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Pubblicato via Inside Out, esce nei prossimi giorni il terzo lavoro di Nick Beggs con i suoi The Mute Gods, intitolato Atheists and Believers. Giunto esattamente a due anni di distanza dal precedente (Tardigrades Will Inherit The Earth), ne mantiene l’impostazione stilistica e concettuale per quanto concerne testi e temi trattati. A questo proposito una dichiarazione dello stesso bassista giunge esaustiva a spiegare quale sia il cuore dell’impianto.  “The album’s key message is that we now empower stupid people and don’t listen to educated, informed experts anymore because truth is no longer fashionable.”,

Oltre a Roger King (tastiere) e Marco Minnemann (batteria,) nell’album compaiono pure Alex Lifeson (chitarra), Craig Blundell (batteria), Rob Townsend (fiati) e Lula Beggs, la figlia, come corista.

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frontNoto per le collaborazioni con FishSound Of Contact e Steven Wilson  ma sopratutto per essere a tutti gli effetti il “quinto” Porcupine Tree, il chitarrista della Florida John Wesley pubblica per InsideOut il sesto lavoro dal titolo Disconnect.

Wesley mancava da qualche anno a livello solista ed in questa occasione non si è fatto mancare ospiti di rilievo: Alex Lifeson dei Rush partecipa con la sua chitarra in un brano mentre un’altra traccia vede la presenza dell’amico Steven Wilson al mixer.

In compagnia del fido Dean Tidey (chitarre), oltre che Mark Prator (batteria) e Patrick Bettison (basso), il musicista americano scrive un altro capitolo della propria discografia, incentrato al solito su atmosfere crossover prog e/o alternative rock.

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Il 2012 sarà sicuramente da ricordare come un anno importante per le reunion e/o per i ritorni discografici. Uno dei più attesi in assoluto è sicuramente quello dei Rush; la band canadese mancava dalle scene da ben cinque anni (Snakes & Arrows), se vogliamo escludere dal conteggio due live usciti per colmare il divario temporale. Clockwork Angels è dunque il diciannovesimo album per un grandissimo gruppo, estremamente longevo e solido, che è riuscito nel tempo a sfornare sempre dischi di gran qualità. Giocoforza, questo diventa possibile e realizzabile quando si hanno a disposizione musicisti di tale classe, tecnica e professionalità, in grado di riproporsi ai massimi livelli ad ogni appuntamento. Capaci di spaziare tra più generi, nel tempo hanno coperto ambiti tra loro diversi; hard-rock, progressive, prog-metal, tutti affrontati con passione e successo, dall’alto di grandissime qualità e dell’abilità nell’impostare song-writing di buon spessore cui hanno sempre fatto da cornice armonie e melodie indimenticabili.

Ritengo inutile stare a ripercorrere (per l’ennesima volta) le gesta di una band che ha fatto scuola ed è stata ritenuta fonte di ispirazione per numerosi gruppi; voglio soltanto sottolineare come da quasi 40 anni Geddy Lee, Alex Lifeson Neil Peart siano riusciti ad attraversare indenni varie epoche musicali, con una disinvoltura ed un entusiasmo raramente riscontrabili. (altro…)