Archivio per la categoria ‘Saranno famosi’

Echi di Katatonia, Opeth e dei Swallow The Sun più morbidi, accompagnati da rade incursioni electronic e da qualche timido accenno prog-folk, sulla direttrice del “grande nord”; questi, in linea generale, gli elementi principali a caratterizzare cinque anni fa la proposta dei debuttanti Oak (Lighthouse  2013).

Proprio in questi giorni la band norvegese torna sulle scene con il secondo lavoro, False Memory Archive pubblicato per l’etichetta Karisma Records e reputo che meriti una segnalazione.

Il gruppo è formato da Simen Valldal Johannessen (voce, piano e tastiere), Øystein Sootholtet (basso, chitarre e suoni programmati) e Sigbjørn Reiakvam (batteria). Alla chitarra solista si alternano Ole Michael BjørndalBjorn Riis dei Airbag Stephan Hvinden dei Pymlico. (altro…)

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Esattamente a quattro anni di distanza torno con piacere a segnalare i Distorted Harmony ed il loro terzo e nuovo lavoro intitolato A Way Out. La frizzante band israeliana ha rimescolato le carte nella propria line up e presenta una proposta dal forte sapore djent metal; non che questo sia di per sé una novità ma è indubbio che il sound attuale abbia abbandonato quasi completamente le iniziali sponde prog metal per tuffarsi nel mare aperto del djent, conservando come punti di riferimento MeshuggahPeriphery e, sopratutto, TesseracT.

Nel periodo intercorso dalla precedente pubblicazione, il gruppo ha svolto un’intensa attività live a supporto di grossi nomi ed ha modificato la formazione con l’ingresso di un secondo chitarrista, Amit Plaschkes. (altro…)

Esattamente a quattro anni di distanza torno a parlare dei polacchi Disperse per il loro terzo e nuovo album intitolato Foreword. Una breve segnalazione, utile spero a tenere d’occhio una giovane band depositaria di un sound piuttosto composito, amalgama di molteplici influenze ma comunque alla fine interessante.

Con una coppia ritmica nuovamente mutata, il quartetto guidato da Jakub Zytecki (chitarre) propone così un prog metal piuttosto sui generis e abbastanza personale, una rilettura di genere ad ampio raggio che sconfina nella fusion quanto nel progressive rock, innalzando ora la tensione con frequenti incursioni in campo djent metal. Abbandonati dunque quei riferimenti ai Riverside che facevano parte del repertorio, Foreword mostra dunque un lato inedito della band.

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frontSe è vero che l’esordio dei polacchi Archangelica mi aveva lasciato piuttosto tiepido (Like A Drug), posso affermare con altrettanta certezza che questo secondo step risulta decisamente più convincente: le idee risultano più a fuoco, sono stati apportati sensibili accorgimenti e cambiamenti, in particolare con l’ingresso della interessante Patrycja Mizerska nel ruolo di voce solista.

L’aggancio con i Quidam, dapprima timido e confusamente accennato ora è molto più netto, molti input vanno in quella precisa direzione con un tocco di personalità che non guasta; un approccio derivativo quindi ma abbinato a gusto ed un certo carattere. (altro…)

frontPartiti con un esordio frizzante (Rubidium  2013), gli inglesi Maschine capitanati dal chitarrista e cantante Luke Machin ci riprovano adesso con Naturalis, secondo ed interessante lavoro pubblicato per Inside Out.

Pur mantenendo in toto  la sua trasversalità, quell’essere crossover al punto di poter passare dal prog metal ad intuizioni pop in assoluta scioltezza, la band di Brighton gioca in modo diverso con i suoni e gli arrangiamenti in questo nuovo episodio, collocandolo così un passo oltre il precedente.

Sin dal primo ascolto infatti l’impatto sonoro risulta coeso e variegato al tempo stesso ma si coglie immediatamente un indirizzo differente. (altro…)

frontGiovani ma già con tre album all’attivo, i norvegesi Pymlico presentano il nuovo lavoro intitolato Meeting Point. Nel solco tracciato prosegue dunque il lavoro della band guidata dal tastierista Arild Brøter, batterista e vero deus ex machina della formazione; si tratta quindi, come ho avuto già modo di dire un paio di anni fa per Guiding Lights, di un crossover prog strumentale capace di riunire tra loro riferimenti diversi, distillandoli con genuino entusiasmo e buona incisività.

Con due nuovi elementi in formazione e una consistente pattuglia di musicisti addizionali ai fiati (ben 4), Meeting Point si propone come un disco piacevole, agile e scorrevole, peculiarità da non sottovalutare per un album strumentale. (altro…)

frontNati da un’idea di Mattia Liberati (tastiere) e Flavio Gonnellini (chitarra), i romani Ingranaggi Della Valle presentano il secondo lavoro intitolato Warm Spaced Blue, pubblicato da Black Widow Records. Dopo il promettente debutto di tre anni fa (In Hoc Signo), la giovane formazione capitolina suona il secondo squillo con una line up allargata (ora i componenti sono ben sette) ed un album che, pur rifacendosi in parte ad alcune delle sonorità guida degli anni ’70, non manca di proporre chiavi di lettura e reinterpretazione personali e stimolanti.

King CrimsonSoft Machine e la scena più acida di Canterbury i principali riferimenti del passato, filtrati attraverso un mood spesso scuro, a volte spigoloso e comunque non troppo accomodante. (altro…)