Posts contrassegnato dai tag ‘Djent Metal’

Esattamente a quattro anni di distanza torno a parlare dei polacchi Disperse per il loro terzo e nuovo album intitolato Foreword. Una breve segnalazione, utile spero a tenere d’occhio una giovane band depositaria di un sound piuttosto composito, amalgama di molteplici influenze ma comunque alla fine interessante.

Con una coppia ritmica nuovamente mutata, il quartetto guidato da Jakub Zytecki (chitarre) propone così un prog metal piuttosto sui generis e abbastanza personale, una rilettura di genere ad ampio raggio che sconfina nella fusion quanto nel progressive rock, innalzando ora la tensione con frequenti incursioni in campo djent metal. Abbandonati dunque quei riferimenti ai Riverside che facevano parte del repertorio, Foreword mostra dunque un lato inedito della band.

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frontQuarto sigillo (o quinto, secondo come si consideri Juggernaut) per i Periphery ! Sempre più lanciata, la band di Washington va così a presentare Periphery III: Select Difficulty, pubblicato per Sumerian Records ed in uscita proprio nei prossimi giorni. Una produzione sin qui estremamente copiosa quella del gruppo di Misha Mansoor, tanto a che (a mio parere) sta diventando forse ipertrofica.

Gestire uscite con cadenza media quasi annuale è complicato di per sé, considerando poi il regime vorticoso del loro djent metal diventa ancora più difficoltoso mantenere uno standard compositivo fresco ad ogni appuntamento; e proprio da qui voglio cominciare perché, se Select Difficulty conferma una coerenza stilistica e di approccio, al tempo stesso però, qua e la comincia a mostrare la corda sul versante del songwriting. (altro…)

frontEsce in questi giorni, edito da Nuclear Blast, il quinto e nuovo album degli olandesi Textures intitolato Phenotype. Cinque anni dopo la pubblicazione di Dualism la potente band di Tilburg torna a fare sentire la propria voce con la speranza (credo di poter dire fondata) di riuscire finalmente a ritagliarsi una maggiore visibilità ed una collocazione migliore sulla scena metal.

Con una formazione appena ritoccata i sei protagonisti hanno dato alle stampe un disco che, sinteticamente, posso definire una vera mazzata nei denti; il sound brutale ed aggressivo che fa capo ai Meshuggah e poi ai Periphery incontra veloci e tiratissime divagazioni melodiche di sapore djent (TesseracT Skyharbor), dando forma ad un extreme prog metal inarrestabile e pressante, incisivo e piuttosto tecnico. (altro…)

frontUna giovane e rampante band proveniente da Kristiansand, sud della Norvegia, presenta un opera prima davvero interessante, a cavallo tra un prog metal di matrice melodica ma temperato dalla algida malinconia tipica delle formazioni scandinave e brevi incursioni in territorio djent, improvvise come fulmini.

Sto parlando dei Rendezvous Point il cui album Solar Storm (pubblicato dall’attenta label Karisma Records) si pone come uno dei più interessanti fra le nuove proposte di questo anno; spicca tra i cinque componenti il nome di Baard Kolstad, funambolico ed instancabile batterista dei Leprous il cui possente apporto non manca di influenzare in qualche modo l’orientamento del quintetto. (altro…)

frontL’energia, la freschezza e la malinconia impersonata dai Leprous, al contempo la versione di stampo djent metal offerta dai TesseracT ed una spruzzata di Karnivool ; questi a grandi linee i suoni e l’approccio di riferimento per inquadrare gli australiani Caligula’s Horse, giunti al terzo appuntamento discografico con il frizzante Bloom, edito dalla infaticabile InsideOut.

Già autori di due uscite collocabili in ambito prog metal che facevano spesso della potenza il tratto dominante, per questo nuovo lavoro hanno corretto il tiro: ogni pista ha le proprie caratteristiche e dunque bisogna variare i rapporti a secondo del tracciato. (altro…)

frontCon l’importante passaggio discografico sotto le prestigiose insegne Kscope ed il rientro nel roster del cantante Daniel Tompkins (esaurita l’ottima parentesi con i Skyharbor), tornano in scena i TesseracT con il loro terzo e grintoso album.

Polaris, questo il titolo, segna un’ulteriore aggiustamento di rotta, mediando tra l’impeto incredibile di One e la maggiore ricerca espressa in Altered State: tutto ciò si traduce in un lavoro prog metal oriented ma connotato da un ormai palpabile tasso di personalità.

Non vi è dubbio infatti che la band inglese abbia sin qui saputo progredire costantemente, magari senza picchi inarrivabili ma con una perseveranza che pure in ottica futura fa ben sperare. (altro…)