Posts contrassegnato dai tag ‘Frontiers Records’

frontAlfieri della scuderia Frontiers Records i norvegesi Circus Maximus sfornano il nuovo e quarto lavoro intitolato Havoc. La band di Oslo guidata dai fratelli Mats Truls Haugen (rispettivamente chitarrista e batterista) mancava dagli scaffali da poco meno di quattro anni, epoca in cui fu pubblicato Nine, album che ha ottenuto molti consensi tanto da potere essere catalogato sin qui come il loro maggiore successo.

Personalmente ho invece avuto qualche perplessità circa la resa complessiva del sound del quintetto, a tratti debitore all’eccesso di band quali Dream Theater (in primis) e Symphony X; così come confesso che non sempre sono riuscito ad apprezzare sino il fondo il timbro aspro del cantante Michael Eriksen. (altro…)

frontCome preannunciato viene pubblicata per Frontiers Records la seconda ed ultima parte di Chronicles Of The Immortals – Netherworld (ottava uscita per i tedeschi Vanden Plas), a poco meno di due anni dal primo capitolo.

Proprio da li, in questo frangente, è d’obbligo ripartire per riassumere la narrazione della storia e quella che all’epoca ne era stata la valutazione, pur se in prospettiva del sequel. Chi volesse rinfrescarsi la memoria può trovare la recensione qua: (https://agesofrock.wordpress.com/2014/02/23/vanden-plas-chronicles-of-the-immortals-netherworld-2014/). (altro…)

frontRispettando la cadenza di due anni come un meccanismo di estrema precisione, ecco uscire per Frontiers Records il nuovo e tredicesimo album in studio per i danesi Royal Hunt, dal titolo Devil’s Dozen.

A Life To Die For (2013) aveva registrato, pur tra esiti contrastanti, un necessario lavoro di limatura, di sgrossatura verso alcune “iperboli” melodiche proprie del sound del gruppo, oramai divenute un fardello pesante da riproporre; l’eccessiva prolificità di André Andersen alla lunga si è trasformata in un boomerang, tendendo a ricalcare quasi pedissequamente un unico modello e Devil’s Dozen, purtroppo, non segnala miglioramenti.

Anzi, se possibile, evidenzia a mio avviso una vena compositiva inaridita. (altro…)

frontConcludendo il report del concerto tenuto dagli Yes a Padova lo scorso 17 maggio manifestavo la mia impazienza e la curiosità per l’uscita prossima di Heaven & Earth. Il momento sta arrivando ed è quindi possibile mettere nero su bianco le prime impressioni, basate su di un ascolto più o meno continuo effettuato per alcuni giorni.

Covert art a cura del sempiterno Roger Dean, il ritorno ad un nuovo album dopo il più che discreto Fly From Here (2011) che però era costruito in larga parte su vecchio materiale mai editato; ed ancora, il primo lavoro con Jon Davison nel ruolo che fu di Anderson, roboanti dichiarazioni dei protagonisti utili a creare il giusto grado di attesa, di hype intorno alla nuova pubblicazione.

Nuovo per gli Yes anche il produttore (Roy Thomas Baker), il missaggio dei brani a cura dell ‘ex membro Billy Sherwood, un peso importante del nuovo cantante nella stesura dei testi. (altro…)

front44 anni ! Tanti ne sono trascorsi dall’incredibile debutto con …Very ‘Eavy …Very ‘Umble e da allora gli Uriah Heep, tranne uno stop lungo una decade, non si sono mai fermati. Ricordando quei giorni sembra di parlare della preistoria ed infatti a ben vedere il solo chitarrista Mick Box (oggi sessantasettenne) fa parte ancora della formazione.

Pionieri dell’ hard rock, talvolta venato da riflessi progressive, artefici di brani diventati leggenda ad imperitura memoria (chi non ricorda Gypsy, Come Away Melinda, Salisbury, Look at Yourself, ecc..) hanno vissuto nella loro infinita carriera anche fasi meno floride ovviamente ma quel che è certo è che rimangono un pilastro, un caposaldo di genere.

Stringendo il campo, l’ultima fase di attività della band ha preso ufficialmente il via nel 2008, anno di pubblicazione di Wake the Sleeper, un discreto riscontro di pubblico e critica e la line up della nuova era lanciata con Russell Gilbrook alla batteria. (altro…)

frontTimo Tolkki mantiene la promessa e a distanza di un anno pubblica Angels of the Apocalypse, secondo capitolo della epica trilogia a nome Timo Tolkki’s Avalon

Edito per Frontiers Records e prodotto dallo stesso chitarrista finlandese, l’album ovviamente prende le mosse dal precedente The Land of New Hope che mi aveva entusiasmato; la storia riallaccia i fili e riparte da li. Entrando la narrazione in una fase più movimentata, rende di conseguenza la musica e le partiture più possenti ed heavy rispetto a prima.

In questa circostanza l’ex Stratovarius ha assoldato due vecchi compagni e cioè Antti Ikonen alle tastiere e Tuomo Lassila (ora con i Conquest) alla batteria; chitarre, basso ed altre keyboards rimangono appannaggio di Timo. (altro…)

frontSuccessivamente alla pubblicazione di XXX (2012) Steve Howe ha gettato la spugna, abbandonando gli Asia per concentrarsi esclusivamente sugli Yes e la discografia solista. Poco meno di due anni dopo il quartetto si ripropone con Gravitas, quattordicesimo album in studio che segna l’ingresso del giovane chitarrista inglese Sam Coulson.

Una perdita non da poco per il super gruppo e alla luce delle ultime uscite (PhoenixOmegaXXX), una più deludente dell’altra, non c’è molto da stare tranquilli.

Da molti anni a questa parte infatti John Wetton e soci hanno radicalmente spostato il loro sound, abbandonando quasi completamente le poche trame progressive rimaste per abbracciare in toto sonorità A.O.R. o addirittura pop rock. (altro…)