Posts contrassegnato dai tag ‘Djent Metal’

Esattamente a quattro anni di distanza torno con piacere a segnalare i Distorted Harmony ed il loro terzo e nuovo lavoro intitolato A Way Out. La frizzante band israeliana ha rimescolato le carte nella propria line up e presenta una proposta dal forte sapore djent metal; non che questo sia di per sé una novità ma è indubbio che il sound attuale abbia abbandonato quasi completamente le iniziali sponde prog metal per tuffarsi nel mare aperto del djent, conservando come punti di riferimento MeshuggahPeriphery e, sopratutto, TesseracT.

Nel periodo intercorso dalla precedente pubblicazione, il gruppo ha svolto un’intensa attività live a supporto di grossi nomi ed ha modificato la formazione con l’ingresso di un secondo chitarrista, Amit Plaschkes. (altro…)

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Tornano in gioco i TesseracT ! Due anni e mezzo dopo l’uscita dell’ottimo Polaris, il quintetto di Milton Keynes pubblica per Kscope il quarto lavoro, intitolato Sonder.

Un album estremamente conciso e compatto, solo 36 minuti la durata, utile a riportare l’attenzione sulla giovane band inglese guidata dal front man Daniel Tompkins. Gli otto brani proposti mostrano di nuovo grande coesione, forza d’urto e pure la propensione ad una più facile fruibilità. Non per questo il “carico” si è alleggerito, ci sono infatti dei momenti piuttosto densi ed intricati ma la sensazione è quella che i TesseracT vogliano riuscire ad arrivare ad una platea prog metal più vasta, smussando almeno qualche angolo ed allargando il raggio d’azione. (altro…)

Esattamente a quattro anni di distanza torno a parlare dei polacchi Disperse per il loro terzo e nuovo album intitolato Foreword. Una breve segnalazione, utile spero a tenere d’occhio una giovane band depositaria di un sound piuttosto composito, amalgama di molteplici influenze ma comunque alla fine interessante.

Con una coppia ritmica nuovamente mutata, il quartetto guidato da Jakub Zytecki (chitarre) propone così un prog metal piuttosto sui generis e abbastanza personale, una rilettura di genere ad ampio raggio che sconfina nella fusion quanto nel progressive rock, innalzando ora la tensione con frequenti incursioni in campo djent metal. Abbandonati dunque quei riferimenti ai Riverside che facevano parte del repertorio, Foreword mostra dunque un lato inedito della band.

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frontQuarto sigillo (o quinto, secondo come si consideri Juggernaut) per i Periphery ! Sempre più lanciata, la band di Washington va così a presentare Periphery III: Select Difficulty, pubblicato per Sumerian Records ed in uscita proprio nei prossimi giorni. Una produzione sin qui estremamente copiosa quella del gruppo di Misha Mansoor, tanto a che (a mio parere) sta diventando forse ipertrofica.

Gestire uscite con cadenza media quasi annuale è complicato di per sé, considerando poi il regime vorticoso del loro djent metal diventa ancora più difficoltoso mantenere uno standard compositivo fresco ad ogni appuntamento; e proprio da qui voglio cominciare perché, se Select Difficulty conferma una coerenza stilistica e di approccio, al tempo stesso però, qua e la comincia a mostrare la corda sul versante del songwriting. (altro…)

frontEsce in questi giorni, edito da Nuclear Blast, il quinto e nuovo album degli olandesi Textures intitolato Phenotype. Cinque anni dopo la pubblicazione di Dualism la potente band di Tilburg torna a fare sentire la propria voce con la speranza (credo di poter dire fondata) di riuscire finalmente a ritagliarsi una maggiore visibilità ed una collocazione migliore sulla scena metal.

Con una formazione appena ritoccata i sei protagonisti hanno dato alle stampe un disco che, sinteticamente, posso definire una vera mazzata nei denti; il sound brutale ed aggressivo che fa capo ai Meshuggah e poi ai Periphery incontra veloci e tiratissime divagazioni melodiche di sapore djent (TesseracT Skyharbor), dando forma ad un extreme prog metal inarrestabile e pressante, incisivo e piuttosto tecnico. (altro…)

frontUna giovane e rampante band proveniente da Kristiansand, sud della Norvegia, presenta un opera prima davvero interessante, a cavallo tra un prog metal di matrice melodica ma temperato dalla algida malinconia tipica delle formazioni scandinave e brevi incursioni in territorio djent, improvvise come fulmini.

Sto parlando dei Rendezvous Point il cui album Solar Storm (pubblicato dall’attenta label Karisma Records) si pone come uno dei più interessanti fra le nuove proposte di questo anno; spicca tra i cinque componenti il nome di Baard Kolstad, funambolico ed instancabile batterista dei Leprous il cui possente apporto non manca di influenzare in qualche modo l’orientamento del quintetto. (altro…)