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VdG QZ PD

Gli esiti commerciali non troppo confortanti di World Record e dell’ultimo tour pongono in ambasce finanziarie i Van der Graaf Generator. Ci sono poi le difficoltà inerenti il momento (dovute all’ improvviso declino del progressive rock) ed a queste si aggiunge la fuoriuscita di Hugh Banton, motivata da questioni personali. (altro…)

Dolore universale, ansia ed angoscia per l’inadeguatezza delle risposte che il mondo offre alla domande di ognuno, coniugato ad una sorta di male di vivere che da la stura alla depressione. Questi i significati principali che si possono attribuire a Weltschmerz, termine tedesco utilizzato da Fish per intitolare il suo nuovo (e purtroppo) ultimo album, in formato doppio.

Un lavoro che ha vissuto una gestazione estremamente tribolata, legata ai tempi lunghi del musicista, alle sue condizioni psico-fisiche, ai lutti familiari ma, sopra ogni cosa, alla decisione di ritirarsi dalle scene congedandosi proprio con questo disco, nel quale è circondato dalla squadra dei più fidi collaboratori e da altri ospiti illustri. (altro…)

Prosegue sicuro il cammino dei milanesi Not A Good Sign, validissimi rappresentanti di un eclectic prog ben suonato e proposto nella ideale miscela tra un occhio al passato ed uno al futuro.

Un percorso discografico, quello di Paolo “Ske” Botta e compagni, cominciato circa 5 anni fa e giunto adesso al terzo capitolo, un passaggio il più delle volte cruciale per una band, sovente decisivo per misurarne la maturazione.

Forte di una formazione ormai consolidata, il quintetto lombardo non si sottrae così a questa sfida pubblicando Icebound, un lavoro molto coeso in cui trovano spazio momenti tecnici ed intricati e, a completamento, altri emotivamente “caldi” ed appassionati. (altro…)

Potrei cominciare in modo banale e scontato, affermando che con Another Day si realizza in qualche modo l’incontro tra la galassia King Crimson e quella Van Der Graaf Generator ed in effetti, pur con dei limiti fisiologici, non sarei così lontano dal vero.

Infatti, dall’incrocio funambolico tra il violino di David Cross (alla corte del re cremisi durante il fantastico epilogo della prima fase) ed i fiati di David Jackson (snodo portante di gran parte della carriera dei VDGG), scaturisce un album particolare ed interessante, interamente strumentale, cui contribuiscono attivamente Mick Paul al basso (già con la David Cross Band) e l’ormai ricercato Craig Blundell alla batteria (Steven Wilson, Frost*, Lonely Robot DC Band). (altro…)

Fireships-coverThe spirit music reminds you (I Will Find You)

Ci fu un tempo in cui viaggiavo molto, e lo facevo con passione. Capitali europee, soprattutto, ma anche percorsi minori. A Londra c’ero stato in una indimenticabile vacanza-studio alla fine degli anni ‘80, ma quel ritorno nel febbraio di qualche anno dopo nascondeva un sapore diverso. Vita quotidiana di periferia, da alcuni amici di amici, lontano dai percorsi consueti, in mezzo ad un tripudio di bipiani con i mattoncini rossi infarciti di piccole stanze moquettate, tendenzialmente disordinate, e poco ospitali (e non solo per le scale ripidissime). Pieno inverno, freddo, umido e pioggia fine a completare il quadro. (altro…)