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Circondato dal consueto parterre di ospiti di grido, Nad Sylvan avanza nel suo cammino personale con il nuovo album, The Regal Bastard, pubblicato per Inside Out.

Prima con gli Agents of Mercy e poi, sopratutto, come cantante nei tour del collega e amico Steve Hackett (pur se con alterni e disparati riscontri), il front-man americano/svedese si è conquistato una certa fetta di notorietà, imprimendo così negli ultimi anni una discreta accelerazione alla carriera solista.

La line up schierata da Sylvan ricalca più o meno quella di The Bride Said NoSteve Hackett Guthrie Govan alla chitarra, Tony Levin Jonas Reingold al basso, Nick D’Virgilio alla batteria, Anders Wollbeck alle tastiere e co-produttore. (altro…)

Quello che sembrava nato quasi per sfizio, per dare spazio liberamente alla fantasia supportata da una notevole dose di tecnica, è divenuto ormai da tempo una realtà. Mi riferisco a The Aristocrats, il power trio formato da Guthrie GovanBryan Beller Marco Minnemann che proprio in questi giorni presenta il quarto e nuovo album, You Know What…?

Se negli episodi precedenti era emersa con chiarezza una possente attitudine heavy prog/fusion miscelata ad uno spirito ironico e cameratesco, devo dire che nel nuovo lavoro questo umorismo è divenuto piuttosto sbiadito o, quanto meno, ridimensionato; un’ora di musica totalmente strumentale dove i tre decidono di mostrare vigorosamente i muscoli, innalzando e sottolineando la cifra tecnica, jammando quasi ininterrottamente. (altro…)

A soli due mesi di distanza dalla pubblicazione dell’album dei Dream Theater, è in uscita in questi giorni Wired for Madness, nuovo lavoro solista del tastierista Jordan Rudess. Una tempistica quindi abbastanza curiosa, figlia forse del tempo che viviamo e pertanto della considerevole mole di musica che ci viene proposta a getto continuo.

Riprendendo uno schema interrotto con The Road Home (2007), è di nuovo presente una folta schiera di ospiti: oltre ai due sodali James LaBrie e John Petrucci, si contano infatti Guthrie GovanVinnie Moore e Joe Bonamassa alla chitarra, Marco Minnemann e Rod Morgenstein (Dixie Dregs) alla batteria.

Un ritorno all’antico dunque, lasciando da parte lavori per solo piano o realizzati invece con l’ausilio di un’orchestra. (altro…)

frontTramontata ormai un’epoca che ha saputo esprimere autentici geni (Hendrix, Zappa, Bowie, Fripp…), oggi ne viviamo un’altra nella quale tutto è diverso, senza troppi punti di contatto con il passato e profondamente ridimensionata. In un differente contesto e con le dovute proporzioni non ho dubbi però nell’affermare che Steven Wilson sia oggi uno dei pochi musicisti a possedere quelle stimmate.

Questo, e solo questo, è il motivo per il quale, contrariamente al solito, ho deciso di “raccontare” brevemente 4 1/2, un EP alquanto robusto che nelle intenzioni dell’artista dovrebbe fungere da ponte tra Hand.Cannot.Erase ed il prossimo disco. (altro…)

frontCorredato al solito di una cover estremamente simpatica ed auto ironica (a firma Tom Colbie) esce in questi giorni Tres Caballeros, il terzo e nuovo album del fusion power trio The Aristocrats. Come due anni fa in occasione di Culture Clash, la pubblicazione giunge poco dopo il termine del tour europeo di Steven Wilson che ha visto impegnati stabilmente Marco Minnemann Guthrie Govan. 

Art work, sound e citazioni esplicite nei titoli rimandano al Texas e ai Z Z Top, vera fonte di ispirazione in questo caso; ovviamente in una chiave ampiamente rivista e reinterpretata, nello stile molto personale della band. (altro…)