis, secondo ed interessante lavoro pubblicato per Inside Out.

Pur mantenendo in toto  la sua trasversalità, quell’essere crossover al punto di poter passare dal prog metal ad intuizioni pop in assoluta scioltezza, la band di Brighton gioca in modo diverso con i suoni e gli arrangiamenti in questo nuovo episodio, collocandolo così un passo oltre il precedente.

Sin dal primo ascolto infatti l’impatto sonoro risulta coeso e variegato al tempo stesso ma si coglie immediatamente un indirizzo differente. (altro…)