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Tra le fila della dinamica etichetta norvegese Karisma Records torno a segnalare l’heavy prog dei Arabs In Aspic, band peculiare che abbiamo avuto modo di apprezzare anche in Italia qualche anno fa (al Veruno 2 Days Prog +1).

In precedenza avevo già avuto modo di descrivere il progressive fortemente influenzato e frammisto al suono di grandi gruppi del passato quali Deep PurpleUriah Heep e su fino ai Black Sabbath; un cocktail abbastanza singolare, dalle fragranze molto accentate, in alcuni momenti intriso di una certa dose di nostalgia per un’epoca lontana ma al tempo stesso in grado di risultare stimolante, interessante e di catturare l’attenzione.

E’ adesso in uscita Madness and Magic, sesto lavoro in studio. (altro…)

frontMescolanze, particolarità, contaminazione tra generi, proporsi crossover al punto di attraversare tranquillamente progressive, hard rock e psichedelia senza tentennamento alcuno, tanto da riuscire a rendere un album a proprio modo omogeneo e creare, pian piano, una sorta di stile.

Questo sin qui il percorso dei norvegesi Arabs In Aspic che tornano dopo più di due anni con il quarto album dal titolo Victim of Your Father’s Agony, un lavoro brevissimo (37 minuti circa) capace credo di spiazzare chi li conosce poco e di farsi apprezzare subito da coloro che invece ne seguono il cammino discografico; in pochi minuti infatti il quartetto di Trondheim è prodigo di sorprese. (altro…)

frontQuartetto proveniente dalla Norvegia, gli Arabs In Aspic presentano Pictures In a Dream, nuovo lavoro che porta il conto a 5 se si considerano le due identità, 3 tenendo presente solo l’ultima formazione (AIA e AIA2).

Un cammino musicale del tutto particolare, quello della band, che mancava all’appello dal 2010 (Strange Frame of Mind); improbabile riuscire nel consueto gioco di etichettare il loro sound perchè questo attraversa con disinvoltura elementi tipici del prog (l’uso di synth, mellotron) incrociandoli con altri caratteristici dell’ hard rock vecchio stampo.

Ci si trova dunque a mescolare tra loro richiami ai King Crimson con molti altri che rimandano senza dubbio a gruppi del passato come Uriah Heep, Deep Purple, senza dimenticare decise virate nella psichedelia cara ai vecchi Floyd.

Il risultato di tutto questo ad un primo ascolto può apparire anche discontinuo e sconclusionato ma in realtà non è assolutamente così, a patto di non fermarsi al primo step. (altro…)