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frontChi segue da vicino le vicende musicali del folletto di Vancouver ha imparato ad apprezzarne gli innumerevoli colpi ad effetto; non fa eccezione neppure Transcendence, settimo capitolo a nome Devin Townsend Project, edito per Inside Out.

Abbandonati i panni di Ziltoid ed archiviata la parentesi country, il nuovo album torna a riallacciare il discorso cominciato con Epicloud e proseguito poi con Sky Blue (primo dei due CD che componevano ). Il sound però torna a farsi deflagrante, gli inserti melodici riservati alla voce di Anneke van Giersbergen vengono sensibilmente ridotti e l’andamento complessivo del disco beneficia di una rinnovata carica.

In questo modo il musicista canadese torna a proporre un prog metal strutturato e di ampio respiro con un esito lusinghiero. (altro…)

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frontA differenza di quanto si creda comunemente, all’interno della scena attuale ci sono alcuni musicisti che dispongono almeno di un paio di  marce in più e che credo si possano ritenere geniali, ognuno a proprio modo; penso a Steven Wilson, Ihsahn e penso anche a Devin Townsend. Tutti personaggi che hanno segnato e stanno segnando la storia della musica, non solo nel proprio ambito di competenza ma ancora più per le felici intuizioni e contaminazioni portate a termine.

Il poliedrico musicista canadese torna alla ribalta con un doppio album destinato a fare parlare di sé, intitolato Z² (abbreviazione per Ziltoid 2). Due CD che rappresentano in qualche modo l’evoluzione di Epicloud (il primo) ed il secondo capitolo del concept Ziltoid the Omniscient (l’altro). Sky Blue Dark Matters i relativi titoli.

Della sterminata produzione di Townsend in tutte le sue forme avevo già detto scrivendo la recensione di Epicloud, era il settembre di due anni fa. Giusto per ricordarlo, da quel momento ha pubblicato pure Casualties of Cool nell’inedita formazione di un duo country rock. (altro…)

Frank Zappa e/o Todd Rundgren; parlando di Devin Townsend mi vengono di istinto questi due riferimenti a immensi e/o grandi musicisti del passato; non tanto per analogie sonore quanto per l’approccio totalizzante, onnicomprensivo e assolutamente di alta qualità verso la musica. La stessa voracità tecnica che porta il chitarrista canadese ad esprimersi anche come polistrumentista (Rundgren), la notevole prolificità nello scrivere innumerevoli partiture sempre sorprendenti e di alto livello (Zappa); poi, certo, emergono le ovvie differenze tra musicisti appartenenti a epoche differenti e dunque figli di un tempo totalmente distante.

Si potrebbe forse azzardare un parallelo pure con un artista contemporaneo e cioè Arjen Anthony Lucassen ma a mio parere lo trovo fuorviante in quanto questi è molto più concentrato e indirizzato verso certo tipo di suono; Devin ama spaziare con più decisione tra più generi come ha sempre dimostrato. Ad ogni buon conto ricordo che sull’ ottimo The Human Equation (Ayreon) compariva pure Townsend in tre brani dei quali aveva scritto anche i testi e dunque il contatto è avvenuto.

Sono partito da queste premesse per cercare di inquadrare al meglio (e non è facile) la produzione musicale di Townsend che tra album in studio, live, progetti paralleli, e lavoro di produzione (Soilwork, Lamb Of God tra gli altri) è davvero tendente all’infinito. (altro…)