Posts contrassegnato dai tag ‘Gong’

frontNemmeno due anni fa da queste pagine tessevo le lodi di I See You, non tanto perché aggiungesse qualcosa di basilare al catalogo dei Gong ma per la genuinità che ancora il loro sound riusciva ad esprimere. Da allora purtroppo prima il band leader Daevid Allen e poi (proprio di recente) la sua compagna Gilli Smyth ci hanno salutato definitivamente, lasciando un vuoto difficilmente colmabile.

Non va dimenticato però come Allen prima di congedarsi dal mondo abbia pubblicamente spronato la band a continuare ad esistere, a proseguire il proprio cammino pur se mutando forma come già in passato più volte era accaduto; il peso di questa responsabilità è caduto dunque sulle spalle di Kavus Torabi, leader anche dei Knifeworld che ha saputo infondere al suono un tocco di modernità pur restando nel solco tracciato da decenni. (altro…)

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R.I.P.1973d

frontNé bello, né brutto, né travolgente né banale, sicuramente particolare. Questo è il motivo per il quale voglio dedicare alcune righe a Bottled Out Of Eden, terzo lavoro dei Knifeworld, un progetto solista divenuto poi una band che fa a capo a Kavus Torabi, chitarrista e poli strumentista inglese di origini iraniane già noto per un passato nei Cardiacs ed in seguito membro dei Gong.

Il nuovo album, pubblicato per Inside Out, riparte da dove ci aveva lasciato due anni fa The Unravelling; una iridescente miscela di psichedelia, progressive, incursioni pop, fitti intrecci vocali, sferzate heavy, fughe jazzy. Dunque un crossover a tutto tondo dove si possono cogliere influenze che vanno da Devin Townsend al brit pop, dai Mothers Of Invention agli stessi Cardiacs. (altro…)

SpaceShantyA chi ama frequentare le zone meno esplorate del rock progressivo capita, talvolta, di imbattersi in dei piccoli tesori, il cui ascolto rivela sensazioni gratificanti quanto inaspettate e che, una volta conosciuti a fondo, niente (ma proprio niente) hanno da invidiare ai fratelli maggiori più noti. Lo ammetto, a volte non basta un primo o superficiale ascolto. Ma armato di un po’ di pazienza e di un pizzico di curiosità, improvvisamente anche l’ascoltatore più distratto sarà ad un certo punto colpito da una particolare sequenza di note, da una voce, da immagini e angolazioni che inavvertitamente daranno un colore diverso a tutto quello che ha ascoltato fino a quel momento. (altro…)

See You Daevid..R.I.P.
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frontQuella dei Gong pare essere una saga senza fine, si perde nella notte dei tempi ma la cosa più incredibile è che…prosegue, a dispetto del tempo, dell’età dei protagonisti e della scomparsa di alcuni di questi. Si stanno alternando ormai nuove generazioni di musicisti ma la band, il progetto, l’idea anarchica e assolutamente inconfondibile del Gong sound non conosce pause.

Se all’epoca la scena di Canterbury rappresentava realmente un qualcosa di alternativo, a loro volta i Gong sono sempre rimasti un nucleo musicalmente a sé stante, inclini a una contaminazione estrema tra progressive  e derive psichedelic rock, passando da una sostanziosa e gustosa fase fusion, sopratutto quella in cui facevano capo allo scomparso Pierre Moerlen.

Ancora oggi ripropongono coerentemente il loro “sgangherato” modello, non curanti dei decenni trascorsi; la guida della band è rimasta saldamente in mano al settantaseienne Daevid Allen, cantante e chitarrista, membro fondatore di uno dei più particolari ensemble che la storia del rock ricordi. (altro…)

Ozric Tentacles, ovvero quando è possibile riuscire ad essere piacevolmente ripetitivi. Dagli esordi che datano ormai 1984 la band inglese ha mutato quasi impercettibilmente il proprio impianto sonoro che, volendo cercare una definizione abbastanza appropriata, li colloca in ambito space rock. Molte le influenze di nomi illustri nel loro sound: tra queste sicuramente Gong ( Steve Hillage è anche apparso su loro Cd), Hawkwind, Pink Floyd, Tangerine Dream e persino Frank Zappa per la capacità di innestare con abilità anche elementi di fusion. Durante la loro evoluzione hanno via via saputo introdurre anche momenti reggae e new age in un caleidoscopio acustico sempre ben calibrato e di effetto. Da sempre il loro repertorio è prettamente strumentale, fatto di brani anche piuttosto lunghi ma in qualche modo sempre interessanti. Ultimamente hanno aggiunto alla loro proposta pure qualche frammento trance electronic che, seppur un pò sorprendente, non lascia delusi.

Storicamente la formazione ha visto il susseguirsi di cambi e sostituzioni, un vero gruppo aperto. Ad oggi l’ottimo Ed Wynne è rimasto il solo membro originario di questa strana accolita di musicisti, eccentrici e forse ai margini del mainstream ma di indubbio valore. Wynne è anche l’autore della maggior parte dei pezzi e la sua costante presenza ha garantito agli OT la possibilità di proseguire il proprio cammino che altrimenti sarebbe stato fortemente in dubbio.

Rimangono proverbiali i live set della band, sopratutto per il loro modo di approcciare l’esibizione e per le sensazioni che sa regalare la loro musica al pubblico; in ogni caso si tratta di concerti molto diversi da gran parte degli altri. (altro…)