Posts contrassegnato dai tag ‘Guthrie Govan’

frontTramontata ormai un’epoca che ha saputo esprimere autentici geni (Hendrix, Zappa, Bowie, Fripp…), oggi ne viviamo un’altra nella quale tutto è diverso, senza troppi punti di contatto con il passato e profondamente ridimensionata. In un differente contesto e con le dovute proporzioni non ho dubbi però nell’affermare che Steven Wilson sia oggi uno dei pochi musicisti a possedere quelle stimmate.

Questo, e solo questo, è il motivo per il quale, contrariamente al solito, ho deciso di “raccontare” brevemente 4 1/2, un EP alquanto robusto che nelle intenzioni dell’artista dovrebbe fungere da ponte tra Hand.Cannot.Erase ed il prossimo disco. (altro…)

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frontCorredato al solito di una cover estremamente simpatica ed auto ironica (a firma Tom Colbie) esce in questi giorni Tres Caballeros, il terzo e nuovo album del fusion power trio The Aristocrats. Come due anni fa in occasione di Culture Clash, la pubblicazione giunge poco dopo il termine del tour europeo di Steven Wilson che ha visto impegnati stabilmente Marco Minnemann Guthrie Govan. 

Art work, sound e citazioni esplicite nei titoli rimandano al Texas e ai Z Z Top, vera fonte di ispirazione in questo caso; ovviamente in una chiave ampiamente rivista e reinterpretata, nello stile molto personale della band. (altro…)

Premetto che non si tratta di un vero e proprio live report, di solito questi li scrivo di getto (magari la notte stessa) per catturare le emozioni che un concerto sa regalare, col passare delle ore queste tendono fatalmente ad attenuarsi.

Questa volta ho preferito fare sedimentare, depositare le idee per esprimere solo alcune considerazioni a margine dell’esibizione di Steven Wilson, avvenuta martedì sera a Roma in un affollatissimo Teatro Sistina. I vari resoconti oramai sono già di dominio pubblico in rete. (altro…)

frontUna storia tragica, assurda ma reale è alla base del nuovo album di Steven Wilson in uscita in questi giorni per KscopeHand. Cannot. Erase. è infatti un concept basato sulla drammatica vicenda di Joyce Carol Vincent, una giovane donna inglese trovata cadavere nel suo appartamento a tre anni dal decesso senza che, incredibilmente, la famiglia o un amico avessero mai chiesto di lei.

Logicamente tutto questo ha il suo peso nei testi e nella narrazione musicale, sensazioni di malinconia, solitudine, degrado e abbandono sgorgano a profusione dalle tracce composte da Wilson e quello che ne viene fuori musicalmente è un lavoro piuttosto particolare: ineccepibile da un punto di vista tecnico, di scelta dei suoni, segnato da alcuni stacchi vertiginosi ma… (altro…)

frontSfruttando ogni piega e minuto libero avuto dai tour con Joe Satriani Steven WilsonGuthrie Govan, Bryan Beller Marco Minnemann hanno miracolosamente trovato modo di ricongiungersi per incidere Culture Clash, secondo capitolo a nome The Aristocrats.

Artefici di una fusion in chiave e sonorità moderne questi talentuosi ed iper attivi musicisti tornano a riproporre i loro raffinati fraseggi in una formazione ristretta e particolare, quelle di un power trio.

La formula rimane quella sperimentata nell’ album di esordio (The Aristocrats 2011); dunque scorribande jazz rock, ovviamente soltanto strumentali, con qualche occasionale richiamo ad un rock’n roll di annata.

L’art work a firma Tom Colbie non deve ingannare perché in realtà. dietro una facciata comics e ilare, si nasconde un album di peso specifico notevole. (altro…)

A differenza della recensione di un album il report di un concerto è maggiormente incentrato sulle emozioni suscitate dalla musica; l’aspetto tecnico è vivo, ben presente ma nell’economia della serata spesso finisce per passare in secondo piano.

E ieri sera le emozioni sono fioccate a grappoli in Piazza Duomo a Pistoia per una delle serate più attese di questa edizione di Pistoia Blues che prevedeva in cartellone la concomitante presenza di Van Der Graaf Generator Steven Wilson.

Una calda serata di luglio ha tenuto dunque  a battesimo questa prestigiosa e strana accoppiata tanto da instillare nel sottoscritto qualche timore prima del via; cresciuto musicalmente con i maestri del prog e amante devoto del leader dei Porcupine Tree, temevo preventivamente infatti questa sorta di strano e imminente incrocio tra un passato glorioso ed un presente sfavillante.

Con ogni probabilità erano solo mie sensazioni ma sta di fatto che vedere una band come quella capitanata da Peter Hammill “aprire” per qualcun altro…confesso che mi ha fatto sentire il peso dell’età ! (altro…)

frontPronti..via ! Scatta il nuovo anno e si comincia con una novità di quelle importanti, pur se ampiamente annunciata e cioè il nuovo lavoro di Steven Wilson, intitolato The Raven that Refused to Sing (and other stories). L’instancabile musicista del Surrey aveva già regalato qualche anticipazione con Get All You Deserve, un DVD live registrato in Messico durante il tour di Grace For Drowning; all’interno infatti era contenuta Luminol, traccia di apertura del nuovo album.

Nè si può scordare, tra gli altri, l’importante e gustoso passaggio di Storm Corrosion realizzato con Mikael Åkerfeldt, per un 2012 che dunque ha visto al solito Wilson impegnato su più fronti e proposte.

Non sono poche le novità, a partire dall’art-work (abbastanza inquietante) che non è affidato come di consueto a Lasse Hoile bensì a Hajo Mueller; ed ancora, SW si avvale in questo caso dell’opera di Alan Parsons in regia e da questa collaborazione potrebbe scaturire a mio avviso qualche altro progetto; l’album è stato registrato negli studi di Parsons  a Los Angeles. (altro…)