Posts contrassegnato dai tag ‘Aaron Raulston’

Un uomo disperato, condannato ad agire rapidamente ma dovendosi districare tra orrori e difficoltà nella città di Pagarna (dove non è concesso sognare) per ritrovare e salvare la sua amata; per fare questo ha a disposizione solo tre giorni, dopo di che lei morirà.

Questa, corredata di svariate avventure, la traccia narrativa che anima Dreaming City, il nuovo concept-album per i Glass Hammer (degli instancabili Steve Babb Fred Schendel) che contiene dunque qualche richiamo al passato.

Musicalmente la band propone una tavolozza piuttosto variata tra spunti electronic, altri più melodici e palpabili richiami al progressive dei seventies ma distante comunque da trascorse produzioni Yes-oriented. (altro…)

Qualcuno ricorda le vicende di Tom, quel giovane ragazzo divorato dalla passione per il progressive rock, protagonista della storia intorno alla quale ruotava Chronometree (2000) ? Ebbene, il ragazzo è ormai diventato un uomo, con le sue ansie e le sue difficoltà ed i Glass Hammer ci aggiornano grazie all’uscita di Chronomonaut, nuovo e diciottesimo album di una discografia ormai straripante.

Con la partecipazione straordinaria di Matthew Parmenter Chris Herin, rispettivamente voce e chitarra dei Discipline, questo si profila come il disco forse più sui generis per il gruppo del Tennessee perché se è vero che stiamo parlando di un concept della rispettabile durata di 70 minuti, lo è altrettanto che spesso dai solchi del disco emerge un lato più immediato, insolito della band che ne fa, a mio parere, una prova atipica. (altro…)

frontLa nuova fuoriuscita di Carl Groves per i Glass Hammer significa non solo una riduzione della line up ma, sopratutto, il ricadere sulle spalle di Susie Bogdanowicz di parte del comparto vocale. Instancabili, pubblicano Valkyrie, l’ennesimo album della loro carriera, release n. 17 per l’esattezza.

E’ trascorso soltanto un anno e mezzo dall’ottimo The Breaking of the World ma ancora una volta il duo BabbSchendel ribadisce di essere musicalmente famelico ed iper-produttivo, talvolta rischiando a mio avviso di inflazionare il proprio catalogo; è anche vero però che le ultime due pubblicazioni hanno dato loro ragione su tutta la linea e dunque…non resta che verificare come sono andate le cose questa volta. (altro…)

frontBand prolifica come poche altre, ecco che tornano alla ribalta i Glass Hammer con The Breaking of the World, sedicesimo lavoro del gruppo (se consideriamo anche il ripescaggio di One); un album che attendevo con curiosità per cercare di capire se l’auspicato solco con la storia, tracciato giusto un anno fa con Ode to Echo, si potesse considerare definitivo o meno. 

Ad ogni modo, il primo colpo d’occhio ufficializza l’uscita dal gruppo di Jon Davison, oramai stabilmente arruolato negli Yes e che già nel disco precedente aveva vissuto un ruolo piuttosto limitato. (altro…)

frontQuando un anno e mezzo fa è stato pubblicato Perilousa mio parere il migliore lavoro degli ultimi anni in casa Glass Hammer, avevo avuto modo comunque di augurare una svolta da parte della band del Tennessee, in funzione di un allontanamento deciso dalle sonorità di pura matrice Yes le quali stavano inesorabilmente relegando il combo americano ad un clone.

Nonostante la simultanea appartenenza di Jon Davison, oramai stabilmente voce anche della “casa madre”, Steve Babb e compagni hanno evidentemente accolto il mio auspicio, presentando con Ode to Echo (album in studio n.14) un lavoro che non solo recupera in buona parte sonorità e intenzioni precedenti a If ma addirittura, in alcuni passaggi, si spinge verso nuove direzioni. (altro…)