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Abbiamo dovuto attendere tre anni e mezzo per il nuovo album dei Magenta ma, a conti fatti, ne è valsa la pena, We Are Legend, questo il titolo del successore di The Twenty Seven Club, si presenta infatti con tutte le credenziali per fare bene.

Soltanto tre lunghi brani compongono il nuovo disco della band gallese dove come al solito Christina BoothRob Reed Chris Fry offrono una prova degna del loro blasone; ad accompagnarli in questa occasione troviamo Dan Nelson al basso e Jon Griffiths alla batteria.

Confesso che di primo acchito la struttura della track list (per certi versi ardita) mi ha sorpreso ma, successivamente, ho potuto constatare la bontà della scelta. (altro…)

frontAccantonati i richiami “zappiani” del debutto, ridotte al minimo le concessioni pop, mantenuti gli sguardi verso le sonorità in stile Pearl Jam; con un sound largamente rinnovato e fortemente in odore prog metal tornano i gallesi Godsticks, esattamente due anni dopo l’uscita di The Envisage Conundrum.

Un lavoro molto più mirato, focalizzato su di un preciso sound che segna una svolta per il trio guidato dal chitarrista, cantante e tastierista Darran Charles; delle numerose variazioni proposte in passato rimane infatti solo qualche accenno, qualche traccia. Il comparto vocale beneficia tra l’altro della presenza di Bruce Soord, leader dei Pineapple Thief, in qualità di seconda voce, in occasione di due brani. (altro…)

frontDevo tornare indietro abbastanza, tre mesi fa, marzo 2015; Christina Booth, la splendida voce dei Magenta, pubblica il suo secondo album solista dal titolo The Light. Un lavoro travagliato e sofferto che vede la luce dopo un periodo complicatissimo per la cantante gallese, costellato di lutti, gravi malattie e tanto dolore.

Una sequela di sventure in ambito personale capaci di abbattere un elefante ma non la minuta artista di Cardiff che con un coraggio leonino ed una forza d’animo impareggiabile è riuscita a trovare la forza di reagire e tornare in studio e sul palco con la band. (altro…)

frontBenché sia già stato pubblicato da alcuni mesi ritengo utile accennare a The Envisage Conundrum, seconda uscita del combo gallese Godsticks.

Autori di un crossover prog a tutto tondo, che talvolta va a pescare alcuni tortuosi ed arditi passaggi del repertorio zappiano, si erano posti all’attenzione nel 2010 con l’album di debutto intitolato Spiral Vendetta; tutt’altro che banale e prevedibile, il primo lavoro già rimarcava un sound particolare, piuttosto atipico, capace di coniugare momenti emozionali e melodici ad altri intricati e, per certi versi, coraggiosi.

Tour a supporto di grossi nomi quali Pineapple Thief The Aristocrats ne hanno decisamente arricchito il bagaglio di esperienza ed ecco che il secondo capitolo, The Envisage Conundrumè quasi venuto da sé.

In realtà il sound ha subito già un mutamento, pare più maturo e costruito. I Godsticks guardano intorno a 360 gradi, attraversando con i loro accordi fiumi musicali tra loro distanti e, a loro modo, ne compiono una sintesi. (altro…)