Posts contrassegnato dai tag ‘Dave Kilminster’

frontUna delle voci femminili più interessanti degli ultimi anni, Heather Findlay, unisce le forze con uno dei tastieristi ed arrangiatori più stimolanti dell’ultimo periodo, Dave Kerzner, per dare vita ad un nuovo progetto chiamato Mantra Vega. Sei anni fa la brava cantante inglese ha lasciato amichevolmente la grande famiglia Mostly Autumn per dedicarsi alla carriera solista e dopo alcuni EP promettenti è avvenuto l’incontro con Kerzner (temporaneamente libero dai Sound Of Contact con i quali, in seguito, si è riunito).

Questa, in breve, la genesi che ha portato alla pubblicazione di The Illusion’s Reckoning, album di esordio che avrà prossimamente anche un seguito sui palcoscenici. (altro…)

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frontTramontata ormai un’epoca che ha saputo esprimere autentici geni (Hendrix, Zappa, Bowie, Fripp…), oggi ne viviamo un’altra nella quale tutto è diverso, senza troppi punti di contatto con il passato e profondamente ridimensionata. In un differente contesto e con le dovute proporzioni non ho dubbi però nell’affermare che Steven Wilson sia oggi uno dei pochi musicisti a possedere quelle stimmate.

Questo, e solo questo, è il motivo per il quale, contrariamente al solito, ho deciso di “raccontare” brevemente 4 1/2, un EP alquanto robusto che nelle intenzioni dell’artista dovrebbe fungere da ponte tra Hand.Cannot.Erase ed il prossimo disco. (altro…)

frontPubblicato da Cherry Red Records negli ultimi giorni, esce l’atteso …And The Truth Will Set You Free…, secondo lavoro solista del chitarrista inglese Dave Kilminster noto per la sua lunga militanza nella band di Roger Waters.

Il talentuoso musicista ha alle spalle innumerevoli e prestigiose collaborazioni, basti pensare che oltre alla principale vanta nel suo palmares apparizioni con Keith EmersonJohn Wetton, Carl Palmer, Anne-Marie Helder Guthrie Govan.

Letteralmente travolto dall’attività live ed in studio con questi grossi calibri ha sin qui prodotto davvero poco singolarmente ma questo nuovo album a mio avviso merita una chance di ascolto; non è il solito disco in cui si susseguono soltanto virtuosismi ad effetto, pregevoli ma spesso fini a sé stessi, ma una raccolta di brani ben costruita dove sfumature di colori si rincorrono a riempire la tela in modo efficace e garbato. (altro…)

Ci possono essere molti modi per raccontare un concerto, entrare nelle pieghe dei brani eseguiti, descriverne l’aspetto tecnico o soffermarsi sul lato emozionale ma quello tenuto ieri sera a Padova (Stadio Euganeo Nereo Rocco) da Roger Waters a mio parere fa storia a sé, esula dai cliché più usuali e ha vissuto momenti assolutamente peculiari.

L’ultimo giro di valzer per la riproposizione completa di The Wall, storico album dei Pink Floyd datato ormai 1979, ha rappresentato la trasposizione in scena totale e totalizzante di uno dei sogni, o meglio, di un incubo che ha storicamente accompagnato il bassista per decenni. Potrei descrivere minuziosamente ogni brano suonato ma lo ritengo esercizio inutile, sia perchè stiamo parlando di un album storico che oramai anche i più giovani conoscono a memoria, sia perché l’ormai collaudatissima e nutrita band di Roger ne ha fornito una versione impeccabile, davvero poco distante da quella originale. (altro…)