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E’ fuori di dubbio che gli australiani Caligula’s Horse con il passaggio sotto le insegne della potente InsideOut abbiano cominciato ad acquisire una maggiore e meritata visibilità. Con Bloom (2015) si sono affacciati alla ribalta internazionale e In Contact, pubblicato due anni dopo, ne ha attestato la bontà del lavoro.

Trascorsi quasi altri tre anni è ora il momento di scalare un’ulteriore gradino, forti di maggiore convinzione, e a questo provvede il nuovo album intitolato Rise Radiant.

Un cambio nella formazione (il bassista Dale Prinsse subentrato al fuoriuscito Dave Couper) non ha minimamente intaccato la forza d’urto e la solidità del gruppo, sempre più compattato intorno al front man Jim Grey ed al chitarrista Sam Vallen, le due vere “teste pensanti”.

 

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Ed eccoci al momento delle playlist dell’anno.

Si parte come di consueto con quella delle band emergenti, ricordando che non è una classifica ma solo ordine sparso. (altro…)

frontL’energia, la freschezza e la malinconia impersonata dai Leprous, al contempo la versione di stampo djent metal offerta dai TesseracT ed una spruzzata di Karnivool ; questi a grandi linee i suoni e l’approccio di riferimento per inquadrare gli australiani Caligula’s Horse, giunti al terzo appuntamento discografico con il frizzante Bloom, edito dalla infaticabile InsideOut.

Già autori di due uscite collocabili in ambito prog metal che facevano spesso della potenza il tratto dominante, per questo nuovo lavoro hanno corretto il tiro: ogni pista ha le proprie caratteristiche e dunque bisogna variare i rapporti a secondo del tracciato. (altro…)