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L’uscita di Rejoice ! I’m Dead (2016) aveva lasciato un interrogativo : canto del cigno e commiato per i Gong decimati nei membri originari oppure una nuova reincarnazione e l’inizio di un nuovo cammino ? A quanto pare la pubblicazione di The Universe Also Collapses, edito per Kscope, indica che la soluzione corretta è la seconda.

Kavus Torabi, chitarrista e cantante, è dunque l’erede designato a portare avanti e guidare per un nuovo percorso le sorti della incredibile ed imprescindibile band inglese che presenta qui la medesima line-up del disco precedente, per un album che prosegue imperterrito in quello che da sempre è un vero trip lisergico e psichedelico. Non un marchio di fabbrica, piuttosto la stessa essenza dei Gong e delle folli allucinazioni musicali di un visionario come Daevid Allen(altro…)

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frontNemmeno due anni fa da queste pagine tessevo le lodi di I See You, non tanto perché aggiungesse qualcosa di basilare al catalogo dei Gong ma per la genuinità che ancora il loro sound riusciva ad esprimere. Da allora purtroppo prima il band leader Daevid Allen e poi (proprio di recente) la sua compagna Gilli Smyth ci hanno salutato definitivamente, lasciando un vuoto difficilmente colmabile.

Non va dimenticato però come Allen prima di congedarsi dal mondo abbia pubblicamente spronato la band a continuare ad esistere, a proseguire il proprio cammino pur se mutando forma come già in passato più volte era accaduto; il peso di questa responsabilità è caduto dunque sulle spalle di Kavus Torabi, leader anche dei Knifeworld che ha saputo infondere al suono un tocco di modernità pur restando nel solco tracciato da decenni. (altro…)

R.I.P.1973d

frontNé bello, né brutto, né travolgente né banale, sicuramente particolare. Questo è il motivo per il quale voglio dedicare alcune righe a Bottled Out Of Eden, terzo lavoro dei Knifeworld, un progetto solista divenuto poi una band che fa a capo a Kavus Torabi, chitarrista e poli strumentista inglese di origini iraniane già noto per un passato nei Cardiacs ed in seguito membro dei Gong.

Il nuovo album, pubblicato per Inside Out, riparte da dove ci aveva lasciato due anni fa The Unravelling; una iridescente miscela di psichedelia, progressive, incursioni pop, fitti intrecci vocali, sferzate heavy, fughe jazzy. Dunque un crossover a tutto tondo dove si possono cogliere influenze che vanno da Devin Townsend al brit pop, dai Mothers Of Invention agli stessi Cardiacs. (altro…)

SpaceShantyA chi ama frequentare le zone meno esplorate del rock progressivo capita, talvolta, di imbattersi in dei piccoli tesori, il cui ascolto rivela sensazioni gratificanti quanto inaspettate e che, una volta conosciuti a fondo, niente (ma proprio niente) hanno da invidiare ai fratelli maggiori più noti. Lo ammetto, a volte non basta un primo o superficiale ascolto. Ma armato di un po’ di pazienza e di un pizzico di curiosità, improvvisamente anche l’ascoltatore più distratto sarà ad un certo punto colpito da una particolare sequenza di note, da una voce, da immagini e angolazioni che inavvertitamente daranno un colore diverso a tutto quello che ha ascoltato fino a quel momento. (altro…)

See You Daevid..R.I.P.
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frontQuella dei Gong pare essere una saga senza fine, si perde nella notte dei tempi ma la cosa più incredibile è che…prosegue, a dispetto del tempo, dell’età dei protagonisti e della scomparsa di alcuni di questi. Si stanno alternando ormai nuove generazioni di musicisti ma la band, il progetto, l’idea anarchica e assolutamente inconfondibile del Gong sound non conosce pause.

Se all’epoca la scena di Canterbury rappresentava realmente un qualcosa di alternativo, a loro volta i Gong sono sempre rimasti un nucleo musicalmente a sé stante, inclini a una contaminazione estrema tra progressive  e derive psichedelic rock, passando da una sostanziosa e gustosa fase fusion, sopratutto quella in cui facevano capo allo scomparso Pierre Moerlen.

Ancora oggi ripropongono coerentemente il loro “sgangherato” modello, non curanti dei decenni trascorsi; la guida della band è rimasta saldamente in mano al settantaseienne Daevid Allen, cantante e chitarrista, membro fondatore di uno dei più particolari ensemble che la storia del rock ricordi. (altro…)