Posts contrassegnato dai tag ‘Arjen Anthony Lucassen’

frontUn album lungamente atteso, una collaborazione non inedita ma mai così face to face, a 360 gradi; la storia di un amore tormentato dalle avversità ambientata nel 1.600, l’Olanda colonialista dell’epoca come sfondo, matrice comune e paese di origine. Due Cd basati sul medesimo songwriting che ne offrono altrettante versioni, (musicalmente) diverse.

Arriva dunque il momento dell’uscita di The Diary, lavoro monumentale a nome The Gentle Storm, pseudonimo che raduna la voce inconfondibile di Anneke Van Giersbergen (autrice dei testi) ed il genio compositivo del debordante Arjen Anthony Lucassen. (altro…)

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frontUn’attività alle spalle piuttosto lunga, una discografia avviata però “soltanto” dieci anni fa che ha prodotto tra gli altri due album piuttosto interessanti (The Sun Also Rises Under a New Sign); questo in poche parole il ruolino dei Knight Area, gruppo neo prog olandese pronto a presentare il nuovo lavoro, quinto della serie, dal titolo Hyperdrive.

Un cammino sin qui un pò sotto traccia quello della band del tastierista Gerben Klazinga, comune ad altre profondamente inserite nel filone e che spesso tendono ad indugiare eccessivamente negli stilemi più canonici; a differenza di altri però c’è da dire che il combo olandese è riuscito spesso a piazzare qualche colpo importante con brani che, pur essendo perfettamente inquadrati nel genere, sono riusciti ad elevarsi grazie al gusto, alla scelta dei suoni ed al tasso di emozionalità in grado di sprigionare.

In questo caso è un briciolo di personalità che può fare la differenza e i Knight Area dimostrano di averne acquisita.

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frontRiprende il volo Ayreon, l’astronave musicale guidata da Arjen Anthony Lucassen. Cinque anni dopo 01011001 e con in mezzo l’uscita del suo secondo album solo (Lost in the New Real  2012), tocca di nuovo ad InsideOut pubblicare l’ottavo e nuovo capitolo del progetto dal titolo The Theory Of Everything.

Da un punto di vista strutturale nulla cambia rispetto al solito, il palinsesto viene rispettato; un concept in formato doppio costellato di molte presenze davvero illustri, sia per quanto riguarda il canto che, in particolar modo in questa occasione, per quanto attiene agli strumenti.

Il polistrumentista e produttore olandese come sempre non bada al risparmio per mettere in scena la sua ennesima visione, seguendo quello che ormai è diventato più o meno uno schema: due cd, in questo caso per quattro suite o, se si preferisce, quattro movimenti che vanno a completare la stessa opera. (altro…)

frontPassano gli anni e la saga denominata Avantasia prosegue le sue gesta, nonostante si pensasse giunta al termine. Il side project di Tobias Sammet (Edguy) non si arresta e giunge con The Mistery of Time al sesto capitolo della sua esistenza, nata e cominciata diversi anni fa (2001) con The Metal Opera. Una serie di concept/rock opera in chiave power-symphonic metal che il cantante, bassista e spesso tastierista tedesco ha posto da tempo come parte fondante dei suoi innumerevoli progetti e collaborazioni.

Pure in questo nuovo episodio si conferma la struttura precedente, cioé una band di quattro musicisti intorno alla quale ne ruotano altri (singolarmente ad ogni brano o quasi); allo stesso modo dicasi per il ruolo di cantante, che in questo caso viene coperto addirittura da ben sette elementi.

Il lungo Cd esce per Nuclear Blast e vede in cabina di regia ovviamente lo stesso Sammet e Sascha Paeth, come in passato anche in veste di chitarrista del quartetto; ai due fanno compagnia Miro alle tastiere e per la prima volta Russell Gilbrook  ( Uriah Heep) alla batteria, giunto a rilevare Eric Singer. (altro…)

Se esiste un album complicato da recensire questo senz’altro appartiene alla discografia di Arjen Anthony Lucassen, per un ‘infinità di motivi. Autore di lavori quasi sempre monumentali, il polistrumentista olandese ha rilasciato vere e proprie opere rock, sia a nome Ayreon sia, come in questo caso, a suo nome. Mentre nel caso del progetto Ayreon ha coinvolto fior fiore di musicisti, impegnati di volta in volta, in questo frangente presiede l’intera operazione senza avvalersi di guest-stars; tra i nomi noti  Ed Warby, batteria (già con Ayreon) e Rob Snijders, batterista e marito di Anneke van Giersbergen. Lost in the New Real è in realtà solo la seconda release a nome di Lucassen; la prima è lontana oramai nel tempo, Pools of Sorrow, Waves of Joy uscì nel  1994. Se nei Cd di Ayreon tutto è immenso, magniloquente, infinitamente dilatato e descrittivo qui il campo,volutamente, si restringe. Le narrazioni, i tempi, la lunghezza ed il numero dei brani vengono come miniaturizzati; ciò contribuisce,  a mio parere, a snellire un pò l’intera architettura che per quanto interessante e ricolma di spunti illuminanti alla lunga spesso diventava un pò sovraccarica. E’ anche probabile che non dovendo dare spazio ad altri grandi musicisti il concept stesso abbia beneficiato di una sorta di “cura dimagrante”. Detto ciò resta immutata tutta la mia stima per quanto prodotto in passato da Arjen ma devo dire che l’ascolto di questo lavoro mi è parso scorrevole. (altro…)